Situazione Grecia: il no stravince al referendum

No all’austerity

Stavolta il Davide greco ha sconfitto il Golia teutonico.

Ieri,infatti,il popolo greco,chiamato alle urne per approvare o respingere il piano proposto dai creditori,ha votato per il ‘NO’ con bel il 61,3%,su un’affluenza che oscilla intorno al 65%,simile alle scorse elezioni legislative in Gennaio.

Per i leader europei la partita si gioca tutta tra euro e ritorno alla dracma.

Bisogna comprendere innanzitutto il quesito. Ai cittadini greci è stato domandato se accettare la bozza di accordo presentata da BCE,Commissione europea e FMI. I documenti in questione erano due:

riforme per il completamento dell’attuale programma e oltre;

analisi preliminare per la sostenibilità del debito.

La vittoria del si avrebbe segnato un esito più ‘market friendly’,più felice per gli investitori,ma il ‘NO’ è stato schiacciante,a conferma dell’ulteriore legittimazione politica di Syriza. “Non crediamo che questo esito implichi una Grexit definitiva”,dicono alcuni analisti. In Italia a pensarla così è anche Sergio Cofferati: “la Grecia non vuole uscire dall’euro. Sono gli altri che la vogliono cacciare”

Intanto mentre i ‘no’ aumentano, alle 21.27,ora italiana,il vice cancelliere tedesco fa sapere: “nuovi negoziati sono difficili da immaginare. Tsipras ha tagliato i ponti”

In questo caos primordiale,l’Italia da che parte sta?

Per Quagliariello da oggi siamo in mare aperto,mentre per Claudio Borghi,lega nord,bisogna abbattere l’asse franco-tedesco,ma le possibili soluzioni sono solamente due:“o la Grecia diventa un Paese costantemente sussidiato,oppure deve uscire dall’euro”. Ironia sottile quella di Brunetta che invece twitta a Renzi “μείνε ήρεμος ”,stai sereno.

Da piazza Syntagma,Grillo accusa il sistema di creditocrazia: “l’euro è un’illusione. I greci soffriranno per un annetto,ma da ora hanno nuove prospettive. Adesso è solo geopolitica,al di fuori della portata dei banchieri”. Per Curzio Maltese il secondo Paese,dopo la Grecia, che ha interesse a rinegoziare è proprio l’Italia. La Meloni con Fratelli d’Italia si dichiara soddisfatta del risultato greco. Il vice presidente della camera,Luigi di Maio,ritiene che ora l’unica cosa certa sarà che la Troika non potrà più proporre aumento dell’iva e svendita delle imprese nazionali in Grecia. D’altra parte,Antonio Tajani,Forza Italia, riene che bisogna comunque tentare un accordo,anche se la Merkel fa fin troppo bene il suo dovere.

Non a caso,oggi pomeriggio, all ‘Eliseo è previsto il faccia a faccia tra Hollande e Merkel. In programma c’è anche il vertice del Consiglio europeo,convocato dallo stesso presidente,Donald Tusk.

Renzi protesta: “basta vertici a due” e non ha tutti i torti,perchè a quanto pare la Grecia avrebbe chiesto all’Italia di mediare.

All’indomani di un voto così discusso,qual è stata la reazione delle borse?

Il primo mercato ad aprire,per ragioni di fuso orario,è quello australiano,ma è in calo. Tutte giù anche le borse asiatiche,quella greca e le borse del vecchio continente. Martedì in Grecia è previsto un’assalto alle banche,in considerazione sopratutto del limitato accesso di queste ore alle cassette di sicurezza.

Vietato mettere mano a quelle che contengono liquidità.

Già nella serata di ieri, Junker si è confrontato con i Paesi dell’Eurozona,ma uno dei primi a parlare con un importante videomessaggio dal tono tagliente è Martin Schultz,presidente del Parlamento europeo,il quale auspica proposte sensate da parte della Grecia e un piano di aiuti umanitari.

‘Dracmatizzazione’,commenta con molta ironia qualcuno.

Cosa ne pensano i greci,inventori della ‘democratia’?

Dimitri Deliolanes,giornalista greco dice che il referendum può significare solo che i greci vogliono rimanere nell’euro,a differenza di quanto ha capito Grillo,ma non accettano l’austerità che ha creato solo miseria,ragion per cui le decisioni politiche possono fare quello che non fa la matematica, perchè in pericolo è tutto il sistema dell’eurozona. Prokopis Paulopoulos,presidente della repubblica greca,sostiene con fermezza che l’Europa sarebbe diversa senza la Grecia.

A fare scalpore,tuttavia,sono le dimissioni del ministro delle finanze greco,che di primissima mattina twitta: “Minister no more”. La testa di Varoufakis per far ripartire le trattative forse è solo la prima a cadere,perchè qualcuno ha fatto sapere che non gradiva la sua presenza al vertice. Solo ieri il ministro si presentava alla stampa dimesso ed estremamente semplice e diceva no ad un’Europa gabbia,si ad una crescita comune. Vassilis Primikiris,di Syriza afferma: “la Grecia ha sempre onorato i suoi debiti,ma ora serve aiuto”.

Mentre si concludevano le votazioni,le prime dichiarazioni di Tsipras sono state di ringraziamento per tutti coloro che hanno votato,indipendentemente dalla scelta. Ha ringraziato anche tutti i cittadini degli altri Paesi,che sono scesi in piazza per supportare la Grecia. Per lui la priorità assoluta è essere coesi e  ripristinare il sistema bancario.

Stamattina Tsipras,i leader degli altri partiti e il presidente greco sono già al lavoro per cercare un sostituto di Varoufakis.

Quale sarà la presa di posizione dell’Italia?Prenderà l’iniziativa o rimarrà nel cosiddetto ‘ventaglio’?

Con una svolta storica di questa portata, la discussione è aperta a 360°. L’Italia da sempre ha una posizione di cerniera,ma gli euroscettici sembrano essere la maggioranza. Dove sono finiti gli europeisti?

Al loro posto sembrano essere subentrati gli euristi,che vogliono un’Europa unita si,ma ognuno si tenga la sua moneta.

Il presidente Mattarella sottolinea che l’esito del referendum greco apre a scenari inediti,ma ora serve responsabilità da parte di tutti.

Con buone probabilità se ci fosse un taglio del debito greco,l’Italia sarebbe la prima a dover rinunciare ai 10 miliardi prestati nel 2010.Purtroppo il gioco delle scadenze sembra non finire per la povera Grecia. La prossima è quella del 20 luglio con 3 miliardi e mezzo da restituire alla BCE.

Nel frattempo, fervono i lavori.

Caterina Bracciano

 

 

 

 

 

Author: Caterina Bracciano

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