Terra dei Fuochi e delle menzogne: come ti ho ammazzato in vent’anni

Il 31 Ottobre 2013, con l’autorizzazione del presidente della Camera Laura Boldrini, viene declassificato un documento segreto concernente un’audizione tenuta nell’Ottobre 1997 dal ragioniere dei Casalesi, Carmine Schiavone, dinnanzi alla commissione bicamerale di inchiesta sullo sversamento illegale dei rifiuti in Campania.

Semplicemente non ci sono parole per descrivere lo stato d’animo che ho provato dopo aver letto queste dichiarazioni: disgusto, rabbia, indignazione. Un orrore che percuote tutte le fibre del mio essere. Ma come siamo arrivati a questo? Perchè la Campania Felix è stata soprannominata la “Terra dei fuochi”? Le dichiarazioni di Schiavone forniscono indicazioni importanti.

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Carmine Schiavone

Tutto incomincia nel 1988 quando Carmine e suo cugino Raffaele insieme all’Avv. Chianese e al clan Bardellino fondano una serie di società satellite intestate a prestanome che, attraverso questo escamotage, diventano un punto di riferimento per lo sversamento dei rifiuti in Campania.

Di fatto, tali società avevano la funzione di scavare delle cave per ricavare sabbia da destinare alla produzione di calcestruzzo. All’interno di tali cave l’Avv. Chianese ebbe l’idea di incominciare a versare rifiuti tossici e rifiuti ordinari con un meccanismo apparentemente legale facente capo all’azienda Di.Fra.Bi. con sede a Pianura. Da questo momento incominciano una serie di infiltrazioni camorristiche all’interno della politica: Schiavone parla di 106 sindaci corrotti (pari a tutto l’interland partenopeo) che permettono di far utilizzare dei territori che vanno da Pianura ad Aversa, da Casapesenna a Castel Volturno, da Casal di Principe sino ad arrivare al limite settentrionale che gli era stato imposto: Latina. In relazione agli abitanti di questi paesi, a pag. 13 del documento sopracitato si possono leggere tali affermazioni di Schiavone: “Gli abitanti di Casapesenna, Casal di Principe, Castel Volturno e così via avranno forse altri venti anni di vita!”. Per non parlare di un altro meccanismo, portato recentemente alla luce dalla magistratura, che consiste nel mescolare sostanze chimiche a concimi da fornire ai contadini per la coltivazione dei terreni. Inquietanti sono i riferimenti alle origini di questi rifiuti: Milano, Arezzo, Torino, Genova ed alcuni fusti tossici provenienti dalla Germania. Queste dichiarazioni si fermano agli avvenimenti di cui è a conoscenza Schiavone sino al 1992.

Dunque alcune domande sorgono spontanee. Tutti sapevano? Perchè lo Stato non è intervenuto con istantanee opere di bonifica e controllo preventivo sui camion che giungevano in Campania? Ettari ed ettari di territori avvelenati, su cui per anni sono stati allevati animali da pascolo e raccolti frutta e verdura da mettere sulla tavola di tutti i campani. Il risultato è un tasso di tumori in Campania pari al triplo di quello medio italiano. Ecco allora il perchè della manifestazione del 16 Novembre organizzata dal comitato Fiumeinpiena che raccoglie adesioni da parte di movimenti politici, collettivi, associazioni, ma soprattutto, gente comune. La prima richiesta è stata apartiticità. Infatti non ci saranno bandiere in piazza, ma solo voglia di cambiamento da parte di tanti piccoli cittadini comuni che finalmente hanno deciso di alzare la testa fieramente e rivendicare il proprio diritto alla salute. Anche il dipartimento di Giurisprudenza ha risposto all’appello. Su tutte Link Giurispr. e l’Ass. Giovani Menti. Link ha organizzato forti campagne pubblicitarie per la manifestazione, mentre l’Ass. GM invita gli studenti a mandare in blocco delle mail di denuncia alle autorità pubbliche per chiedere un confronto: Sindaco, vice sindaco, presidente del Parlamento europeo. In questo modo si tende ad una sensibilizzazione dei “giuristi in erba” e si chiede un confronto pacifico e pubblico con quelle autorità che già da molto avrebbero dovuto tutelarci.

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Lo sconforto diminuisce raccontandovi dell’enorme mobilitazione che sta accompagnando la manifestazione del 16 Novembre. Finalmente tutti i cittadini senza bandiere politiche né strumentalizzazioni orgogliosamente difendono la propria terra. Non c’è differenza di ideologia politica, non c’è differenza di quartiere o provincia. E’ semplicemente un “noi” che vuole riprendersi la propria dignità e vuole tornare a sperare in un futuro da passare in questa meravigliosa regione. Basta dover progettare necessariamente un futuro lontano da qui, costruiamo con le nostre mani una speranza. Finalmente un’agognata speranza da desiderare e conquistare.

Qui e per sempre.

Appuntamento alle 14.30 Piazza Mancini Sabato 16 Novembre.

Enrico Corduas

In allegato il documento integrale sulle dichiarazioni di Schiavone: http://leg13.camera.it/_bicamerali/rifiuti/resoconti/Documento_unificato.pdf

Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

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