10 cose folli da fare a Giurisprudenza

Giurisprudenza non è un normale corso di studi: è una missione, un sentiero, un percorso spirituale che forma anima e corpo dell’allievo che decide di intraprenderlo quando, a 18 anni, entra in facoltà senza sapere che alla porta lo attende una seconda infanzia: all’Università si fanno le cose che alle elementari erano proibite, legittimati da una patente di guida ed una presunta maggiore età.

Il vero giurista, però, non si lascia trascinare da questi bassi sentimenti di rivalsa contro il suo passato fatto di rigidi divieti: il divieto è legge, la legge va rispettata perché sacra.
Anzi, guardando il Codice Civile come un militante dell’ Isis guarda il Corano, potrebbe farsi esplodere di fronte al collega economista che storpia un brocardo latino.

Ma cosa deve fare o avere lo studente di Giurisprudenza per considerarsi veramente degno della facoltà che frequenta?
L’ordinamento propone una serie di rimedi.

Dividiamo quindi questo articolo in 10 commi, che risulteranno in una più agevole lettura per il nostro amico giurista.

 

  1. IL TATUAGGIO

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Per carità. Niente serpenti, rose, fiori e pistole: Giurisprudenza è sobrietà, ma a volte è anche giusto fare una piccola trasgressione. D’altronde, il sudato 20 in Storia Romana va premiato con un marchio che ufficializzi l’entrata dell’adepto nella casta dei giuristi. Quale soluzione migliore, se non scegliere un articolo della costituzione random? Aspettiamo che qualcuno scelga il 117.

Per i più originali, la frase da tatuare (richiesta più di una volta, a detta di un tatuatore del Centro Storico!) è “Sono un avvocato: ho sempre ragione” in inglese. Divertente, fino a quando non viene tatuata sul collo.

 

  1. LA DIVISA

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Fuggito dalle scuole di provincia e dai licei in cui bisognava condividere lo stesso spazio vitale con rasta, tamarri, fighetti e novelli Che Guevara, finalmente il calvario è finito: si approda nel mondo dei grandi, degli avvocati. Stile ed eleganza sono il diktat della tanto sospirata età adulta!
Al primo giorno di lezione, timido e curioso nei confronti dei novelli compagni, il vero giurista si riconosce dalla giacca ed un blocco di appunti; dopo tre anni gli appunti saranno presi direttamente sulla carta intestata, conservata in una ventiquattrore di Louis Vuitton.
Oppure, stanchi dopo anni di vita in austero abito formale, al quarto anno ci si recherà ai corsi direttamente con il pigiama di Paperino. De gustibus.

 

  1. LA MAGLIETTA O LA FELPA

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Species del genus “divisa”, è un rimedio che si applica qualora non sia possibile utilizzare il completo d’ordinanza.

In effetti, al mare ed il sabato sera, la giacca e la cravatta non sono l’idea migliore. E allora perché non abbandonarsi al diletto di una scherzosa maglietta?

La frase sulla maglietta è la stessa del tatuaggio, al massimo in lingua inglese, per dare un tono di internazionalità alla propria figura giuridica.

 

  1. I CALZINI, GEMELLI ED ALTRE AMENITA’

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Per il nostro amico con leggere inclinazioni feticiste o per chi proprio non resiste al fascino dei calzini sui sandali, c’è un modo per ostentare la propria appartenenza a Giurisprudenza: per soli 5€ eBay mette a disposizione un paio di calzini giuridici che, se mostrati, fanno scappare piangendo i venditori abusivi di Via Scarlatti. Bisognerebbe acquistarli solo per questo.

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I gemelli sono poi il tocco di classe da esibire solo in occasioni formali. Tradotti in Spagnolo, Italiano ed Inglese, soddisfano i gusti più esigenti e regalano quel tocco di classe anche sul proprio abito formale.

 

  1. IDENTITA’ FACEBOOK

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Giurisprudenza è un po’ come una famiglia. E, come in famiglia, si adotta il cognome dei propri genitori. E così nascono i vari “Peppe Giurista”, “Giovanni Giurista”, “Martina Giurista” e simili.

La bacheca è invece una summa di citazioni giuridiche, condivisioni dal gruppo “il Giurista in crisi” e massime ciceroniane sulla iustitia e sulla iurisprudentia. Eventuali vizi di forma sull’ignoranza latina dello scrivente si considerano sanati automaticamente al primo like.

 

  1. LA COVER

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Il meglio. Il top dei top. La cover mostra la personalità, le passioni, le inclinazioni del suo possessore.
Ce ne sono di tutti i tipi, il sito Juriscover è la boutique del vero giurisperito. Il regalo perfetto per l’anniversario con la propria amata, innamorata e persa nella contemplazione del proprio moroso intellettuale.

La scelta è però ardua e la legge non aiuta: meglio coprire il dorso del proprio iPhone con la copertina del Codice di Procedura Civile? Oppure l’evergreen Codice Civile? Troppo banale? Allora Diritto Notarile?
Nel dubbio, meglio comprarle tutte. Non si sa mai.

 

  1. LA STATUA

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Questa è solo per portafogli grossi, inarrivabile per i più.

Millecinquecento euro per una raffigurazione in dimensioni reali della Dea Giustizia. Un bambino di plastica alto un metro e cinquanta da piazzare nella propria stanza.
Perfetto per i selfie giuridici di Facebook o per convincere il professore che, dopo la settima volta, l’esame di Diritto Privato dovrebbe essere usucapito.

 

  1. IL GIOCO DELL’OCA CIVILE

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Signori, siamo in presenza di un genio.
La Storia ha premiato illustri giuristi come Pisanelli, Pessina, Rocco, Guarino, Tesauro e tanti altri. Noi tutti ci auguriamo che un giorno anche chi ha ideato questo gioco abbia una strada intitolata a suo nome.

(Crediti a “Lo studente di giurisprudenza di merda” per questa immagine!)

 

  1. L’OROLOGIO DELLA GIUSTIZIA

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Altra meraviglia trovata su eBay per soli 15€, alla faccia dei cinesi che vendono patacche alla ferrovia. Perfetto per calcolare prescrizioni e decadenze. Sembra che un assistente abbia venduto un esame in cambio di questo magnifico orologio: da provare con Economia Politica. 

 

  1. IL GIOCO ALCOLICO “QUERELA”

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Purtroppo disponibile solo in versione Common Law in inglese, ma già il titolo promette grandi cose. Non si conoscono le regole e non si sa se siano già applicabili senza una conversione in versione Civil Law. Aspettiamo che sia recepito nel nostro ordinamento, per poterne raccontare gli effetti sugli esami di Procedura Civile.

 

Non ci sono però dubbi che questa sia solo una classifica parziale: attendiamo la vostre pronunce dottrinali per ampliare l’elenco.

 

-Federico Quagliuolo

Author: Federico Quagliuolo

Diplomato al Liceo Sannazaro, ora studio Giurisprudenza all'Università Federico II. Amo i gatti, la fotografia, la Vespa e il Napoli. Finalista nel 2011 e 2012 per il premio nazionale di giornalismo Alboscuole, ho lavorato per numerose testate locali, fra cui Il Denaro e l'Inchiesta Napoli. Innamorato dei segreti e delle leggende antiche, condivido la mia passione sul mio sito web, Storie di Napoli. Sognando di poter diventare un giorno un bravo scrittore, mi ispirano le Vite di Guccini ed i romanzi di Ferdinando Russo. Leggimi su www.storiedinapoli.eu!

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