Proposte di SG.IT per la Commissione Didattica

A seguito della presente e-mail inviata dal Presidente del Consiglio degli Studenti della nostra Facoltà

Vi contatto in quanto il Consiglio degli Studenti, in vista della prossima commissione didattica, sta lavorando alla formulazione della proposta della componente studentesca relativamente alla ristrutturazione dell’offerta didattica della nostra, ancora per poco, facoltà. Nella volontà di elaborare una proposta dalla maggioranza condivisa e rispecchiante le effettive esigenze della platea studentesca il Consiglio degli studenti avrebbe piacere a ricevere dalle varie associazioni operanti in Facoltà, un parere sulle modifiche all’offerta didattica da proporre alla commissione competente.”

Il direttivo dell’ass. Studentigiurisprudenza.it redige e presenta in Consiglio il presente documento


 

A cura di Isabella Esposito
Alessandro Amoroso
Raimondo Iusto

 

Un progetto di riforma della didattica universitaria non può che passare per una consultazione diretta degli studenti. Per questo l’associazione StudentiGiurisprudenza.it ha fin da subito assunto una posizione chiara: invitati dalla Commissione Didattica a presentare un memorandum di proposte sulle possibili modifiche conseguenti al passaggio dalla struttura di facoltà ai dipartimenti, i nostri Consiglieri di Facoltà hanno convocato un incontro dei membri e aperto una fase di brainstorming interno. Non solo: mirando alla massima partecipazione possibile alla fase propositiva, si è presa l’iniziativa di estendere l’invito a tutte le associazione e i movimenti operanti in facoltà, con l’esortazione a produrre documenti da sottoporre alla Commissione Didattica. Dalla discussione interna sono emerse proposte e criticità, ricondotte a sintesi con il contributo dei membri del Direttivo e degli stessi Consiglieri.

Ecco le questioni di maggior rilevanza su cui abbiamo focalizzato la nostra attenzione:

 

–           Riadattare il numero di crediti degli esami valutando il numero di ore di insegnamento e la mole di studio così come considerata dalla riforma universitaria 509/1999:

Ai sensi dell’

“Art. 5 (D.M. 509/ 1999)
Crediti formativi universitari

1. Al credito formativo universitario, di seguito denominato credito, corrispondono 25 ore di lavoro per studente; con decreto ministeriale si possono motivatamente determinare variazioni in aumento o in diminuzione delle predette ore per singole classi, entro il limite del 20 per cento.

2. La quantità media di lavoro di apprendimento svolto in un anno da uno studente impegnato a tempo pieno negli studi universitari è convenzionalmente fissata in 60 crediti.

3. I decreti ministeriali determinano, altresì, per ciascuna classe di corsi di studio la frazione dell’impegno orario complessivo che deve essere riservata allo studio personale o ad altre attività formative di tipo individuale. Tale frazione non può comunque essere inferiore a metà, salvo nel caso in cui siano previste attività formative ad elevato contenuto sperimentale o pratico.

4. I crediti corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente con il superamento dell’esame o di altra forma di verifica del profitto, fermo restando che la valutazione del profitto è effettuata con le modalità di cui all’articolo 11, comma 7, lettera d).

5. Il riconoscimento totale o parziale dei crediti acquisiti da uno studente ai fini della prosecuzione degli studi in altro corso della stessa università ovvero nello stesso o altro corso di altra università, compete alla struttura didattica che accoglie lo studente, con procedure e criteri predeterminati stabiliti nel regolamento didattico di ateneo.

6. I regolamenti didattici di ateneo possono prevedere forme di verifica periodica dei crediti acquisiti, al fine di valutarne la non obsolescenza dei contenuti conoscitivi, e il numero minimo di crediti da acquisire da parte dello studente in tempi determinati, diversificato per studenti impegnati a tempo pieno negli studi universitari o contestualmente impegnati in attività lavorative.

7. Le università possono riconoscere come crediti formativi universitari, secondo criteri predeterminati, le conoscenze e abilità professionali certificate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché altre conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello postsecondario alla cui progettazione e realizzazione l’università abbia concorso.

 

–           Riconsiderare i contenuti dei programmi didattici:

Il giurista non può essere un giurista completo se non è informato su ciò che avviene nella realtà materiale. Questa conoscenza della realtà non passa solo attraverso i mezzi di comunicazione di cui tutti noi oggi ci serviamo, ma soprattutto attraverso i manuali istituzionali. I testi universitari sono l’unica fonte di conoscenza tecnica ed esplicata dei numerosi istituti, norme e decreti sempre più mutevoli, in una logica giuridica che insegue sempre più gli andamenti incostanti del mercato.

E’ per questo che necessitiamo di una riorganizzazione della programmazione della mole di studio.

 

–           Produzione di atti in sede di esame:

L’introduzione di esami scritti o il possibile inserimento per talune discipline di prove intercorso è indispensabile per verificare costantemente le capacità di scrittura dello studente. Questi ha necessità di essere seguito durante il regolare percorso accademico, non solo oralmente attraverso attività seminariali che confluiscono verso l’esame, ma soprattutto negli elaborati, essenziali alla sua formazione e alla sua preparazione per gli eventuali concorsi post laurea.

 

–          Rivalutazione dei sei mesi di tirocinio del quinto anno in un numero prescelto di Crediti Formati (CFU):

Il mercato del lavoro non ammette scuse e in un’epoca in cui è sempre più difficile avere spiragli lavorativi sei mesi possono rappresentano un termine ancora adatto  durante il percorso curriculare per “combattere” il selvaggio mondo post laurea. Particolare attenzione viene chiesta inoltre in merito alle nuove misure che l’attuale governo si appresta a varare in merito a questa materia così importante in una università che sempre più tralascia l’aspetto pratico della disciplina.

 

–          Riequilibrare il carico di studi per ogni anno:

Il primo anno di università è un anno pieno di difficoltà di sacrifici, anche per uno studente impegnato e diligente. E’ l’anno della sfida in cui molti sono costretti a lasciare perché scoraggiati. Il vero obbiettivo, a nostro parere, è riequilibrare il carico di studi per ciascun anno, in modo particolare alleggerendo quello relativo al terzo.

E’ nel terzo anno infatti, che lo studente rintraccia maggiori difficoltà. Il primo semestre è una vera sfida contro il tempo con diritto internazionale, diritto penale e prima parte di diritto processuale civile. Discipline per cui tre mesi appaiono davvero insufficienti.

Al primo semestre si aggiunge il secondo, nel quale scienza delle finanze e seconda parte di diritto processuale civile, sembrano ostacoli insuperabili rispetto al tempo concesso ad uno studente che vuol rimanere in regola.

 

–          “Effettività” dello studio:

Molto spesso ciò che studiamo sembra così lontano dalla realtà materiale e si finisce per imparare concetti come sterili istituti di manuali istituzionali. Peraltro studiandoli così, si finisce per impararli male.

Gli studenti vogliono osservare e capire come si svolge un processo, in sede civile, penale, amministrativa;  vogliono imparare a leggere atti, contratti, trattati per far coincidere sempre di più l’oggetto del loro studio con l’oggetto del proprio lavoro futuro.

 

–          Rispetto delle decisioni varate dagli organi istituzionali universitari sotto l’impulso della rappresentanza studentesca:

Troppo spesso le battaglie che portano avanti le rappresentanze studentesche in facoltà portano ad un formale esito positivo che non trova poi riscontro nella quotidianità della vita universitaria, dequalificando e demoralizzando il costante impegno che le associazioni universitarie adottano nell’attività sindacale e politica che le anima. A tal proposito ci si augura l’istituzione di una commissione ad hoc atta a controllare il rispetto della “Abrogazione della bocciatura a sessione” già legittimata dal senato accademico nel 2007.

 

–          Potenziamento delle aule studio:

Potenziando le aule studio esistenti e ottimizzando gli spazi universitari si darebbe la possibilità agli studenti di potersi trattenere in facoltà, sfruttando così gli spazi di tempo tra più corsi non consecutivi ed evitando di affollare le già scarse aule studio delle altre facoltà dell’ateneo.

 

–          Impegno da parte dei docenti ad adottare testi unici ad edizioni bloccate:

Si parla spesso di diritto allo studio. Quale diritto allo studio è garantito se il costo dei libri adottati dai professori non è soggetto ad alcun controllo ma è soggetto alla sola egemonia delle barbare case editrici?

 

L’Associazione

Studentigiurisprudenza.it

Il presidente Raimondo Iusto


Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

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