Marcello Torre il sindaco gentile.

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“(…) Ho intrapreso una battaglia politica assai difficile. Temo per la mia vita (…). Conoscete i valori della mia precedente esperienza politica, torno nella lotta soltanto per un nuovo progetto di vita a Pagani. Non ho alcun interesse personale. Sogno una Pagani civile e libera (…).”

Queste, le parole di Marcello Torre ucciso brutalmente dalla camorra con decine di colpi di lupara, in un agguato vicino casa, l’11 dicembre del 1980.
Dalle parole di Marcello Torre traspare il suo amore per Pagani, città della Campania, nella quale nacque il 9 giugno del 1932.
Sin da giovanissimo mostra un grande interesse per la vita politica. Completati gli studi liceali, decide di studiare Giurisprudenza all’Università di Napoli, dove si laurea con il massimo dei voti. Durante gli anni che precedono la laurea, si avvicina alla Democrazia Cristiana e diviene delegato dei gruppi giovani della DC. Apprezzato per l’energia impiegata nell’attività politica, viene nominato componente della Giunta esecutiva nazionale come responsabile per le politiche del Mezzogiorno.
Nel 1957 organizza un Convegno Nazionale di Studi sul Mezzogiorno alla Camera di Commercio di Salerno, con lo scopo di suggerire nuove politiche industriali per favorire lo sviluppo del Sud.
Successivamente intraprende la carriera di avvocato penale e alle insinuazioni circa l’impossibilità di conciliare l’attività di difensore con quella di amministratore, risponde di avere un unico cliente: il suo paese.

Nell’agosto del 1980 viene eletto sindaco di Pagani e dopo 4 mesi dall’elezione viene assassinato, probabilmente a causa della sua opposizione alle infiltrazioni camorristiche nelle procedure di assegnazione degli appalti per la ricostruzione post terremoto.
Ancora oggi dubbi permangono circa i motivi dell’uccisione di Marcello Torre, senza dubbio la sua onestà risultava scomoda al camorrista Raffaele Cutolo, individuato come il mandante dell’omicidio e condannato all’ergastolo dalla Corte Di Assise di Appello di Salerno nel 2001, sentenza confermata dalla Corte di Cassazione nel 2002.

BOJANO

Nel 2010 Lucia De Palma ha affermato: “credo che qualcosa sia cambiato. Piccole cose. Quello che noto è la grande indifferenza. Non solo a Pagani, ma nell’intero Agro nocerino sarnese. Ci siamo abituati al male. A livello politico e umano. Gli stessi politici sono diversi: si pongono in modo arrogante e questo atteggiamento lo riscontro anche tra le nuove leve. Spesso mi ha accarezzato l’idea di regalare loro il galateo, consigli utili per la buona educazione e del saper vivere.”
Indifferenza che ha permesso ai camorristi di infiltrarsi nel comune di Pagani, sciolto per questo motivo nel 2012.

La vita e il sacrificio di Marcello Torre resteranno solo un semplice ricordo?

Fortuna Orabona

Author: Fortuna Orabona

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