Vita da fuori sede : niente é come sembra

Nell’immaginario collettivo è ormai diffusa l’idea secondo cui la vita degli  studenti fuori sede sia tutta festini, cazzeggio e acchiappanza.  L’appartamento in cui vivono è costantemente un’unica stanza a luci  rosse, teatro di memorabili feste notturne alla “American Pie” seguite da  uno stato comatoso che accompagna lo studente fino al momento del  successivo festino.
Complici di questa visione distorta della realtà qualche pellicola  adolescenziale e i racconti, spesso fiabeschi, di episodi esilaranti e  indimenticabili di qualche fuori sede – cazzeggiatore. Prima di passare  alla descrizione di ciò che accade realmente è opportuna una distinzione: quella tra il ragazzo fuori sede e la ragazza fuori sede. Infatti per i ragazzi la maggior parte di quello che leggerete non fa testo, dal momento che la risoluzione di gran parte dei loro problemi si sostanzia, per i più fortunati, nella visita settimanale della propria madre che dopo aver fatto irruzione in casa ,con tanto di tuta di protezione , trasforma in una sala operatoria quella che il proprio figlio ha ridotto in una stalla; prepara una quantità industriale di cibo e riparte esausta. Per i meno fortunati invece ci si puó nutrire di pizza per settimane, indossare la stessa maglietta maleodorante per un mese o assumere una giovane donna delle pulizie il cui fondoschiena farà molto probabilmente il giro di tutti i gruppi di WhatsApp del ragazzo. Per la ragazza fuori sede la situazione é radicalmente opposta e i primi mesi sono i piú traumatici, caratterizzati da continui mal di schiena dovuti all’affannoso tentativo di rendere quanto più simile possibile la propria casa alle immagini riportate sull’etichetta del “Mastro Lindo”. Addio mani perfettamente curate, addio shopping da Zara, H&M: la ricerca del vestito perfetto è tristemente sostituita dalla ricerca di qualsiasi prodotto casalingo rintracciabile in commercio. Poi iniziano i primi esperimenti culinari. Prepareranno di tutto: pasta che sembra essere stata cotta direttamente nel Mar Rosso, fette di carne carbonizzate, uova che non arriveranno quasi mai in pentola e molto altro. Poi arriva il momento in cui sono finalmente in grado di rendere commestibile un alimento e inizieranno a fotografare tutte le loro creazioni, a postare le foto ovunque ottenendo nient’altro che il titolo di “Sfigata dell’anno”.
A prescindere dal sesso, il momento più critico dello studente fuori sede è l’innominabile fase pre-esame! É questo il momento in cui la nostalgia di casa e della propria famiglia diventa, misteriosamente , insopportabile. Tentativi di studio matto e disperato vanificati dalla vicina di casa che ,da vera dj e a tutto volume, alterna “J senz e te nun pozz sta” e “maledetta primavera”; 45′ di attesa per aspettare il caffè che non sará mai pronto perchè la macchinetta è stata messa nel frigorifero e non sul fornello; malnutrizione totale colmata da interi barattoli di Nutella e qualsiasi tipo di cibo confezionato.
Come ogni cosa peró anche la vita da fuori sede ha i suoi risvolti positivi: puoi non studiare se non ne hai voglia, continuare a dormire la mattina dopo aver tranquillizzato tua madre con un sms in cui le comunichi : “sono le 9 e sono già in biblioteca. Non posso chiamarti. Ci sentiamo ad ora di pranzo.”
Puoi tornare a casa sbronzo senza correre il rischio di incontrare i tuoi genitori al buio davanti alla porta già pronti con l’Alcol test, e poi , sempre se il tuo proprietario di casa non è anche il tuo peggior vicino di casa, puoi organizzare chiassose feste.
Il fuori sede si trasferisce in città portando con sè grandi valigie piene di cibo e preoccupazioni, come la paura di stare da soli, di non piacere, di non riuscire a costruire solidi rapporti di amicizia, di confrontarsi con realtà spesso molto diverse, di non superare la prova con se stessi e tornare indietro sconfitti; si parte un po’ immaturi e si torna a casa ogni volta sempre un po’ grandi, un po’ più forti.
È un’esperienza che non ti lascia immaginare neanche minimamente come sarà nel durante, che se da un lato ti toglie qualcosa dall’altro é pronta a regalarti qualcosa. É semplicemente un’esperienza che merita di essere vissuta. Parola di fuori sede!

Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

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