SSPL: utili o sopravvalutate?

Le scuole di specializzazione per le professioni legali sono scuole della durata di un biennio per chi vuole intraprendere,dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, le professioni legali tipiche, quali magistrato, notaio e avvocato.

Nel caso della magistratura in realtà la loro frequentazione rappresenta una necessità per un laureato privo di altri titoli post laurea, rientrando tra i requisiti per la partecipazione al concorso per magistrato ordinario. Per le altre due professioni la scelta di seguire una sspl è un’opportunità non indifferente poiché permette la convalida di un anno di pratica, restando così solo 6 mesi. Va aggiunto inoltre che seguire una sspl consente l’ottenimento di un punteggio ai fini della partecipazione a un concorso pubblico.

Le scuole, comunemente dette scuole Bassanini”, dal nome dell’ex ministro che le ha istituite nel 1997, attualmente sono 45, distribuite su tutto il territorio nazionale nelle facoltà di giurisprudenza, tra private e pubbliche, alla lista vanno poi aggiunte quelle telematiche.

Per accedervi bisogna superare un concorso pubblico, uguale in tutta Italia, composto da cinquanta quesiti a risposta multipla, dato il numero limitato di posti, che nella quasi totalità dei casi risulta comunque superiore agli iscritti. Per l’ammissione alle scuole, oltre al punteggio ottenuto al test d’ingresso, vengono valutati il voto di laurea e il percorso curriculare del candidato.
I corsi sono organizzati in 500 ore di lezioni obbligatorie, durante le quali vengono approfonditi i principali temi e istituti delle discipline, con necessarie esercitazioni pratico-casistiche, preparando lo specializzando alla scrittura, ambito in cui l’università è del tutto carente.

Gli studenti del secondo anno potranno scegliere l’indirizzo desiderato tra notarile, giuridico-forense, pertanto svolgere attività di PM d’udienza, per i soli reati di competenza del giudice di pace e del Tribunale in composizione monocratica; mentre fin dal primo anno devono svolgere tirocini presso gli uffici giudiziari.

Nonostante la necessità di seguire tali scuola, i pareri di studenti ed ex-studenti non sono tra i più benevoli. Le critiche circa il funzionamento e l’efficacia delle sspl sono diverse, al di là della singola scuola scelta, se pubblica o privata, se al nord o al sud, se telematica o meno, l’accusa principale è la mancanza di adeguata preparazione in vista dei concorsi e in particolare la carenza di una effettiva praticità. La scelta di seguire o meno la scuola si risolve così in funzione del fine da perseguire, dell’utilità che la stessa offre per ridurre i tempi per accedere a concorsi complessi che richiedono tuttavia una preparazione maggiore a quella che una sspl da sola può offrire. Pertanto se l’obiettivo è il superamento del concorso per magistrato ordinario con la scuola si riducono i tempi, se non si rientra nel tirocinio ex73, se la scelta è la carriera notarile, ci sono scuole di formazione notarile specifiche, più adatte allo scopo; infine se l’orientamento è rivolto all’indirizzo forense è utile per tenersi aggiornati, per riuscire a dedicare del tempo alla teoria se nel contempo si fa la pratica legale.

 

-Francesca Caruso

Author: Caterina Bracciano

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1 Comment

  1. Condivido la critica, motivo per cui da anni non insegno più in tali scuole. Quelle di “applicazione legale” per avvocati sono molto più utili, perché casistiche. Io me ho diretto per un triennio una – con il collega Pino Sangiovanni – presso il Ttibumale di Torre Annunziata. Ora non posso, ma mi propongo di articolare meglio il ragionamento in seguito
    Salvatore Prisco

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