Un diritto negato:il diritto allo studio

La pubblicazione delle graduatorie definitive delle borsa di studio erogata dall’ “ A.DI.S.U ”è stata fonte di grande rammarico e malcontento fra gli studenti della Federico II, che seppur meritevoli, rischiano di veder seriamente leso il loro diritto allo studio.

Gli esiti del bando di concorso indetto dall’azienda regionale, infatti, hanno fatto trapelare come siano stati praticati tagli ai limiti dell’assurdo: su un elevato numero di idonei ( cioè studenti in possesso sia dei requisiti di merito che di reddito, i quali avrebbero permesso loro di poter fruire del finanziamento), solo pochi studenti sono risultati assegnatari, mentre circa il  99% degli aventi diritto non percepirà un euro.
Chiedersi, a questo punto, in cosa consista il diritto allo studio e quale  valore assuma tale precetto nella nostra carta costituzionale, diventa una domanda più che legittima.

L’art. 34 della Costituzione recita : “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.”

I Padri fondatori della nostra Costituzione, certamente, non avrebbero mai immaginato scenari come quelli attuali: studenti meritevoli ma privi di mezzi, oltre a dover subire un aumento smodato delle tasse universitarie, vedono esser negato loro il diritto a poter costruire il loro futuro; un diritto che non dovrebbe essere messo in discussione in un “Welfeare State”, ossia uno Stato che cerca di garantire il “ Benessere” dei propri cittadini.

A conti fatti, oggi, l’Italia, non si mostra affatto essere tutto ciò. Non bisogna essere giuristi raffinati per capire come si sia in presenza di una situazione palesemente incostituzionale: l’ente  “ A.DI.S.U”, che avrebbe dovuto essere strumento di attuazione del diritto costituzionalmente riconosciuto, rischia, oggi, di non aver  quasi più ragione di esistere, dal momento che da un anno all’altro le borse di studio sono state notevolmente tagliate. La crisi economica può essere una “ buona” giustificazione alla negazione di un diritto? Perché scelte sbagliate, compiute a livello governativo, devono dispiegare i loro effetti negativi sui più deboli ed indifesi? Ma soprattutto, l’ Italia è ancora in sostanza un paese democratico?

Spesso sentiamo dire : “ I giovani di oggi, saranno la classe dirigente di domani”.  Affermazioni, queste, destinate a restare, per lungo tempo, mere asserzioni “filosofiche”, finché si continuerà a vivere in un Paese ancora in mano ad una sola generazione, quella più anziana,  che partorisce giovani assolutamente lontani dalla realtà e privi di mezzi per poter affrontare, progettare e costruire il loro avvenire.

Di Antonia Conte



Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

Share This Post On

Rispondi