Parola d’ordine:costanza.I requisiti per diventare magistrato.

Se qualcuno di voi pensa che tutto ciò che c’è da sapere sulla figura del magistrato e sul percorso da fare per scalare l’invalicabile montagna del successo , sia racchiuso nel paragrafetto grigio del manuale ”Bin-Pitruzzella” o nelle serie tv dove, magistrato, si diventa in un battito di ciglia, non ha ancora fatto i conti con un iter lungo e apparentemente ”senza fine” , ma che di soddisfazioni ne dà tante e anche belle corpose.

Tanti sono gli interrogativi e tante e vaste sono le risposte che potremmo proporre. Cercheremo dunque di delucidare la mente di quelli un po’ confusi .
Qual è il primo passo per avvicinarsi al traguardo?
Sembrerebbe lapalissiano che il primo passo sia proprio la Laurea in Giurisprudenza, ma in realtà ci sono dei requisiti, che prescindono da quelli inerenti l’istruzione, che sono requisiti dai quali non si scappa e che, nella loro semplicità, tagliano fuori gran parte degli aspiranti candidati; anche se con il cospicuo numero di studenti iscritti, anche il posto in aula è diventato qualcosa per il quale (con)correre.

Per quanto riguarda i requisiti è necessario essere innanzitutto un cittadino italiano; avere l’esercizio dei diritti civili; essere di condotta incensurabile; essere fisicamente idoneo all’impiego a cui si aspira; essere in posizione regolare nei confronti del servizio di leva al quale sia stato eventualmente chiamato; non essere stati dichiarati per tre volte non idonei nel concorso per esami alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda.
Dopodiché la tanto agognata, sudata, desiderata…laurea in giurisprudenza.

Sarà finita qui?Purtroppo no, cari colleghi: non basterà aver studiato di notte e di giorno, non basterà…

Davanti a voi si prospetta ancora molta strada da fare, quindi è bene che chi di noi voglia intraprendere questa percorso sia conscio dei sacrifici che dovrà affrontare e delle spalle larghe che dovrà avere.
Il Laureato in Giurisprudenza, potrà, dopo la Laurea scegliere di frequentare una scuola di specializzazione per le Professioni Legali (SSPL) della durata di due anni, alla fine della quale, potrà accedere al concorso in Magistratura.
Se però l’idea di continuare a frequentare una scuola non è contemplata esistono altre strade altrettanto valide: una tra queste può essere quella di fare uno stage di diciotto mesi presso gli uffici giudiziari o il tirocinio presso l’Avvocatura dello stato( questo tipo di alternativa si distingue dalla pratica forense; il tirocinio, infatti, prende in esame requisiti come età anagrafica, media dei voti nelle principali materie giuridiche e voto finale del Laureato, alla fine di tale percorso per essere ammessi al concorso basta che lo stage o il tirocinio siano valutati positivamente).
La pratica forense e la conseguente iscrizione all’Albo degli avvocati rappresentano un’altra alternativa: basterà infatti superare l’esame per diventare Avvocato e si potrà, successivamente, provare a partecipare al concorso per diventare magistrato.

A questo punto non resterà altro che aspettare che la Gazzetta Ufficiale pubblichi il bando di concorso.

Le prove da affrontare sono ripartite in prove scritte e prove orali.
Per quanto concerne le prove scritte viene richiesta la elaborazione di tre temi di carattere teorico sulle seguenti discipline: diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo. Coloro i quali, con bravura e un pizzico di fortuna, superano le prove scritte sono ammessi alle prove orali e ,qui non c’è scampo, le materie su cui discutere sono quelle contenute nei libroni che fino a qualche anno prima facevano paura, cioè procedura civile, diritto penale e procedura penale, diritto amministrativo, costituzionale e finanziario, diritto commerciale, diritto del lavoro e della previdenza sociale, diritto comunitario, diritto internazionale pubblico e privato, elementi di informatica giuridica e di ordinamento giudiziario.

Il tutto si concluderà con un colloquio su una lingua straniera a scelta tra:  inglese,spagnolo,francese e tedesco.
(Quindi attenzione a studiare bene per l’idoneità)

Importante: si può partecipare al concorso non più di tre volte, quindi il consiglio è di lasciare a casa le dispense e impegnarsi seriamente.

Qualunque sia l’esito , le parole d’ordine sono sempre due: impegno e costanza.
Sarà forse banale, ma ho sempre sentito dire che ogni volta che si arriva in cima il panorama è stupendo.
Ad maiora amici.

Per ulteriori info vi invito a consultare il Sito del ministero della Giustizia.

 

-Alessia Cianciulli

Author: Alessia Cianciulli

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