[AGGIORNAMENTO 10/12] Aggredite dopo le lezioni, studentesse in rivolta si organizzano per autotutelarsi

[AGGIORNAMENTO DEL 10/12]

Ve lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto. Questa mattina, martedì, si è svolta l’assemblea pubblica alla sede centrale dell’Orientale per discutere degli ultimi episodi di violenza verificatisi ai danni di alcune studentesse che frequentano la sede del Palazzo del Mediterraneo, e a cui anche noi abbiamo deciso di partecipare.

Tantissimi gli studenti che in segno di solidarietà alle vittime, rimaste ad oggi anonime, vi hanno aderito riempiendo il cortile interno della sede centrale in via Duomo. Ad organizzare la manifestazione, i tre amministratori del gruppo facebook nato in seguito all’ultima segnalazione: Roberta Saracino, Ivano Stella e Julie Leoncino. Oltre a loro, a dare il proprio contributo: Felice Balsamo, membro dello staff del Comune e Massimo Giobbe, capitano della polizia municipale.

Nel corso dell’assemblea, ci si è soffermati, tra i vari punti, più volte nel ribadire la veridicità delle segnalazioni anonime giunte tramite social network. Noi, invece, riteniamo superfluo l’aver dedicato parte dell’assemblea a questo, leggendo, inoltre, le denunce anonime con nomi di fantasia. Riteniamo invece che non conti tanto la veridicità o meno delle segnalazioni. O meglio, ci auguriamo che le segnalazioni siano vere, ciononostante l’urgenza e l’indispensabile utilità di un presidio di polizia fuori le sedi universitarie a tutela degli studenti, è un qualcosa di palesemente utile. Certo, come detto anche nel corso degli interventi, la denuncia va fatta sempre e comunque alle autorità competenti, anche in forma anonima ed anche contro ignoti. Questo, ovviamente, per consentire alle forze dell’ordine di monitare il territorio attraverso delle statistiche con cui poter poi organizzare le squadre a seconda delle necessità. Gli impegni del Comune e della polizia municipale andranno proprio in questa direzione. Già da domani aumenteranno i pattugliamenti nella zona di via Marina, al fine di tentare di stroncare questa baby gang sul nascere e per poter garantire a studenti e studentesse la serenità e la tutela inviolabile della propria persona che deve essere propria di ogni studente e, più in generale, di ogni cittadino.

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Non sono mancate, come solitamente avviene durante le assemblee, momenti di tensione tra i partecipanti: momenti costruttivi e non violenti, naturalmente. Arrivati infatti al momento delle proposte e delle soluzioni, il gruppo si è diviso in pro e contro la richiesta delle forze dell’ordine, in pro e contro soluzioni alternative per i baby criminali e via dicendo. Comprendiamo bene le esigenze degli studenti e, da studenti di giurisprudenza, forse capiamo anche la voglia di “rieducare” questi minorenni incriminati. Per questo motivo, possiamo provare ad immedesimarci nel problema: da un lato, come detto tra l’altro anche all’inizio, l’incremento delle pattuglie delle forze dell’ordine è un bene non soltanto per questa occasione, ma anche per evitare altri episodi di criminalità che potrebbero verificarsi in futuro; dall’altro, nessuno vuole rinchiudere questi ragazzini in galera per poi buttarne le chiavi.

E’ chiaro che bisogna pensare ad una rieducazione dei soggetti in questione per evitare che una volta diventati grandi diventino criminali “professionisti”. Ma questo è un discorso che non spetta a noi studenti o a noi cittadini. Ci sono gli enti preposti e, a questo proposito, c’è il tribunale dei minori che dovrà fare la sua parte. Il nostro compito, invece, resta quello di segnalare, denunciare e pretendere protezione e tutela dagli enti preposti all’ordine pubblico e auspichiamo che la delegazione che domani sarà ricevuta dal Primo Cittadino Luigi de Magistris andrà in questa direzione.

 

[ARTICOLO ORIGINALE]

NAPOLI – Le studentesse dell’Orientale che frequentano il Palazzo del Mediterraneo, non sono più al sicuro. Non lo sono, perchè le notizie che da qualche giorno circolano in rete sono presumibilmente attendibili. Siamo cauti e non vogliamo creare allarmismo ingiustificato. Però, sentite le voci che ci sono arrivate, abbiamo voluto vederci chiaro: dopo aver approfondito la vicenda chiedendo ai nostri colleghi anch’essi studenti di quella facoltà, e dopo aver letto con attenzione le testimonianze che abbiamo comunque raccolto nella nostra banca dati e che pubblichiamo in allegato, naturalmente senza mostrare cognome e foto dei testimoni, possiamo essere quasi sicuri nell’affermare che per le studentesse dell’Orientale corrono tempi assai pericolosi.

Una banda di teppistelli o delinquenti improvvisati che dir si voglia, ad occhio 15enni, ha deciso di prendere di mira proprio loro all’uscita dalle lezioni.

A dare l’inquietante notizia, un anonimo su Facebook che ha denunciato l’accaduto con un post online, dando sfogo anche alla sua rabbia per quanti hanno visto l’accanimento riservatole e che hanno completamente ignorato il tutto allontanandosi come se niente fosse.

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Da qui allora è iniziata una catena di solidarietà tra gli stessi studenti che, chi con messaggi di testimonianza sulla vicenda, chi con messaggi di solidarietà, chi con messaggi di rabbia e di sdegno, hanno deciso di denunciare pubblicamente i fatti.

Immediata la risposta delle autorità. Dalla pubblicazione della notizia, infatti, sono moltiplicati i controlli delle forze dell’ordine in via Marina.

Anche la reazione degli studenti, però, concreta e non solo di pura formalità, non si è fatta attendere. Si è già provveduto, infatti, a creare un gruppo Facebook  che raccoglie tutte le studentesse dell’Orientale e che insieme hanno già programmato un’assemblea alla luce degli ultimi espisodi di violenza.

Noi, naturalmente, seguiremo la vicenda e vi terremo aggiornati sugli sviluppi. E lo faremo sempre tutelando gli interessi delle studentesse invitandole, tra l’altro, a denunciare alle autorità ogni violenza.

 

 

-Fabrizio Arnone

Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

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