Post laurea: l’avvocato.

Nel tentativo di dare una risposta alla domanda su come si diventi avvocato, è necessario interrogarsi e cercare di definire il contesto basilare nel quale si innesta la funzionalità e l’essenza determinante di tale figura: “il processo”.

L’avvocato Stefano Montone, durante l’incontro-orientamento con gli studenti per individuare il percorso post lauream nell’ambito delle professioni legali, organizzato dall’ELSA presso la nostra facoltà il 19 Ottobre 2015, definisce, appunto, “il processo” nel seguente modo: “Il processo è uno strumento razionale di cognizione, di verifica dell’ ipotesi di responsabilità di un determinato soggetto. È, infatti, in tale contesto  che prende rilievo la figura dell’ avvocato,  quale garante della legalità,  garante del rispetto delle regole; l’avvocato è, quindi, il soggetto che nel dibattimento, vero momento della democrazia processuale, contribuisce alla formazione della prova”. 

Il percorso dei “principi del foro” è quanto meno complesso e consta di necessari step.

Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza, per iniziare a svolgere i 18 mesi di pratica, è necessario iscriversi all’albo dei praticanti avvocati e, in base alle proprie inclinazioni, affidarsi ad un “dominus” che abbia almeno sei anni d’ iscrizione all’albo degli avvocati. Da sottolineare che, il praticante avvocato, dopo 12 mesi, prenotando il colloquio presso l’Ordine degli Avvocati, ha la possibilità di diventare praticante abilitato, potendo così sostituire, in udienza, il proprio “dominus”.

Ogni semestre, il praticante avvocato deve aver presenziato ad almeno 20 udienze, per ognuna delle quali, nel verbale dell’udienza, si deve dare atto della sua presenza. Sempre ogni sei mesi, il praticante ha l’obbligo di compilare il libretto, specificando la tipologia di atti stragiudiziali e giudiziali alla cui redazione ha partecipato.

Al termine di ogni semestre, dopo la compilazione di tale libretto, seguirà la vidima di un Consigliere dell’Ordine.

Trascorsi i 18 mesi, se la pratica è stata svolta in maniera idonea, verrà rilasciato al praticante un certificato di compiuto tirocinio, con il quale potrà chiedere alla Corte d’Appello, di partecipare all’esame per l’abilitazione, previsto mediante il bando sulla Gazzetta Ufficiale, quasi sempre datato ogni anno nel mese di dicembre.

L’esame scritto è suddiviso in tre giorni.

Durante il primo giorno, il candidato avrà a sua disposizione due tracce e sarà sottoposto alla stesura di un parere motivato in materia regolata dal codice civile; il secondo giorno, scegliendo sempre tra due tracce, dovrà dedicarsi ad un parere in materia regolata dal codice penale; il terzo ed ultimo giorno, invece, si concentrerà nella redazione di un atto giudiziario in materia o civile, o penale, o amministrativa.

Ogni prova ha una durata massima di 7 ore. Per conoscerne i risultati bisogna attendere maggio-giugno successivi, dopodiché  saranno ammessi alla prova orale i candidati che abbiano conseguito, nelle tre prove scritte, un punteggio complessivo di almeno 90 punti ed un punteggio non inferiore a 30 punti per almeno due prove.

La prova orale verterà, tra i vari insegnamenti elencati, sulle sei materie scelte all’atto della domanda,  di cui 5 a scelta ed una obbligatoria (ordinamento forense e deontologia professionale).

Una volta superato anche l’esame orale, il candidato verrà proclamato avvocato e potrà iscriversi all’albo degli avvocati, previo rilascio del certificato dalla Corte d’Appello.

Due sono i consigli da parte di molti ex- studenti, oggi avvocati realizzati:

1) durante il periodo di praticantato è fondamentale prendere dimestichezza con la scrittura e la lingua italiana, in quanto, negli atti, i problemi e le esigenze dei clienti risultino effettivamente ciò che sono, senza interpretazioni equivoche;

2) la calligrafia è la variabile che fa sì che il proprio compito venga letto, dunque, urge esercitarsi a scrivere a mano, almeno sei mesi prima dell’esame.

Per gli articoli della nostra rubrica dedicata al post laurea, clicca qui

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Author: Francesca Bellisario

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