SLALOM TRA LE BUCHE… chi è responsabile per il danno all’autovettura?

Il sogno di ogni automobilista è di poter guidare su un asfalto liscio e senza intoppi, ma i Napoletani (e non solo) si trovano ogni giorno una situazione ben diversa! Numerosi sono stati i servizi televisivi che sottolineavano la disastrosa condizione del manto stradale delle nostre città, ma data l’inerzia della P.A. come possiamo tutelarci noi cittadini? Cosa potete fare se, a causa di una buca sul manto stradale, il vostro veicolo riporta dei danni?

In giurisprudenza la questione è conosciuta con il termine di “danno da insidia e trabocchetto“, e da sempre è stata oggetto di interessanti pronunce da parte della Corte di Cassazione. In particolare, il dilemma maggiore ha riguardato il tipo di responsabilità sulla quale fondare la richiesta di risarcimento del danno: il dubbio era se ricorrere all’art. 2043 c.c. sulla responsabilità aquiliana, oppure all’art 2051 c.c. per il danno cagionato da cosa in custodia.

L’orientamento classico ha giustificato la richiesta di risarcimento del danno in base all’art 2043 c.c., e solo nel 1999 la Corte Costituzionale ha aperto la strada all’utilizzo dell’art 2051 c.c., che attribuisce la responsabilità  del danno alla P.A.

Generalmente si preferisce far ricorso all’art 2051 c.c., poiché in questo caso il danneggiato dovrà solo dimostrare il nesso di causalità tra la cosa in custodia e il danno arrecato; mentre la P.A., per esimersi dalla responsabilità, avrà l’onere di provare che l’evento lesivo è stato prodotto a seguito del verificarsi di caso fortuito oppure determinato dal comportamento del danneggiato.

Tuttavia la questione non è così semplice come sembra… infatti a bilanciare la responsabilità oggettiva della P.A. vi è un dovere di diligenza da parte del cittadino: in sostanza l’utente della strada è tenuto ad adottare l’ordinaria diligenza richiesta al fine di evitare, o contribuire ad evitare, l’avverarsi del pregiudizio. Proprio per tali ragioni se un dissesto è visibile e prevedibile l’utente ha il dovere di evitarlo. Se c’è una colpa del danneggiato questa può comportare una diminuzione del risarcimento o addirittura la perdita di ogni possibile ristoro dei danni.

Quindi, se (come è successo a me) siete finiti con la ruota in un’enorme buca sul manto stradale, difficile da prevedere ed evitare, potrete ottenere la condanna dell’ente responsabile della custodia della strada al risarcimento del danno patito, dimostrando che il danno è stato determinato dalla cosa (cioè la strada) che la P.A. aveva l’onere di custodire e quindi anche di tenere in buono stato…

…purtroppo sarà comunque necessario attendere i tempi lunghi dei processi Italiani, e quindi nel frattempo Vi conviene aggiustare a vostre spese la macchina e incrociare le dita!

Author: Maddalena Porciello

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