METODI DI STUDIO: ad ognuno il suo!

‘Dovreste aver acquisito un buon metodo di studio al liceo!’

Ogni professore universitario che si rispetti l’avrà ripetuto almeno una volta nel corso delle sue lezioni e ogni studente alle prese con i primi esami deve averlo sentito un numero indefinito di volte. Il metodo di studio, tanto tormentato e ricercato, dovrebbe garantirci un aiuto non indifferente durante la carriera universitaria. Eppure non sempre è facile trovare il proprio.

Innanzitutto occorre saper distinguere tra ‘apprendimento’, processo grazie al quale si acquisiscono nuove informazioni, e ‘memoria’ vera e propria, che è il processo che garantisce l’archiviazione di quelle informazioni. A questo punto bisogna individuare il nostro tipo di memoria( visiva, uditiva ecc…) e in base a questo sviluppare il personale metodo di studio, sperimentando e cambiando più volte se necessario. Questo articolo non vuole essere un vademecum assoluto o un prontuario di uso pratico per emergenze di giuristi in crisi, ma l’obiettivo è quello di darvi una serie di consigli, che possano aiutarvi a modellare il vostro metodo.

Se siete al primo anno e non sapete come gestire la mole di studio, iniziate con il seguire i corsi. Prendete appunti. Se c’è un passaggio non semplice, qualcosa che vi risulta difficile, andate in dipartimento. Chiedete spiegazioni. Non abbiate paura; sappiate che i professori sono lì per voi. Provate anche a studiare in gruppo e confrontatevi. Cercate di essere produttivi e di porvi ogni giorno degli obiettivi da raggiungere, perché una volta raggiunti vi sentirete più sicuri. Siate costanti e ottimizzate i tempi. Vi renderete conto che facendo spesso delle pause riuscirete a non arrivare distrutti alla fine della giornata e ad apprendere più velocemente.

Banale, ma efficace: non imparate a memoria! Giurisprudenza troppo spesso viene considerata una facoltà dove si impara tutto a memoria. Dimenticatelo. C’è molto di più, perché la conoscenza è ciò che rimane quando dimenticate quello che avete studiato. Quello che conta è capire. Una volta che avrete fatto vostre le nozioni, automaticamente entreranno a far parte della vostra memoria. Fate un backward planning. Back… che?!- molti di voi diranno. Basta prendere un calendario, segnare la data dell’esame e pianificare il tempo da dedicare allo studio. Nihil sub sole novum. Grazie tante, penserete, ma non potete immaginare quanto sia difficile organizzarsi ed essere costanti nel tempo. In ogni contesto, individuate le parole chiave, quelle in grassetto e collegatele a quanto studiato in precedenza, ricordandovi che l’apprendimento è cumulativo: le nuove informazioni devono essere collegate con le precedenti. Oltre ai vari codici, mentre studiate, tenete vicino anche un dizionario per cercare i termini di cui non conoscete il significato; potete usare anche il cellulare, ma scollegatevi dal resto del mondo. Leggete ad alta voce o scrivete alcune parti del testo. Può essere utile per memorizzarle più velocemente.

Evidenziatori, matite, pennarelli, post-it delle più svariate dimensioni, appunti ai margini delle pagine. Usate tutto. Tutto è concesso perché possiate districarvi nel migliore dei modi nel mare indefinito delle informazioni che dovrete mandar giù. Non meno importante è ripetere, ripetere, ripetere ( repetita iuvant) . Anche questo ve lo sentirete dire tantissime volte, ma non conta molto il tempo, quanto piuttosto la qualità.

 Per esempio Giovanna, Paola, Stefano e Tonya sono al primo anno e il loro metodo di studio è molto simile. Leggono, sottolineano con evidenziatore e matita per poi ripetere ad alta voce più volte e fare delle mappe concettuali. Anche Vincenzo è al primo anno, ma lui sta ancora cercando di adattarsi alle nuove materie. Per ora sottolinea e ripete con gli occhi della mente, in silenzio. Luca è al terzo e ricorda che per ogni esame bisogna adottare tecniche differenti e ripetere ad ogni capitolo, ma conta anche sfruttare l’ansia nel rush finale. Al quinto anno forse le cose sembreranno un po’ diverse per Carmen.  Lei ha vissuto i primi anni con molto entusiasmo. Leggeva in treno, sottolineava a casa e la sera schematizzava. Adesso non sottolinea più tutto, ma legge e rilegge ogni capitolo. In caso di dubbi consulta internet e non può fare a meno dei codici.

In definitiva, spero abbiate capito che non esiste alcun teorema o metodo di studio universale. Tuttavia, non lasciatevi abbattere dai libri voluminosi e mettete da parte il male di vivere che vi assale quando vengono pubblicate le date d’esame. Lasciate perdere quel tale che ha usato solo la dispensa o l’amico che ha superato quell’esame in pochissimi giorni. Certo la fortuna conta molto, ma tenete presente che ognuno ha i suoi tempi. Infine superate la paura del fallimento, perché avete tutti gli strumenti per avere successo agli esami. Basta impegnarsi e crederci!

 

-Caterina Bracciano

 

Author: Caterina Bracciano

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