The Brexit saga : quali conseguenze?

“Esprimiamo rammarico per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, ma siamo pronti per la procedura che dovremo seguire”.

Queste le parole che convergono nella “Brexit” (da “Britain”, Gran Bretagna e “Exit”, uscita), frutto del referendum, tenutosi il 23 giugno 2016, conclusosi con la vittoria del “leave in” (52%) vs il 48,11% del “remain in”.

Non si può certo negare l’impatto che questa scelta ha avuto su tutto il contesto geopolitico europeo. Il “wind of change” tanto acclarato da H. Macmillan, sta soffiando verso altre direzioni del continente anglosassone. Uno scenario alquanto complicato da gestire. Il 29 marzo 2017, il nuovo primo ministro britannico, Theresa May, con un emendamento al Repeal Bill, la legge quadro sul divorzio dall’Ue, ha confermato il voto referendario e ha poi fissato la data dell’uscita per venerdì 29 marzo 2019, appellandosi all’articolo 50 del trattato di Lisbona, dando al Regno Unito e all’Unione Europea il tempo per negoziare l’accordo di recesso conformemente all’articolo 218. 3 TFUE. La Great Repeal Bill, sancirà il distacco del diritto comunitario sulla legislazione della Gran Bretagna.

I negoziati però non procedono con fluidità, incontrando un’opposizione interna al paese molto dura, sia da parte di taluni esponenti politici, resisi conto che ritrattare 43 anni di trattati e accordi non è e mai sarà un compito semplice e sia da parte dei cittadini britannici, i quali, evidentemente, hanno compreso le conseguenze di trovarsi di punto in bianco privati delle libertà di circolazione, punto di forza dell’Unione.

Ma quali sono i possibili scenari che si pongono davanti al Regno Unito ad oggi?

-tenersi l’accordo così com’è;

-lasciare l’UE senza un accordo (sarebbe peggio della hard Brexit. Senza un accordo commerciale, i porti verrebbero bloccati e le compagnie aeree crollerebbero a terra. In pochissimo tempo, cibo e altri generi di prima necessità finirebbero);

-rinunciare alla Brexit. Difatti, durante i negoziati si è rafforzata la campagna per rimanere nell’UE, consultando il popolo inglese tramite un altro referendum. Si sostiene che gli elettori non avessero chiare, durante il primo referendum, le difficoltà economiche che la Brexit avrebbe causato. Il 10 dicembre, la Corte di giustizia europea ha stabilito che il Regno Unito può revocare la sua domanda di Brexit unilateralmente. In questo caso, nessun altro organismo dell’UE dovrebbe essere interpellato. D’altro canto, si ritiene che la volontà popolare vada rispettata. Inoltre, dalla scelta per il “leave in”, si ricavano 3 macro conseguenze:

conseguenze politiche: anzitutto, la crisi di governo post referendaria. Le dimissioni dell’allora premier Cameron che, dopo l’iniziale parere favorevole, ha tentato fino all’ultimo di convincere gli elettori a votare per il “remain in”. Del resto, il Governo da lui presieduto è sempre stato accusato di non aver mai preso una posizione netta e definitiva. Altresì gli indipendentisti (Irlanda&co) hanno manifestato l’intenzione di proseguire la battaglia per il distacco dal Regno Unito attraverso la richiesta di nuovi referendum.

-conseguenze economico finanziarie: con un primo ribasso, la sterlina è scesa ai minimi di 30 anni. La perdita del Rating AAA e il taglio dei tassi d’interesse.

-conseguenze commerciali: necessità di concludere il “deal”, soprattutto per un impatto più attenuato sui mercati. Senza un accordo sul commercio, difatti, il Regno Unito dovrebbe operare secondo le regole del WTO, che potrebbe significare introduzioni di controlli doganali e tariffe.

Cosa succede agli europei che vivono nel Regno Unito? I cittadini dell’UE con diritto di soggiorno permanente, concesso dopo che hanno vissuto nel Regno Unito per cinque anni, non dovrebbero veder colpiti i propri diritti. Cosa accade per gli italiani che vogliono lavorare in UK? Dipenderà dalla possibilità che il governo britannico introduca un sistema di permesso di lavoro simile a quello che attualmente si applica ai cittadini non comunitari, limitando l’ingresso a lavoratori qualificati nelle professioni in cui vi è carenza.

Nonostante gli scenari poco rosei, il Parlamento britannico ha bocciato nuovamente l’accordo sulla Brexit raggiunto dalla May, richiedendo un’estensione fino al 30 giugno. Tuttavia, è molto probabile che Tusk e l’Ue offriranno in cambio solo un rinvio lungo.Se poi Londra dovesse decidere di revocare in toto la Brexit allora cambierebbe tutto.

Intanto, Il diritto UE sarà ancora valido nel Regno Unito fino a quando non cesserà di essere un Paese membro. Il Regno Unito continuerà a rispettare i trattati e le leggi comunitarie, ma non prenderà parte a qualsiasi processo decisionale.

 

 

 

-Emanuela De Falco

Author: Caterina Bracciano

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