Tutela del consumatore: salvis iuribus!

Dal XX secolo, con il raggiungimento di un benessere più diffuso, si è affermata la figura del consumatore, intesa come persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività professionale o imprenditoriale eventualmente svolta.

Gli Stati Uniti sono stati il primo paese in cui si è affermata la tutela del consumatore, in occasione di uno scandalo per la vendita di carne avariata. In seguito alle proteste delle fasce più deboli della città, il Governo è stato costretto a varare leggi che imponevano un controllo nei confronti dell’Industria; nel 1914 nacque la Federal Trade Commission per combattere attività commerciali illecite. Significativo è il Caso di Ralph Nader (giovane avvocato e giornalista americano) che, negli anni ’60, denunciò in una sua pubblicazione la General Motors, accusandola di produrre auto non sicure. Nader si fece portatore dell’idea che i diritti del consumatore sono l’espressione dello spirito democratico americano e che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge così come lo sono dinanzi al mercato. Nello stesso periodo, John Kennedy enunciò nel Bill of Rights 5 diritti fondamentali del consumatore: il diritto alla salute, alla sicurezza, alla difesa economica, alla difesa legale e alla rappresentanza.

In Europa tale protezione è stata riconosciuta negli anni ’50 mentre l’Italia è stata carente per molti anni sotto questo profilo.

Alcune norme penali punivano comportamenti fraudolenti di produttori e commercianti, qualora risultassero dannosi per gli interessi degli acquirenti. Pertanto, siffatte disposizioni erano imperniate su un sistema di vendita ottocentesco , che prendeva in considerazione solo l’ipotesi in cui il prodotto fosse privo di qualità essenziali o presentasse vizi occulti.

Con la legge 281/98, l’ordinamento italiano ha recepito normative comunitarie, riconoscendo, per la prima volta, diritti individuali e collettivi degli utenti e promuovendo la tutela anche in forma associativa e collettiva, attraverso l’istituzione del Consiglio Nazionale dei Consumatori e Utenti, a cui fanno riferimento numerose associazioni dei consumatori. Tra i diritti fondamentali dei consumatori vengono in rilievo il diritto alla salute, il diritto alla sicurezza, il diritto alla qualità dei prodotti e servizi.

Con il Codice del Consumo (d.lgs. 206/2005), il legislatore italiano ha recepito, ancora una volta, la normativa comunitaria, introducendo novità in materia di contratti.

I principali obiettivi dell’UE in materia di regolamentazione del mercato sono:

-contrastare lo sfruttamento abusivo di posizioni dominanti sul mercato;

-proteggere il consumatore dallo strapotere della controparte ( professionista o impresa).

Il Codice del Consumo ha incluso la disciplina degli squilibri contrattuali, che si applica ai contratti conclusi tra consumatore e professionista, avente come fine la protezione del contraente non professionista per assicurare condizioni efficienti del mercato, impedendo la pattuizione di clausole vessatorie, che determinano un regolamento contrattuale iniquo ab origine.

La disciplina consumeristica prevede un duplice controllo:

Controllo di vessatorietà: si rivolge all’individuazione e alla rimozione delle asimmetrie del regolamento contrattuale, che derivano dalla presenza di clausole vessatorie ( vessatorie sono quelle clausole che determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio di diritti ed obblighi , provenienti dal contratto) ;

Controllo di trasparenza: tende a contrastare l’asimmetria informativa ed ad assicurare chiarezza e comprensibilità del testo contrattuale e delle sue clausole.

I contratti tra consumatore e professionista sono ascrivibili alla categoria del contratto asimmetrico, la cui caratteristica fondamentale è la contrapposizione tra 2 soggetti, dotati di diversa forza contrattuale: nel contratto tra consumatore e professionista, l’asimmetria del potere contrattuale discende essenzialmente da una asimmetria informativa, che espone l’utente al rischio di subire uno squilibrio regolamentare, a causa dell’inserzione di clausole vessatorie ad opera dell’imprenditore, che predispone unilateralmente il contenuto del contratto.

Per cui, tra i diritti fondamentali del consumatore, emergono anche il diritto ad una adeguata informazione ed ad una corretta pubblicità ed il diritto alla correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali concernenti beni e servizi.

Non molto dissimile dal Pactum Displicentiae (clausola soddisfatti o rimborsati, utilizzata nel mondo romano, grazie alla quale, in caso di non gradimento della merce da parte dell’acquirente, era possibile restituire al venditore l’oggetto comprato ed ottenere indietro il prezzo pagato), è il recesso ad nutum o recesso di pentimento, riconosciuto al consumatore, nei contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali, da esercitarsi nel termine di 10 giorni. La ratio di tale istituto va individuata nel fatto che, nei contratti e nelle proposte contrattuali a distanza o nei contratti negoziati fuori dai locali commerciali, si presume l’assenza di una consapevole volontà negoziale del consumatore, colto di sorpresa da una sollecitazione ad un acquisto non sufficientemente ponderato.

Anche la figura dell’investitore-risparmiatore è nella sostanza assimilata a quella del consumatore.

Secondo l’orientamento della Cassazione Civile (intervenuta per determinare il foro di competenza relativo alla domanda di condanna al pagamento del montepremi spettante ad un giocatore d’azzardo vincitore di una somma notevole tramite video lotteria), il giocatore d’azzardo va tutelato come qualunque consumatore, in quanto l’attività dei concessionari di giochi d’azzardo verrebbe in rilievo come tipica attività imprenditoriale, esercitata nei confronti del giocatore-consumatore, titolare di autonomia contrattuale.

Il cliente ha sempre ragione, specialmente quando ha torto. Se la sopravvivenza come azienda o impresa dipende dai clienti, la loro soddisfazione viene prima di tutto. Il luogo di lavoro non è più adatto per voler avere ragione a tutti i costi.

N.B.: il 15 marzo è la Giornata Mondiale dei diritti del Consumatore, la data simbolo per fare il punto sulla situazione e per avanzare le necessarie proposte al fine di correggere ciò che ancora ostacola la piena protezione del consumatore.

– Maria Del Sorbo.

Author: Maria Del Sorbo

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