La senatrice Finocchiaro in visita alla Federico II: “le riforme? Siamo nel caos”

 16 Dicembre 2013: Anna Finocchiaro, senatrice e presidente della commissione affari costituzionali, incontra noi studenti del primo anno ( I e II cattedra). Partecipano alla conferenza la professoressa Giovanna De Minico, titolare della V cattedra di costituzionale nonché organizzatrice dell’incontro e il professor Massimo Villone, titolare della I cattedra di costituzionale.

La senatrice esamina una questione particolarmente delicata, ovvero l’acceso dibattito sulle Riforme istituzionali. Attualmente tale questione è il perno dell’azione politica del governo Letta, teso a garantire una maggiore governabilità e, in particolare, una maggiore tempestività della decisione politica. A questo punto scendono sul campo, da un lato i conservatori, volti a preservare la costituzione e le sue istituzioni, dall’altro i sostenitori di un riformismo radicale, indirizzati in verso opposto. Oggi sembra volgere tutto a favore dei riformisti.  Si parla di tagli ai costi della politica e la conseguenza più evidente di questo disegno è mutare l’istituzione parlamentare in un sistema monocamerale!  Se è vero che è necessario sollevarsi dalla crisi economica, è altrettanto certo che il sistema bicamerale funziona come una maggiore garanzia di controllo e rappresentanza. Le conseguenze di tale cambiamento appaiono ora sfumate da un pesante velo di incertezza e ambiguità.

Restando sulla questione delle riforme consideriamo la Riforma Elettorale.

La Finocchiaro si è soffermata sul processo parlamentare che avrebbe dovuto portare alla realizzazione di due progetti: una legge elettorale transitoria, eliminando i profili di incostituzionalità in modo tale da tutelare l’elettore per un possibile ritorno alle urne, e una legge elettorale conseguente e definitiva. Nulla di tutto ciò ha trovato realizzazione, è infatti intervenuta la corte costituzionale a dichiarare i due profili di illegittimità: premio di maggioranza senza soglia minima per accedervi e le liste bloccate, ovvero l’impossibilità per il lettore di esprimere una preferenza. Corre l’anno 2013 e sono ben 8 anni che il nostro paese vota con il Porcellum (denominata in tal modo non casualmente), ben 8 anni che una parte della popolazione è sovra rappresentata  e l’altra non vede riconosciuta a pieno o per nulla le sue idee in un organo che è stato concepito come l’espressione più elevata della Democrazia!

Al ragazzo che in aula ha chiesto alla Finocchiaro:”com’è possibile tutto questo? la Senatrice con apprezzabile sincerità risponde:”In quel momento conveniva a tutti, parliamoci chiaro”.

Tale affermazione cela una verità disastrosa: una crisi dei valori, una crisi della democrazia, una crisi della politica. Una ferita profonda e forse non sanabile con riforme istituzionali. Come sostiene il professor Villone, le problematiche non derivano da complicazioni di tipo tecnico-formale, risolvibili per l’appunto con le stra nominate “riforme”, ma le cause sono politico-sostanziali.

Sarebbe importante scendere in piazza ed ascoltare le persone: i disoccupati, i precari, i ragazzi e le loro incertezze per il futuro! Un confronto diretto potrebbe rappresentare un punto di partenza per trovare, da un lato soluzioni di prima necessità e, nel contempo, lavorare per le grandi riforme avendo come fonte ispiratrice i nobili principi sanciti dalla costituzione.

La senatrice avrà certamente captato dall’aula Coviello un clima di profonda tensione: delusione, rabbia ma anche e soprattutto la speranza di chi non vuole afferrare una laurea e scappare quanto più lontano possibile dall’Italia (decisione più che comprensibile), ma di chi vuole restare per riappropriarsi dei valori perduti ed aiutare questo paese a risollevarsi.

 

Luisa Quaglia

Author: StudentiGiurisprudenza.it

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