La Rubrica del pendolare

Avevo intenzione di soffermarmi sugli aspetti positivi di questa facoltà,ma più ci pensavo e più mi si affacciavano alla mente esperienze negative e pensieri da condividere con altri studenti.
Chi vi sta scrivendo è una fuorisede e dunque, come tale, ben conosco tutti i disagi che comporta tale situazione e per darne voce vi racconterò la mia giornata.
Sveglia alle 6 del mattino, corsa frenetica verso la stazione e avendo una lezione alle 8 e 30 bisogna ritenersi fortunati se si arriva a Napoli alle 9, penserete che un po’ di ritardo non sia qualcosa di poi così terribile ma è il contrario: dopo un viaggio durato circa un’ora, traffico permettendo, si arriva in aula. Sperate di non essere il primo giorno altrimenti la ricerca dell’aula diventerà qualcosa di ancora più difficoltoso, si entra soddisfatti per il ritardo del prof non qualcosa di sporadico ma una vera routine e davanti a voi si presenterà uno scenario inatteso: una giungla umana impazzita. Gli animi dei presenti sono piuttosto surriscaldati in primo luogo per il gran caldo presente in aula, e in secondo luogo come per i posti a sedere: file e file di sedie sono occupati da studenti fantasma e ne tantomeno è contemplabile l’ipotesi di occuparne uno di essi: inneschereste una vera rivolta e poi… eccolo li, il magnifico posto a terra che ti aspetta, dopo due ore passate a chiederti quando passerà quel supplizio,la lezione è finita,si attende un foglio delle firme che ovviamente non arriverà mai e, con la delusione in tasca, ti avvii verso un posto più sicuro: l’aula studio del secondo piano. Anche li la ricerca di un posto è piuttosto ardua ma una volta trovato ecco che cominciano le sedute di sudorazione istantanea. Inutile parlarvi del tanfo che c’è e quindi, fiducioso nel ricambio d’aria, ti accingi alla finestra per poterla aprire e con tua sorpresa scopri che sono state progettate male perché non c’è alcun supporto per mantenerle e l’unico sistema per farlo è usando il sistema ad “evidenziatore”.
Si, avete capito bene: ad evidenziatore. Posizionando per l’appunto un evidenziatore tra il davanzale e la finestra si riesce a sorreggerla. Le cose poi si complicano di gran lunga quando si avvicina il momento dell’esame che coincide con il ricevimento e la segreteria. Partiamo con l’esame dunque, l’ansia che ti assale, la sensazione che ti contorce lo stomaco, le aspettative su quella data che si avvicina,e ancora ansia e poi ansia e poi ansia perché si è a conoscenza della data d’esame, ma non il giorno effettivo perché la divisione in matricole per ogni professore è cosa troppo ardua da affrontare e dunque,si va alla cieca,vedete folle di studenti spaesati di fronte alle bacheche in cerca di una risposta o magari riuniti cercando di fare assurde previsioni sul giorno in cui potrebbero affrontare l’esame, ma la verità è che la facoltà di giurisprudenza è bella per la suspense: fino al giorno prima,se non addirittura il giorno stesso non si sa niente. Cercando di auto controllarsi allora,si va al ricevimento dall’assistente. Ci si avvia verso la saletta predisposta al ricevimento si attende dalla mezz’ora all’ora e poi si scopre che l’assistente quel giorno non verrà perche pochi minuti prima ha chiamato per annullare l’incontro. Afflitto e angustiato, tu che vieni da fuori devi ritornare un altro giorno, ma questa volta vuoi essere previdente,vuoi giocare di anticipo.
Allora chiami in segreteria e finalmente speri di parlare con qualcuno di competente che ti illumini sulle abitudini dei prof, ma la risposta che spesso si ha è testuali parole: ”eh che ne sacci”. Ti fanno parlare con un’altra persona che nel modo più professionale possibile spiega che date d’esame e orari di ricevimento sono cose che esulano dalla proprie competenze. Sconfitto ancora una volta ti rassegni che forse le cose in questa università funzionano così. Ma rassegnazione non è una parola che appartiene agli studenti,insomma frequentiamo una delle università più prestigiose d’Europa, e allora la soluzione è scappare per andare in altre università statali nel resto d’Italia che non hanno lo stesso prestigio ma che eccellono in organizzazione?
Migliorare la condizione in cui si persevera non è impossibile: l’unica cosa che chiediamo è rispetto e correttezza per poter poi dire che Alla Federico II di Napoli, dipartimento di giurisprudenza, le cose funzionino.

-Federica Granata

Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

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