LAUREATI: E ADESSO?

Cinque anni di studio intenso. Cinque anni di esami infiniti, di giornate in aula studio e di corse contro il tempo. Cinque anni di imprecazioni contro i mezzi pubblici, stress da fuori sede e ore spese a chiedersi dove sarà la fine del tunnel.

Ma adesso che il gioco è finito che si fa?

Non appena tolta la corona di alloro, cominciano un po’ per tutti i dubbi amletici. Certo l’essersi laureati dà un’aurea divina o, se volete, patrizia da sfoggiare con gli amici che ancora non lo sono, ma è sempre meglio darsi da fare, altrimenti si rischia di scontarla a caro prezzo nel caso in cui altri amici, appena laureati, dovessero trovare un impiego prima di voi.

Ecco quindi alcuni suggerimenti ed esperienze dei neolaureati di StudentiGiurisprudenza.it.

Partiamo dalla fine. Quali sono gli errori che i neo laureati fanno più spesso secondo te?

Per Claudio Minichino,25 anni, laureato a marzo con 105, l’errore è quello di parcheggiarsi nei vari master :“entrando nel mondo del lavoro ho capito che i master e i corsi di specializzazione sono un qualcosa che deve venire dopo l’aver avuto un contatto col mondo professionale, dopo aver capito per cosa si è più inclini. I grandi studi e le società di consulenza non cercano studenti pluridecorati, ma ragazzi che abbiano fatto già esperienze di lavoro, che abbiano preso parte a progetti ed associazioni”. Per Gianluca Flammia, laureato anche lui a marzo con 108,l’errore principale è quello di essere indecisi: “quello che conta è essere determinati”. Raimondo Iusto,23 anni, 110 e lode lo scorso luglio risponde così: “l’unico vero errore a mio avviso è l’essere inattivi o aspettare che altri scelgano per noi la nostra strada.” Diversamente per Antonio Di Costanzo, 110 e lode a marzo e 25 anni compiuti da qualche giorno, lo sbaglio è :“pensare di essere arrivati, di meritare un’indipendenza economica nell’immediatezza. In realtà la laurea è semplicemente il biglietto d’ingresso per un mondo sconosciuto”.

 

-C’è stato un momento durante la tua carriera universitaria in cui ti sei sentito ‘spaesato’? Come hai fatto a superarlo?

Per Claudio i primi anni di università non sono stati semplici: “dopo la prima bocciatura, diritto privato ,ho iniziato a studiare in gruppo e a frequentare l’associazione…Lì ho trovato entusiasmo e sicurezza” Stesso discorso per Gianluca che al primo anno non sapeva bene come orientarsi, ma : “l’esperienza aiuta” . Anche Antonio dice: “senza dubbio il primo semestre. Con il tempo ho iniziato il mio percorso con SG.it e ti assicuro che il cambiamento è stato notevole”. Per Raimondo è andata in maniera diversa: “mi sono sentito spaesato tutte le volte ci hanno scoraggiato nello studio, allegando come motivazione la presenza di un mercato totalmente saturo. Ero un po’ sfiduciato, ma poi mi sono reso conto che il mercato del lavoro è difficile per tutti ed in tutti i settori quindi è meglio rimboccarsi le maniche e cercare di emergere.”

-C’è stato un ostacolo o un esame particolarmente difficile da superare per te?

Claudio: “Diritto privato…Non avevo capito praticamente nulla sul modo di studiare, nonostante avessi già portato a casa qualche 30 negli esami di storia e filosofia…poi ho capito che il diritto è un’altra cosa”.  Per Raimondo: “il primo e più grande scoglio è stato l’esame di diritto privato per il fatto che, per la prima volta, si capisce che si deve necessariamente acquisire un metodo, piuttosto che possedere una buona memoria, anche se gli esami più complessi sono altri”. Senza troppe remore, Gianluca afferma: “sicuramente commerciale”. Antonio, invece, racconta che lo scoglio più grande per lui è stato l’ultimo esame : “era un esame a scelta, ma il calo di concentrazione e di tensione lo resero un ostacolo quasi insormontabile”.

-Cosa rifaresti e cosa non rifaresti di questi cinque anni di università?

Raimondo: “Non rifiuterei voti che non mi avevano soddisfatto. Rifarei il lavoro part-time all’interno dell’Università, l’attività associativa, di rappresentanza e le esperienze dell’Erasmus(9 mesi in Spagna, 6 mesi in Rep. Ceca). Ha cambiato il mio modo di vedere l’Università”. L’Erasmus d’altra parte è un tasto dolente per Gianluca, come per Claudio, che dice: “non l’ho fatto e me ne pento ogni giorno della mia vita! Rifarei l’associazionismo, ma non rifarei diritto privato”. Gianluca: “Rifarei tutto quello che ho fatto perché mi è servito a crescere, soprattutto l’associazionismo” . Dello stesso avviso è anche Antonio: “risposta scontata, ma rifarei tutto”.

-Sapevi già cosa fare dopo la laurea? C’è stato qualcuno o qualcosa che ti ha aiutato a decidere?

“L’avvocato d’affari o  l’avvocato d’impresa mi ha sempre stimolato. Così mi sono laureato con una tesi in diritto penale dell’economia avente ad oggetto l’usura bancaria”, ricorda Claudio. Mentre Gianluca: “ho sempre avuto le idee chiare. Volevo fare l’avvocato da sempre. Ho scelto quello che più mi piaceva”. Antonio dichiara : “premetto che ho sempre creduto nella settorializzazione delle competenze e fortunatamente ho sempre avuto le idee chiare. Con gli esami opzionali ho provato a dare un’identità alle mie conoscenze”. Raimondo, appena laureato dice: “Non so cosa fare e tutt’ora sono indeciso, ma ho capito che bisogna captare quante più informazioni possibili e scegliere poi, consapevolmente, la strada più adatta a sé”

-Com’è stato l’inserimento nel mondo del lavoro?

L’inserimento per Claudio è stato particolare. “Decine di colloqui a Milano, tanti che ti vogliono sfruttare, ma tutto sommato il bilancio adesso è positivo”. Gianluca: “io sono rimasto a Napoli. È stato complicato, ma ora mi trovo bene. Ho scelto considerando le possibilità di crescita”. Neppure per Antonio è stato semplice trovare uno studio specializzato in materia fallimentare: “sono stati fondamentali però i consigli degli amici e dei professori durante gli ultimi due anni”.

-Cosa fai ora? Sei soddisfatto o vorresti fare altro?

Claudio risponde così: “cosa faccio adesso è un po’ complicato da spiegare. Ho iniziato subito dopo la laurea a fare uno stage in una delle società di consulenza più grandi al mondo, mi occupavo di gestire i crediti non più performanti di alcuni istituti di credito. Prima che terminasse lo stage, ho iniziato a collaborare con una Law firm italiana. Si tratta di uno di quegli studi all’americana con oltre 100 avvocati. Faccio consulenza per uno dei più importanti istituti bancari italiani e indico alla banca quali sono i modi migliori per gestire giudizialmente e stragiudizialmente. Se sono soddisfatto? Direi proprio di sì: sono fra i pochi fortunati ad avere un reddito subito dopo la laurea e mi occupo di cose interessanti. Per ora mi focalizzo su quello che sto facendo e mi impegno per preparare l’esame di abilitazione.” Gianluca lavora in uno studio associato a Napoli: “mi occupo della parte civile e sono costantemente assistito. Sto imparando tanto e va bene così”. Attualmente Antonio, come Gianluca, lavora in uno studio: “faccio praticantato forense presso uno studio legale specializzato in materia di diritto societario e fallimentare; faccio tirocinio giudiziario con un magistrato del c.d. Tribunale delle Imprese di Napoli. Mi piace molto, ma c’è anche la possibilità di un altro lavoro a Milano in uno studio specializzato in diritto commerciale”

-Hai qualche consigli per le nuove matricole?

Gianluca raccomanda: “ studiate con cognizione. Studiate per capire e individuate gli ambiti che vi piacciono di più, perché tutto questo un giorno vi servirà nella pratica”. “Puntate in alto, siate curiosi .Sfruttate ogni occasione per allargare il vostro bagaglio di conoscenze”, consiglia Antonio. Per Raimondo conta anche essere veloci: “cercate di laurearvi nel più breve tempo possibile. Scegliete il progetto di tesi in materie che siano oggetto della vostra professione futura. Formate gruppo: che sia un’associazione, un gruppo studio o un gruppo svago, perché questi cinque anni di studio sono in realtà essi stessi il periodo più bello della vostra vita”.  Infine Claudio :“sappiate che state scegliendo un percorso accademico dove si studia tantissimo, sappiate che non c’è lavoro per tutti e che chi ce l’ha lo trova tardi e poco remunerativo. Abbiate consapevolezza di quello che vi aspetta, armatevi di tanta buona volontà e guardate meno telefilm americani che parlano di avvocati…quella è fantascienza!” 😉

 

-Caterina Bracciano

Author: Caterina Bracciano

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