Quanto costa studiare all’estero?

Secondo il “ World University Rankings 2014/2015” le università più prestigiose che si guadagnano i primi dieci posti in classifica sono americane e inglesi. Per trovare un altro istituto di un Paese Ue bisogna scendere al 24esimo posto con l’Ecole normale supérieure di Parigi, seguita dall’Università di Copenhagen (45) e dalla tedesca Ruprecht-Karls-Universität Heidelberg (49). l’Italia compare per la prima volta solo al 182esimo posto con l’università di Bologna, continuando poi con La Sapienza di Roma al 202esimo e il Politecnico di Milano al 229esimo.

Ma quanto costa studiare nelle migliori università?

Tra i paesi europei ci sono forti disparità non solo dal punto di vista delle tasse, ma anche per quanto riguarda le borse di studio e gli aiuti che le università forniscono agli studenti.  Il Regno Unito è il paese più caro con circa 1.859 euro annui a carico degli studenti, tuttavia tale importo deve essere pagato solo dopo il conseguimento della laurea, quando lo stipendio lavorativo supera una certa soglia. In Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi e Slovenia gli studenti pagano subito tasse relativamente elevate. L’Italia in particolar modo è il paese occidentale con il peggior rapporto qualità-prezzo: le rette delle università pubbliche nell’anno accademico 2014-2015 hanno visto un aumento dell’1,2% rispetto al 2013-2014. Il nostro paese inoltre non risulta appetibile non solo per qualità e tasse, ma anche per il cosiddetto “diritto allo studio”. Secondo l’ultimo rapporto Ocse, infatti, abbiamo la percentuale più bassa di studenti con borse di studio (il 20%) e la percentuale più bassa di residenze universitarie (il 2% sul totale degli studenti).  Nei Paesi Scandinavi, invece, studiare non costa nulla. In Danimarca e in Svezia chi decide di intraprendere la carriera universitaria riceve una borsa mensile di 900 euro, perché lo studio è considerato un lavoro a tutti gli effetti.  A costo zero sono anche le università di Repubblica Ceca, Ungheria, Cipro, Malta e Grecia. In Germania le tasse, introdotte nel solo anno 2007, sono state abolite e la Francia invece non impone certo le tasse più basse, però aiuta molto gli studenti con borse di studio al 30% degli iscritti e sostegni  per l’affitto. In Spagna il governo di Madrid fissa i livelli minimi e massimi di incremento percentuale annuo delle tasse e poi ogni comunità autonoma ne stabilisce l’entità all’interno di un range prestabilito (tra i 535 e i 1.280 euro).

Giorgia de Stefano

 

 

 

 

Author: Giorgia de Stefano

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