UNA GIORNATA IN PARLAMENTO

Il 2 giugno del 1946 si tenne il referendum istituzionale con il quale gli italiani e le italiane vennero chiamati alle urne per decidere quale forma di governo, Monarchia o Repubblica, dare al Paese e contemporaneamente per eleggere i 556 rappresentati dell’Assemblea Costituente. Furono le prime elezioni a suffragio universale, poiché anche le donne ottennero il diritto di voto. La vittoria dello schieramento repubblicano al referendum istituzionale fu l’inizio di un processo di riorganizzazione dell’Italia e della sua vita politica che culminò nell’adozione di una nuova Carta Costituzionale.

In occasione della festa della Repubblica la Camera dei Deputati ha aperto le porte ai giovani impegnati nel servizio civile per ascoltare le loro esperienze e per dimostrare la  vicinanza delle Istituzioni ai ragazzi. L’associazione StudentiGiurisprudenza.it su proposta di Amesci ha partecipato all’evento coinvolgendo gli studenti del dipartimento di giurisprudenza della Federico II. Giunti nella capitale i ragazzi hanno fatto il loro ingresso al palazzo di Montecitorio. Una volta entrati hanno preso posto sulle poltrone assegnate ai deputati e hanno aspettato l’arrivo delle Istituzioni. Entrata in aula la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, ha dato il benvenuto a tutti i giovani e nel suo discorso ha puntualizzato l’importanza di un impegno collettivo nella lotta contro le diseguaglianze -come previsto dall’articolo 3 della nostra Costituzione- ha poi ringraziato tutti i ragazzi presenti e ha dato parola ai giovani volontari del servizio civile.

Dapprima è intervenuto Matteo Zocchi che ha trasmesso quanto appreso durante la sua esperienza ed ha affermato con forza l’importanza di concedere fiducia ai giovani. Successivamente è intervenuto il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, che nel suo discorso ha mostrato di condividere l’idea che i giovani rappresentano una speranza per il futuro ed infatti ha affermato che “i giovani possono essere protagonisti dei processi economici, politici, sociali e in generale del processo di rinascita del nostro paese, senza il loro coinvolgimento l’Italia non può immaginare il suo futuro e non possiamo rassegnarci ad un paese che pensa che non c’è niente da fare, che non possiamo farcela”. Inoltre ha proseguito dicendo che “i giovani dovrebbero considerare la possibilità di andare a fare un’esperienza in un altro paese come un’opportunità e non come una necessità di uscire da una condizione che non propone loro opportunità”. Concludendo il Ministro ha ribadito che bisogna investire nel servizio civile poiché rappresenta una grande occasione per i ragazzi e che i soggetti beneficiari non sono solo i giovani, ma anche la comunità e lo Stato.

In seguito è stata data parola ad un’altra volontaria Antonella Paparella che ha affermato con convinzione  “ho imparato a riflettere di più prima di esprimere giudizi sul funzionamento delle Istituzioni perché quando le vivi dall’interno capisci che spesso le difficoltà non sono visibili all’esterno e  giudicare senza conoscere è facile ma sbagliato”.  Successivamente è intervenuto il sottosegretario di stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Bobba che ha sottolineato l’importanza del servizio civile europeo che permette ai giovani di incontrare ragazzi proveniente da altri paesi.

Infine sono intervenuti altri due giovani volontari del servizio civile Lia Anna Flanga che ha focalizzato l’attenzione sull’attività svolta in ludoteca con i bambini e su quanto appreso lavorando con i più piccoli e Yuri Broccoli che chiede alle Istituzioni di intraprendere un cammino con i giovani, infatti afferma “ve lo chiedo per favore camminiamo insieme ogni giorno facciamoli questi 100 passi, costruendo insieme il futuro camminando perché correndo rischiamo di non arrivare alla fine”.

Concludendo anche noi studenti di giurisprudenza chiediamo alle Istituzioni di darci fiducia, di dare ascolto alle nostre proposte, di mostrarsi aperti nei nostri confronti, di aprire un dialogo duraturo e soprattutto di porre al centro del discorso politico il nostro futuro.

-Fortuna Orabona

Author: Fortuna Orabona

Share This Post On

Rispondi