Ma siamo davvero cosi poco competitivi nel mondo?

La sopravvivenza dell’autostima giovanile ai tempi di Barbara d’Urso e Uomini e Donne.

“Questo non è un paese per giovani”.Quante volte abbiamo sentito questa frase? Paradossalmente più di “non esistono più le mezze stagioni”, anche perché oramai è il motto per eccellenza dei giovani italiani . Ma siamo sicuri che quest’ultimi preferiscono avere un motto per eccellenza piuttosto che essere delle ECCELLENZE? In un’era in cui la forma sovrasta la sostanza e i concetti di testa e pensiero autonomo sono bypassati da zombie armati di smartphone che associano  il problema della fuga dei cervelli ad un film demenziale e pensano che l’aspirazione massima di scambio di idee sia quella della domenica nel salotto di pomeriggio cinque , c’è qualcuno o qualcosa da mettere sull’“arca della salvezza”?

A differenza di quanto si possa pensare, i giovani italiani nel mondo portano alta la bandiera del nostro bel paese ; basti pensare agli avvenimenti recenti: come coloro che hanno partecipato alla spedizione  dal “cuore italiano” della sonda spaziale  Rosetta sulla cometa “67P” o la prima donna italiana Samantha Cristoforetti che ha viaggiato nello spazio. Non inusuale è il caso di giovani italiani che, vincendo borse di studio all’estero, mettono a punto software innovativi come nel caso della startup “Ecce costumer” ,oggi diventata una multinazionale ,che grazie ad un suo programma permette alle imprese di dialogare con i suoi clienti mediante l’uso di social network; oppure come nel caso della “Bicopest” fondata da un giovane italiano impegnato nella ricerca di soluzioni antiparassitarie per frutta e verdura ecocompatibili  che, in poco tempo, ha ricevuto  persino il prestigioso premio per l’innovazione nel 2010 dal Presidente della Repubblica.

Insomma in una società dove tutto si evolve più veloce del tempo impiegato per condividere uno “status” c’è ancora fortunatamente qualcuno che guarda oltre e  che punta in alto , perchè è vero che talvolta l’essere giovane viene associato all’essere inesperto,ma  non dimentichiamoci anche della voglia di fare e di sperimentare tipica di questa fase che, come dimostrano i fatti , si riconferma continuamente mutando gli  “status quo”.

-Rosa Coppola

Author: Rosa Coppola

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