NUOVA LEGGE DI PROPAGANDA FASCISTA: COSA PREVEDE?

Negli ultimi anni, la crisi economica e dei partiti politici hanno determinato il ritorno dei populismi di estrema destra, favoriti anche dall’ aumento della povertà e dall’ondata di flussi migratori.
E’ sempre più frequente il susseguirsi di ronde fasciste, frasi che inneggiano al duce o a Hitler, saluti romani e derive xenofobe,diffuse spesso servendosi dell’ausilio dei social.
Il nostro ordinamento già prevede due leggi antifasciste: legge Scelba e la legge Mancino.


La legge Scelba ( L. 645 del 1952) vieta (art. 1) la “riorganizzazione del disciolto partito fascista”; inoltre dispone che costituisce apologia del fascismo la propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità proprie del partito fascista (reclusione da 6 mesi a 2 anni e multa da 206 a 516 euro). La stessa pena è inflitta a chi pubblicamente esalta  princìpi, fatti o metodi del fascismo. Sono previste anche aggravanti in alcuni casi specifici.
L’art.2 della legge Mancino ,invece,punisce con la pena della reclusione fino a 3 anni e con la multa da 103 a 258 euro chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
Tacciata di essere antidemocratica e addirittura “liberticida” l’attuale legge Fiano, invece, impone una riflessione circa l’ efficacia applicativa delle leggi di cui sopra.
Prevede l’ introduzione nel c.p. dell’ art 293-bis, che punisce con la reclusione da 6 mesi a 2 anni – salvo che il fatto costituisca più grave reato – la propaganda del regime fascista e nazifascista.
Le condotte penalmente rilevanti sono individuate:
– nella propaganda di immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito
nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie, anche solo mediante la
produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni che raffigurino persone, immagini o simboli dichiaratamente riferiti a tali partiti o ideologie;
– nel richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità
del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie.
La questione dei limiti sarà rimessa al singolo giudice il quale dovrà, di volta in volta, verificare se, nel caso concreto, ricorrono gli estremi per l’ applicazione.
Il pensiero corre subito alla vicina Germania dove di recente la Corte Suprema Federale ha deciso di non mettere fuorilegge il Partito nazionaldemocratico di Germania, caratterizzato da una forte connotazione neonazista, affermando che l’Npd pur perseguendo obiettivi anticostituzionali, non è in grado di nuocere.
Analogamente anche l’America, un tempo patria dei diritti e delle libertà, si scopre sempre più a destra.
Il pensiero fascista non può diventare un esempio per le nuove generazioni, ma soprattutto non si può ritenere che sia coperto dalla libertà di espressione.
Come asseriva Sandro Pertini: “Con i fascisti non si discute. Con ogni mezzo li si combatte. Il fascismo non è fede politica. Il fascismo non ha dignità d’esistere.”

 

 

-Alessia Maione

Author: Caterina Bracciano

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