Stallo nella formazione del Governo? Non è colpa della legge elettorale

24 anni di elezioni politiche maggioritarie, dichiaratamente col Mattarellum prima e sostanzialmente col Porcellum poi, ci hanno fatto dimenticare come funziona un sistema elettorale proporzionale: la coalizione di governo può formarsi dopo il voto; nessuno viene votato per stare all’opposizione.

Noi oggi con che sistema elettorale votiamo?

Il Rosatellum è un sistema ibrido proporzionale/maggioritario ben congegnato: c’è un premio di maggioranza insito nella legge elettorale, dovuto al singolo voto dal doppio valore (uninominale + proporzionale) collegato con il divieto di voto disgiunto.

Ciò permette ad una forza politica o ad una coalizione che raggiunga il 40% circa di voti di ottenere la maggioranza dei seggi nelle due Camere. In questo caso prevarebbe la componente maggioritaria della legge elettorale.(Con le elezioni del 4 marzo ci siamo andati vicini: la coalizione di centrodestra ha raccolto il 37% circa dei consensi.)Ma poiché ciò non è accaduto, possiamo dire che ha prevalso la componente proporzionalistica del nuovo sistema elettorale.Perciò chi dice, come chi lo ripete, “Ci hanno votato per stare all’opposizione” dice una sciocchezza.Se poi a dirlo è chi ha scritto, sostenuto ed imposto questa legge elettorale con voti di fiducia, allora dovrebbe chiedere scusa per non averla congegnata come promesso (secondo il mantra del “Si sa il vincitore la sera stessa”), piuttosto che accusare in ordine sparso gli elettori, il Presidente della Repubblica, il capo del Governo, gli avversari.

Oggi molti credono che la colpa dell’incertezza su chi formerà il prossimo governo sia della legge elettorale; invece questa ha funzionato bene: per ottenere la maggioranza nelle due Camere, come già detto, occorrono il 40% dei voti. Un sistema molto migliore del Porcellum, quando uno scarto minimo tra le due coalizioni ha provocato una differenza abnorme alla Camera dei Deputati, ma soprattutto il premio di maggioranza è stato assegnato raccogliendo solo il 33% dei consensi! Premio che infatti la Corte Costituzionale ha bocciato nella famosa sentenza 1/2014 perché irragionevole senza una soglia minima di voti per conseguirlo. Soglia minima che fissata intorno al 40% potrebbe invece essere ragionevole e quindi costituzionalmente accettabile.Un sistema elettorale proporzionale fotografa molto più precisamente la situazione politica di un paese; ancor più quando, come in Italia, vige un multipolarismo.

Ora cosa dovrebbe fare il Pd, terzo ma determinante, in questa situazione? 

Ci sono pareri anche autorevoli diametralmente opposti: secondo alcuni dovrebbe appoggiare un Governo dei 5 Stelle, per evitare al paese un governo di centrodestra a guida leghista. Questo potrebbe fargli recuperare parte dei voti trasmigrati proprio verso i pentastellati.Secondo altri, appoggiare i 5 Stelle sarebbe un suicidio politico e quindi il Pd dovrebbe stare all’opposizione (non si sa ancora di quale Governo) per recuperare i voti perduti.Chi abbia ragione probabilmente non lo sapremo mai, poiché se uno dei due scenari dovesse verificarsi, mai potremmo avere la controprova.

Molti concordano, però, che un ritorno al voto in tempi brevi potrebbe essere definitivamente nocivo al Pd, che ancora sta analizzando i motivi della recente disfatta : l’elettorato probabilmente vedrebbe le nuove elezioni come una sorta di ballottaggio tra il centrodestra ed il Movimento, marginalizzando ulteriormente il centrosinistra.In alternativa, il Pd ,o una parte di esso, potrebbe appoggiare il centrodestra per un governo cd. di larghe intese; ma è ciò che probabilmente i suoi elettori hanno mostrato di non gradire, colpendolo nelle urne.

L’ipotesi di un governo 5Stelle-Lega pare irrealizzabile per la condizione posta dai primi (staccarsi da Forza Italia) ed il netto rifiuto dei secondi.

A questo punto, solo il Presidente della Repubblica può risolvere lo stallo, esercitando la propria moral suasion e convincendo almeno due dei tre attori principali a favorire la nascita di un governo, che verosimilmente sarà debole e non duraturo e che potrebbe, ma non necessariamente dovrebbe, modificare ulteriormente il sistema elettorale e quindi riportarci al voto in tempi relativamente brevi.

 

 

-Patrizio Smiraglia

 

Author: Caterina Bracciano

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