Schiave del sistema o fuori dagli schemi? La prostituzione nella legge Italiana ieri e oggi.

”Si chiamano così le vittime pubbliche del vizio degli uomini, sempre pronte a darsi per passione o per interesse; buone e rispettabili creature che la società disprezza e la voluttà esalta”
Queste le parole di Donatien A. F. de Sade in ”La filosofia nel baudoir”, semplice frase che delinea quanto accade intorno a noi ancora oggi: la proposta di una notte insieme , corpi di donne come merce in vendita , in cambio di un prezzo. Tante le domande a riguardo, poche le risposte . Cos’è veramente la pratica della prostituzione ? Come ogni attività che prevede un rapporto tra venditore e cliente , anch’essa si divide in gruppi , in sezioni , a voler essere più precisi; a presiedere nella classifica del ”più diffuso” è senza alcun dubbio la prostituzione femminile , seguita subito dopo da quella maschile (anche se più rara) , ma per le strade o in televisione sarà capitato a tutti di di trovarsi di fronte a (donne transessuali), a concludere la nostra classifica c’è la prostituzione degli uomini travestiti.
Un fenomeno che si espande a macchia d’olio, questo qui, fino a diventare una vera e propria attività consumata, in alcuni paesi, in bordelli o case di appuntamento. Dietro l’attività della prostituzione si cela molto spesso il suo sfruttamento ad opera dei cosiddetti lenoni, i protettori per intenderci. Cosa rammentiamo sullo stato Italiano e sul suo rapporto con la prostituzione? è il 1859 quando Camillo Benso, Conte di Cavour , autorizz mediante Decreto , l’apertura di case della tolleranza per l’esercizio della prostituzione.
La legge accompagna a braccetto le case di tolleranza, fissa addirittura un tariffario: 5 lire per le case di lusso, 2 per quelle popolari. Case presenti su tutto il territorio Italiano già a partire dal 1400 e siamo nel 1860 , dopo 400 anni di tolleranza che addirittura lo stato fissa il costo degli incontri a seconda dei bordelli. La prostituzione è trattata dalla legge come una professione a tutti gli effetti.
29 Marzo 1888: la legge Crispi trasforma i bordelli in case chiuse : tende e persiane sempre abbassate, case necessariamente lontane da luoghi di culto e asili per bambini, ma è solo con gli anni 30 del 1900, ad opera di Benito Mussolini nascono i muri del pudore . Ma bastano queste mura a porre fine a quello che ormai , nella società ,era visto come un impiego a tutti gli effetti? Il punto Italiano è tracciato da Angelina Merlin con la legge Merlin del 20 Settembre 1958: la legge non solo impone la chiusura delle case di tolleranza , ma punisce lo sfruttamento della prostituzione. La professione in strada è ormai tollerata , sia per chi si vende che per chi compra. Scatta la sanzione come pura e semplice conseguenza dello sfruttamento. In Italia sono nove milioni di uomini quelli che vanno a confessarsi dalle prostitute a secondo una sentenza della Corte di Cassazione del 2010: chi non paga è colpevole di rapina.
Nei paesi Musulmani la prostituzione è sanzionata con la pena di morte, in paesi come il Giappone invece la prostituzione cosiddetta vaginale è contra legem, il sesso orale è invece ben accetta dalla legge Giapponese. Solo in otto paesi Eurpei, tra cui la Germania, la prostituzione è legale e regolamentata (come il modello regolamentarista conferma) di contro, però, il modello proibizionista vieta la prostituzione e punisce con ammenda pecuniarie o detentive la prostituta. Chi sono queste donne, oggetto dal 1400 , di leggi e regolamentazioni? Vittime pubbliche del vizio degli uomini o abili maestre della distrazione? Schiave del sistema o fuori dagli schemi?

 

-Alessia Cianciulli

Author: Alessia Cianciulli

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