SEMESTRE ITALIANO DI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

Venerdì 19 dicembre 2014 si è tenuta a Roma la cerimonia di chiusura del Semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea. L’Italia ha consegnato la staffetta, ricevuta il 1° luglio 2014, alla Lettonia cedendole così il posto di protagonista nella salvaguardia dei valori su cui si fonda l’Europa comunitaria. La Presidenza del Consiglio dell’UE è nata nel 1957, con la firma del Trattato di Roma, con il quale si istituì la CEE. Fino al 1997 è sempre stata soggetta ad una rotazione semestrale che seguiva l’ordine alfabetico del nome degli Stati membri, tuttavia con la ratifica del Trattato di Amsterdam, l’ordine dei governi che assumono la presidenza è ormai stabilito dal Consiglio.

Il Trattato sul funzionamento dell’UE all’art. 236 parla di “semestre di presidenza a rotazione paritaria”.Si tratta di un periodo della durata di 6 mesi durante quale uno degli stati membri dell’UE prepara, coordina e presiede, in base al proprio turno, le attività del Consiglio dell’Unione europea come mediatore neutrale, al fine di perseguire quelli che sono i tre pilastri principali su cui si fonda il semestre europeo: la garanzia di finanze pubbliche sane; la promozione  della crescita economica; la prevenzione di squilibri macroeconomici eccessivi all’interno dell’Unione Europea. Per garantire continuità nelle politiche UE, si parla di un sistema basato su un “Trio di presidenze”, in base al quale le tre presidenze di turno consecutive si accordano per seguire un programma comune di un anno e mezzo e l’Italia fa parte del trio Italia – Lettonia – Lussemburgo. Per ben undici volte dall’inizio dell’integrazione comunitaria del 1957 il nostro Paese ha assunto la Presidenza del Consiglio dell’Unione europea e il 2014 ha rappresentato la dodicesima occasione per l’Italia di mettersi in mostra e di accrescere la propria influenza a livello europeo ed internazionale.

Una dodicesima occasione “speciale”, in quanto per la prima volta l’Italia ha potuto assicurare la Presidenza dopo la messa in opera del Trattato di Lisbona (1° dicembre 2009) che ha modificato il quadro istituzionale e il funzionamento dell’Unione. Stare sotto ai riflettori comporta però grandi responsabilità e non ci si può permettere di compiere passi falsi, ricordando di quando nel 2003 l’allora premier Silvio Berlusconi inaugurò il semestre italiano di Presidenza dell’UE dando del “kapò nazista” a Martin Schulz, oggi presidente dell’europarlamento, che quasi portò ad una crisi diplomatica tra Italia e Germania. L’attuale Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha parlato di “Mille giorni per le riforme” affermando che: L’Italia ha tutte le condizioni per tornare a essere ciò che è sempre stata: un Paese che anticipa il futuro, che costruisce innovazione, che alimenta la speranza. Se vogliamo tornare a essere quello che siamo sempre stati, paradossalmente,bisogna cambiare”.

Si punta ad un  “Nuovo Inizio”:

  • La ripresa dalla crisi economica e finanziaria grazie ad una revisione delle strategie, a un miglioramento della competitività industriale e ad
  • una modernizzazione dell’economia. Particolare attenzione sarà dedicata ai temi dello sviluppo sostenibile anche attraverso la creazione di sinergie positive con EXPO Milano 2015
  • L’aumento dell’occupazione grazie alla creazione di nuovi posti di lavoro e la guerra alla disoccupazione giovanile
  • Un’Europa più vicina ai cittadini con la promozione di una politica migratoria comune e la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali all’interno dell’UE
  • Un’azione esterna dell’Unione che sia credibile, coerente e dotata degli strumenti necessari per affrontare le sfide globali e regionali.

“I mille giorni sono una occasione ghiotta per la politica: dimostrare che le riforme si possono fare. Questo è il Paese che è apparso sulla scena internazionale come il Paese dei veti. Dei no, non si può. Delle lungaggini e delle procedure. Al termine di questo periodo avremo un Paese più coraggioso, più semplice, più competitivo. E dunque una politica più credibile” queste le parole di Renzi. Promesse troppo difficili da mantenere? “Saremo giudicati a maggio 2017”- egli afferma. E allora noi aspettiamo, speranzosi che questo “Nuovo Inizio” si verifichi davvero.

– Giorgia de Stefano

Author: StudentiGiurisprudenza.it

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