La salute è il primo dovere della vita – Focus sul Servizio Sanitario Nazionale

Scritto da Giusy De Rosa

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della
collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato
trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i
limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Così recita l’Articolo 32 della Costituzione. Compito della Repubblica è, dunque, quello di creare
condizioni affinché le persone possano esercitare il diritto ad ottenere la tutela della propria
salute. Ed è, infatti, proprio questo il motivo conduttore che fa da origine alla sentita necessità di
garantire l’accesso di tutti i cittadini alle prestazioni sanitarie: l’istituzione del Servizio Sanitario
Nazionale.

Il Servizio Sanitario Nazionale è stato istituito con la legge n. 833 del 23 Dicembre 1978,
meglio conosciuta come legge di riforma sanitaria.

Da un punto di vista strettamente funzionale il Servizio sanitario nazionale rappresenta
quell’insieme di strutture e servizi che hanno come scopo precipuo quello di garantire a tutti i
cittadini, in condizioni di uguaglianza, l’accesso universale all’erogazione equa delle prestazioni
sanitarie. I principi fondamentali su cui getta le basi il SSN sono l’universalità, l’uguaglianza e
l’equità.

In merito, invece, alla sua struttura esso si presenta costituito dai vari servizi sanitari e regionali,
dagli enti e istituzioni di rilievo nazionale e dallo Stato, tutte volte a garantire la salvaguardia della
salute intesa come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività nel rispetto della
dignità e della libertà della persona umana.Naturalmente, in questo quadro tracciato assume rilievo
la collocazione di consequenziale centralità del malato che diventa un “truismo”.

“Mettere al centro il malato quindi è un ideale che appartiene al genere antropocentrico
proponendosi, nei confronti della sanità tutta, come una regola paradigmatica da seguire. Quale
ideale esso significa:
-derivare dal malato tutto quanto di cui egli necessita
-fare del malato l’unico vero riferimento del sistema sanitario
-che tutto quanto è sanità è funzione del malato e dei suoi bisogni
-che il malato diventa la misura della sanità assunta in tutte le sue componenti.
Oggi tra l’idea di sanità e l’ideale della centralità del malato vi è praticamente un abisso.”

Tradotto in termini giuridici, “la centralità del malato si estrinseca in una serie di diritti esercitabili
da parte dei singoli cittadini e che rappresentano dei doveri per tutti gli operatori sanitari, dal
medico a chi programma l’assistenza territoriale.I diritti principali sono:
-libertà di scelta del luogo di cura
-diritto ad essere informato sulla malattia
-diritto ad essere informato sulla terapia e opporsi o dare il consenso (consenso informato)
-diritto del paziente di “essere preso in carico” dal medico o dall’équipe sanitaria durante tutto il
percorso terapeutico
-diritto alla riservatezza
-dovere della programmazione sanitaria di anteporre la tutela della salute dei cittadini (che
rappresenta il motivo principale dell’istituzione del SSN) a tutte le scelte, compatibilmente alle
risorse economiche disponibili.”[1]

La legge n° 833 del 23 Dicembre 1978 con l’istituzione del SSN si presenta, dunque, come un vero
e proprio presidio del diritto alla salute.

[1]Citazioni da quotidianosanita.it

Author: Rossella Giuliano

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