Perché l’Alabama vieta l’aborto

Il diritto odierno si fonda su un principio basilare, che sorregge l’intricato reticolo di garanzie e tutele predisposte per la società: il rispetto della dignità umana.
È per questo valore imprescindibile, che sono vietate le pratiche eugenetiche e di clonazione sul concepito, nonostante egli non possegga ancora la capacità giuridica.
Ma perché è invece consentito l’aborto?  Si tratta di un’incongruenza? In realtà non è inusuale che tra più diritti sorgano delle incompatibilità che la giurisprudenza è poi chiamata a dipanare; per cui, nel bilanciamento di interessi tra quelli del concepito e quelli della gestante, prevalgono quelli di quest’ultima.
È questa la visione italiana e di altri settanta paesi.
 In questi giorni,però, il Senato dell’Alabama, in America Centrale, ha effettuato un drastico cambio di rotta in materia, approvando un disegno di legge che vieta l’aborto anche in caso di incesto o stupro.
La pena prevista per i medici disertori è di novantanove anni di carcere.
Approvato dalla maggioranza repubblicana,ha poi ottenuto la firma della governatrice,a sua volta repubblicana.
Nel frattempo continuano le proteste al grido di “my body my choice”.
Qualora il disegno di legge dovesse giungere sino alla corte suprema, si correrebbe il rischio che cambino le leggi federali sull’aborto, il vero obiettivo dei repubblicani. 
La governatrice Kay Ivey ha twittato: “Ho firmato. La legge afferma con forza l’idea che ogni vita è preziosa ed è un regalo di Dio.”
Queste parole che tradiscono un integralismo religioso, sono in realtà vane: l’aborto esisterebbe anche senza una legge che lo disciplini, come infatti succedeva in passato, quando si procedeva per vie illegali fomentando il mercato nero e ponendo in pericolo la vita delle donne. È stato proprio questo il motivo che spinse le istituzioni a disciplinarlo.
Il diritto nasce per regolare fenomeni della realtà materiale che non possono essere lasciati al caso. Quindi una disciplina sull’aborto è quanto mai necessaria per garantire la tutela della civiltà e delle donne, uniche padrone del proprio corpo e uniche artefici del proprio destino.
L’aborto è forse amorale?
Qualunque sia la vostra risposta, il diritto non sempre riesce a muoversi di pari passo con la moralità: il suo compito non è questo, ma quello di regolare la società,garantendo le libertà fondamentali di ciascun individuo.
-Giulia Maddaloni

Author: Caterina Bracciano

Share This Post On

Rispondi