TRUMP VS BIDEN: Uno scontro senza esclusione di colpi.

Articolo di Giulia Maddaloni

È ancora presto per conoscere il responso delle elezioni presidenziali americane. Il testa a testa tra i candidati Joe Biden (democratico) e Donald Trump (repubblicano) rischia infatti di trascinarsi anche nei prossimi giorni; dato che l’esito finale dipende ormai interamente dal conteggio dei voti inviati per corrispondenza

A causa dell’emergenza sanitaria, infatti, circa 90 milioni di elettori, in maggioranza democratici, hanno fatto ricorso a questo strumento. La modalità del conteggio adottata dagli stati, tuttavia, non è univalente, per cui il verdetto non sarà simultaneo.             

Il consenso dell’attuale presidente Trump sta erodendo rispetto al passato ed essendone egli stesso consapevole, ha predisposto un sentiero alternativo che sarebbe pronto a battere in caso di necessità, in spregio dei principi democratici e costituzionali della Repubblica federale.

Ad una settimana dal voto egli, infatti, ha manifestato il proprio scetticismo circa la veridicità del voto democratico, minacciando “velatamente” di ricorrere alla Corte Suprema (composta in questo momento da sei conservatori e tre liberali), per contestare il voto telematico. Non sorprende, in quest’ottica, la recente nomina che ha attribuito al giudice Amy Coney Barrett, un’attivista contraria all’aborto e favorevole all’uso delle armi. La campagna elettorale del presidente si è imperniata su stangate costanti ai suoi oppositori politici; in particolar modo Clinton, Biden e Obama che egli ritiene debbano essere arrestati. Opinione questa che appare paradossale se guardiamo alla sua squadra di fiducia, contraddistinta da condanne e arresti. Ricordiamo inoltre che anche il Presidente è indagato in tre stati per frode fiscale ed è accusato di stupro oltre che di svariati crimini; per cui l’alternativa alla Casa Bianca potrebbe essere proprio la prigione: non venendo rieletto perderebbe l’immunità concessa dalla Corte Suprema.             

Dal canto suo, Joe Biden in campagna elettorale ha battuto sui concetti di unità; di tradizione; di onore. Ha espresso la volontà, qualora venisse eletto, di ascoltare le istruzioni degli esperti, per fronteggiare la pandemia e di rafforzare il sistema sanitario. Un punto, quest’ultimo, in evidente distonía con la politica di Trump, caratterizzata anche da atteggiamenti negazionisti circa la pericolosità del virus. Il sistema elettorale americano differisce enormemente da quello italiano, trattandosi di un metodo indiretto. Secondo regole sancite dai singoli Stati, i cittadini scelgono gli elettori (cosiddetti “grandi elettori“) che formano l’UNITED STATES ELECTORAL COLLAGE.          

Saranno effettivamente questi ultimi ad eleggere il Presidente ed il Vicepresidente tra i candidati in corsa (selezionati all’interno dei principali partiti d’America: il democratico ed il repubblicano).    

Le modalità del voto sono fissate all’art. 2, sez. 1 della US costitution.

L’election day ricorre ogni quattro anni, Presidente e Vice non possono ricoprire più di due mandati consecutivi.

In attesa di conoscere il verdetto finale di uno scontro che potrebbe avere ripercussioni anche sulla democrazia, ricordiamo che solo quest’ultima è sinonimo di garanzia (se non assoluta, certamente migliore) di giustizia e di libertà.

Author: Emanuela Donnici

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