Studio matto e disperatissimo… e dopo ?

Una volta entrati nel mondo universitario cosa succede? Che cosa accade dopo aver capito i tanti sforzi che si dovranno compiere senza avere alcuna certezza di un futuro sicuro?

E’ questa la sensazione peggiore, quella “paura del futuro”, quel blocco mentale che attanaglia il cervello una volta immersi nel ritmo alienante del meccanismo “esami – corsi – esami” (…ed esami mentre si fanno i corsi!) .

Quando, dopo il liceo, uno studente decide di iscriversi all’università, è il più delle volte preso da un’immensa passione, da un entusiasmo imponente, da un’infinita voglia e una grande determinazione nel voler affrontare il nuovo percorso che gli si prospetta davanti. Si sogna e s’immagina come potrebbe essere il “nuovo mondo”, la vita universitaria vissuta come spettatore delle storie di parenti, amici, genitori e fratelli maggiori: la scelta della facoltà è un dubbio pressante, l’argomento essenziale di ogni chiacchierata con un amico o, il più delle volte, con se stessi.

Si hanno altissime attese da questo mondo sconosciuto, meta (quasi) inevitabile di tutti gli studenti ex-liceali. Non sempre si può essere perfettamente sicuri e consapevoli della scelta che si sta per fare, ma di certo è certo che, a breve, le routine della propria vita saranno stravolte radicalmente. Talvolta, però, non diviene realtà tutto ciò che ci si aspetta: un mondo sconosciuto prospettato soltanto in positivo può deludere.
Prima di iniziare un percorso universitario, si può immaginare, ma non si può sapere per certo quale sia il reale tempo da spendere dietro ai libri, affinché si possano superare gli innumerevoli esami:  il sacrificio dello studio, il più delle volte, non si può quantificare con certezza, prima di affrontare per la prima volta un testo universitario. È proprio in questo punto in cui ci si dovrà rimboccare le maniche, si dovrà rinunciare a tanti piccoli piaceri, anteponendo spesso lo studio alla “bella vita”.
Ne varrà realmente la pena? Sarà un prezzo equo da pagare in prospettiva dei propri sogni?
E’ in queste circostanze che si esita e si prova a riflettere su quanto sia realmente giusta la propria scelta: è forte il timore di vedere sprecati in una umiliante disoccupazione tutto l’impegno e la dedizione destinati allo studio o, peggio ancora, di ritrovarsi a rivalutare i propri vecchi sogni, visti prima con troppo entusiasmo.

Ci si sente scoraggiati in virtù di una comune concezione secondo la quale la cultura non è essenziale, ma è semplicemente un elemento aggiuntivo, un vezzo per “i favoriti” di questa società; È quindi legittimo dannarsi per un esame in previsione di un futuro incerto e precario? Che fare, allora?
La soluzione non è rinunciare alle proprie ambizioni per un domani certo ma infelice, anzi, il segreto è intestardirsi e provare, provare a realizzare le proprie aspettative impiegando il massimo delle proprie forze, sperimentare se si è all’altezza di raggiungere la cima e continuare a sperare che lo studio “matto e disperatissimo” un giorno verrà ricompensato al meglio.

…e chissà, forse, una volta titolati, potremmo diventare proprio noi i futuri modelli di chi dovrà fare i primi passi all’università!

 

Chiara Punzo

Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

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