Nuova emigrazione intellettuale

198 mila è il saldo migratorio di laureati che dal 2002 al 2015 hanno lasciato il Mezzogiorno. Un esercito di menti e speranze, un bacino culturale dissipato, che è costato alla formazione pubblica ben 30 miliardi di euro.

È questo l’allarmante bilancio elaborato quest’anno dallo Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno), analizzando i dati forniti dall’Istat nell’anno 2016. Un fenomeno denominato dal giornalista Dario Di Vico “nuova emigrazione intellettuale” (Corriere della Sera).  Ciò che preoccupa maggiormente è che il flusso emigratorio non coinvolge solo laureati. Sono sempre di più i diplomati che decidono di formarsi in Atenei del Centro-Nord. Per questo è nata l’idea del nostro giornale di fare un’inchiesta in cinque puntate, dando voce ai protagonisti di questa “nuova emigrazione intellettuale”.

Il primo protagonista di questa indagine è Vincenzo De Liso. Vincenzo è un brillante laureato della nostra facoltà di Giurisprudenza, che nell’ultimo anno ha lavorato a Milano per un grande studio legale, il G. e associati.  Lo conosco per la prima volta in una piovosissima mattina d’inizio novembre.

Vincenzo, ti sei laureato presto e con ottimi risultati. Avevi tutto il tempo per fare pratica nella tua città, abilitarti alla professione e, magari, avviare uno studio con qualche giovane e brillante collega. Tuttavia, cosa ti ha spinto a cercare lavoro a Nord?

La qualità del lavoro e soprattutto le prospettive future. A Napoli non mi sentivo appagato dopo una giornata di lavoro, perché il più delle volte qui la pratica non è pagata.

A Milan, invece, hai riscontrato una maggiore possibilità di crescita professionale ed economica?

Da questo punto di vista Milano ti offre possibilità di crescita maggiori. Ovviamente dipende dalla persona e dalle concrete opportunità che si presentano. Nello studio in cui ho lavorato appena diventi avvocato già fatturi circa 40 mila euro l’anno, da praticante circa 17 mila….

Sono su per giù 1200 euro al mese. Ma campare da soli a Milano con questa cifra non sarà stato facile…

Mille euro a Milano sono zero! Purtroppo non ti consentono di vivere una vita dignitosa e stabile. Lavoravo anche fino alle dieci o undici di sera. Poi considera che dovevo tornare a casa, sbrigare le faccende, non avevo tempo per vivere…

Quindi da una parte hai avuto la possibilità di entrare in una realtà nuova, dall’altra però ciò non ti consentiva di poter vivere anche la tua giovinezza. Sono altre le motivazioni del tuo ritorno?

Si, lo studio in cui lavoravo non mi garantiva una formazione completa. Per essere molto efficienti ognuno diventa specializzato in un solo settore.

Inoltre sei un collaboratore, non hai un contratto come per gli altri tipi di lavoro, è diverso!

Se è così facile essere buttati fuori, è altrettanto semplice essere assunti?

Appena laureato mandai il mio curriculum a diversi studi di Milano e Roma e, dopo poco tempo, fui contattato. Feci un colloquio abbastanza semplice. Dopo circa un mese avevo una postazione tutta mia allo studio.

Parlaci un po’ del grande studio legale in cui hai lavorato a Milano…

Lo studio funziona come una grande azienda: 55 professionisti, tra avvocati, praticanti e collaboratori.  Si trova al centro di Milano, zona Duomo per intenderci e si occupa per lo più di diritto bancario, societario e fallimentare.

Confermi di non aver trovato a Napoli la stessa realtà lavorativa che hai appena descritto?

A Napoli non esiste proprio una struttura del genere! Io ho avuto modo di inserirmi nel mondo del lavoro sia a Milano che a Napoli e posso dire che, mentre a Milano sei un ingranaggio di una macchina perfetta, qua la macchina sei tu. Di conseguenza il tipo di carriera è totalmente diversa!

A proposito di carrieraSei stato deluso o soddisfatto rispetto alle aspettative post laurea?

In un anno ho avuto abbastanza esperienze per affermare che il lavoro esiste. Oggi rispetto a quello che sto facendo mi ritengo abbastanza soddisfatto.

Attualmente hai una buona occupazione come consulente legale in una banca di Napoli. Ciò ti permette di fare progetti di vita nel lungo termine?

Ho avuto la fortuna e il merito di entrare in una banca che mi garantisce un buon inquadramento remunerativo e mi consente una formazione continua. Avrei la possibilità di progettare per esempio, da ora ai prossimi tre anni, una famiglia e una stabilità.

Mi sembra di capire che vedi il futuro in modo fiducioso rispetto a tanti altri giovani come noi…

Si, sul mio futuro sono molto fiducioso, perché credo che il duro lavoro ripaga sempre, ma serve anche un pizzico di fortuna.

Per concludere ti vorrei chiedere di dare un consiglio agli studenti della nostra facoltà

Sapersi mettere sempre in gioco, anche se le cose non rispecchiano i propri piani e non fermarsi davanti a nulla. Sacrificio e tanta voglia di vivere!

 

 

 

-Francesco Manco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Author: Caterina Bracciano

Share This Post On

Rispondi