L’Università al tempo degli smartphone.

Telefoniamo, fotografiamo, filmiamo, chattiamo, condividiamo link…quanto uno smartphone può influenzare la nostra vita?

L’attività lavorativa, universitaria, scolastica, richiede l’uso di queste moderne tecnologie. Ciò può essere considerato un bene? Possiamo trarre beneficio nell’utilizzare costantemente il nostro smartphone?  Secondo i ricercatori, utilizzare costantemente il cellulare, esporrebbe i ragazzi (soprattutto i bambini) a forti radiazioni capaci di attaccare, con il tempo, anche gli organi vitali, impedendo loro inoltre di sviluppare metodi propri di autoregolamentazione.

Recenti ricerche hanno dimostrato che i bambini tendono a imparare molto di più dalle interazioni con persone ed oggetti fisici rispetto al messaggio o al video.  Analizzando questo punto, potremmo dire che oggi manca il contatto fisico e visivo tra le persone. Negli ultimi anni, man mano che la tecnologia si è evoluta, la percentuale di persone che utilizza lo smartphone o il computer ha raggiunto e superato il numero di persone che invece preferisce uscire all’aperto. Si preferisce quindi un messaggio, un video, una chat al vero incontro con amici o ragazzi/e. Siamo in grado di capire le persone? Riusciamo a captare stati d’animo o intuire comportamenti degli altri?

Il progresso ha permesso i contatti con il mondo intero, con un click dal nostro smartphone possiamo comunicare con persone che vivono all’altro capo del mondo. Tutto molto bello, utile, all’avanguardia ma i contatti reali vengono meno costantemente. Grande fonte di distrazione per uno studente, lo smartphone crea problemi di dipendenza e soprattutto i ragazzi sono sempre meno propensi a fare ciò che si faceva prima che  l’evoluzione della tecnologia intaccasse le abitudini quotidiane. Non è sbagliato tutto questo? Ci troviamo nell’era in cui ci si priva delle cose più belle. La grandezza della vita è nascosta in questo. Assaporare momenti, sensazioni, sguardi, sorrisi e soprattutto intuire una situazione o uno stato d’animo di un amico, partner, familiare.

Dovremmo chiamarli gli anni dell’indifferenza, dove tutto scorre senza che nessuno capisca, reagisca, aiuti l’altro. Mancanza di stimoli dovuto al continuo utilizzo dello smartphone che lentamente si impossessa di noi, annientando a poco a poco le idee e la sensibilità racchiusa nelle persone. Un vero rimedio non esiste, il progresso è più forte e sovrasterà in ogni caso. La soluzione potrebbe essere l’equilibrio. Imparare a dosare il proprio tempo, utilizzando uno smartphone nei momenti giusti, senza perdere di vista la vita, i contatti umani e visivi. In conclusione, bisogna andare fieri dei progressi dell’ambito tecnologico, avendo la consapevolezza del rischio che all’uomo in tal modo venga risucchiato tutto ciò che in lui c’è di umano; di questo passo, sarà facile privarsi delle emozioni che solo una persona può provare, fino a diventare un essere simile ad un androide, e che di umano ha solo le fattezze.

Sara Di Mattia

 

Author: Sara Di Mattia

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