Nisida: l’isola delle seconde possibilità

Nell’isola di Nisida – che fin dai tempi più antichi ha ispirato scrittori e poeti – ha sede l’istituto penale minorile, che accoglie giovani di età compresa tra i 12 e i 18 anni sottoposti a provvedimenti di natura penale per seguirli, educarli e reinserirli poi nella società civile. L’istituto, diretto dal dr Gianluca Guida, fa parte di un progetto europeo che ha lo scopo di sviluppare insieme ai paesi dell’ Unione Europea politiche di contrasto alla devianza e alla criminalità minorile.

La crisi dello stato sociale, la percezione della società come ingiusta, non egualitaria e non libera hanno contribuito al dilagare , soprattutto nella periferie, di povertà ed emarginazione giovanile che determinano i giovani al compimento di attività illegali. Intolleranti ad ogni forma di controllo, attratti da rapide carriere negli ambienti malavitosi, questo esercito invisibile di minori viene reclutato per la gestione delle principali attività di estorsione, traffico di droga e gioco d’azzardo. Statistiche e ricerche sociali, condotte da esperti, confermano che in molti casi l’esperienza carceraria,vissuta inizialmente in modo ostile dal minore privato della sua libertà, può rivelarsi fondamentale per la sua crescita e per il reinserimento nella società. Il ministero della giustizia negli ultimi anni ha finanziato diversi programmi: attività ricreative e, soprattutto, professionali all’interno delle carceri. Infatti è universalmente riconosciuto che il lavoro e l’istruzione, in carcere e fuori dal carcere, rappresentano uno dei più importanti strumenti del trattamento rieducativo.

Nell’istituto penale minorile di Nisida i ragazzi sono coinvolti in numerose attività di lavoro, così una volta scontata la pena, possono tornare alla vita di tutti i giorni e avere meno possibilità di ritornare a delinquere. Nello specifico l’istituto ospita laboratori di ceramica, di pittura, di falegnameria e un teatro nuovo di zecca con un laboratorio di scenografia, che spesso coopera con il prestigiosissimo Teatro San Carlo di Napoli, nell’ambito di iniziative che hanno come obiettivo la sensibilizzazione dei giovani rispetto ai valori dell’arte. Durante il periodo di detenzione è davvero fondamentale la presenza di educatori professionali,che svolgono un’attività di ascolto e di osservazione, accompagnando i giovani sulla strada della legalità.
L’attività di tali professionisti si colloca in un luogo di esplorazione, di comunicazione e di scambio, dell’emarginazione, dello svantaggio, ma anche della partecipazione e del reinserimento. Un giovane è molto più del suo reato. In quest’ottica diventa, pertanto, fondamentale il ruolo svolto dalle istituzioni,offrendo ai ragazzi detenuti una seconda chance, senza critiche,senza pregiudizi e senza discriminazioni. Nisida è espressione di una seconda possibilità e ciò può diventare possibile grazie all’impiego di risorse e mezzi adeguati.

-Maria Armante

Author: Maria Armante

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