Millepiedi, scarafaggi, libellule: benvenuti in cucina!

Cimici d’acqua della Thailandia, libellule, millepiedi: ricchi di proprietà nutritive e secondo molti orientali anche deliziosi. Insetti di varie specie ben presto saranno protagonisti di menù presso ristoranti, take away e di offerte sui volantini dei supermercati più noti.

Dal 1° Gennaio è,infatti, possibile la commercializzazione in ambito alimentare degli insetti su tutto il territorio italiano.

La ragione di questa improvvisa innovazione si ritrova in un pacchetto normativo europeo, pubblicato sulla GU dell’UE ovvero il Regolamento 2015/2283, volto a regolare il “novel food”: i nuovi tipi di alimenti. Il suddetto regolamento infatti è volto a rinnovare la definizione del cibo commerciabile, vista l’ultimo aggiornamento giurisprudenziale risalente al 1997.  L’articolo 8 del regolamento ammette quali siano le nuove tipologie di alimenti commerciabili, viste le innovazioni scientifiche e tecnologiche:

(…)  Tali categorie dovrebbero includere gli insetti interi e le loro parti. Dovrebbero inoltre esistere categorie per gli alimenti con una struttura molecolare nuova o volutamente modificata, nonché per gli alimenti da colture di cellule o di tessuti ottenute da animali, vegetali, microorganismi, funghi o alghe, per gli alimenti ottenuti da microorganismi, funghi o alghe e per gli alimenti ottenuti da materiali di origine minerale. Dovrebbe inoltre essere prevista una categoria che comprenda gli alimenti di origine vegetale ottenuti con pratiche non tradizionali di riproduzione, qualora tali pratiche comportino cambiamenti significativi nella composizione o nella struttura dell’alimento tali da incidere sul suo valore nutritivo, sul metabolismo o sul tenore di sostanze indesiderabili. La definizione di nuovo alimento potrebbe altresì includere gli alimenti costituiti da micelle o liposomi.

La ratio  si ritrova nell’urgenza nel risolvere problemi ambientali e di salute.

Dal punto di vista tecnico-scientifico, il consumare solo alimenti di origine animale ininterrotta potrebbe aggravare maggiormente il problema della fame nel mondo e problemi legati ai consumi (acqua, energia). Gli insetti e tutti gli alimenti “nuovi” elencati nel regolamento potrebbero risolvere il problema.

In ambito macroscopico e tecnico, infatti ,in altre località si consumano già (come in Asia e America Latina). Per questo l’Europa vuol tentare di inserire nella piramide alimentare anche gli insetti, come definisce nel documento “Insects – soon to be a regulated food?” (Insetti: presto un cibo regolato?).

Sarà necessaria per attuare la commercializzazione una autorizzazione da parte dei produttori degli insetti e dei nuovi alimenti entro il 2020 (anche se per il resto dell’Europa gli alimenti già in commercio risulterrano comunque in regola, ma dovranno adeguarsi anche queste). Per l’ingresso di nuovi alimenti però vi sono politiche molto restrittive, basate sul rischio e sulla sicurezza (per cui alimenti già in diffusione all’estero negli ultimi 25 anni saranno approvati, per altri invece vi è maggior controllo). In ambito di sicurezza alimentare,infatti, i maggiori rischi degli insetti sono provocati dai batteri (Escheria Coli, Salmonella ecc): l’UE ha ratificato la necessità di controlli sia di fatto (sugli insetti), sia in ambito statistico (l’analisi di problemi in località che già hanno commercializzato questa specie di alimento) e sulla produzione (ad esempio il cuocere o il congelare previene dai batteri).

Ma il problema maggiore in realtà è l’aspetto culturale e sociale.

Sicuramente il nostro paese non è “culturalmente” pronto ad accogliere quotidianamente nelle proprie tavole questo tipo di alimentazione. La società non può però certamente fuggire dall’innovazione. D’altronde il pesce crudo era taboo negli anni ’60, eppure oggi i ristoranti di sushi sono diffusissimi in tutto il territorio.

Presto si supererà il fattore disgusto, per un miglioramento sociale e scientifico? Chissà.

 

-Massimo Festosi

Author: Massimo Festosi

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