La protezione dei testimoni di giustizia,una svolta di civiltà

 Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici.La mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci”.

-Rita Atria

Molti di voi conosceranno Rita Atria, una diciassettenne siciliana come le altre nel 1991, che però con le sue deposizioni permise l’arresto di numerosi mafiosi. Fu proprio il suo ruolo di testimone di giustizia ad allontanarla dalla Sicilia per portarla in un palazzo “sicuro” a Roma, dal quale deciderà di gettarsi, venuta a conoscenza dell’omicidio del “suo” giudice Paolo Borsellino.

Il 21 dicembre 2017 il Senato, con l’approvazione unanime al ddl n. 2740 di riforma del d.l. n. 8/1991 e della l. n. 45/2001, dà una speranza ai e alle Rita Atria di oggi.

La normativa innanzitutto permette una più netta distinzione tra testimoni di giustizia (“testimone di giustizia è colui che: rende, nell’ambito di un procedimento penale, dichiarazioni dotate di fondata attendibilità intrinseca e rilevanti per le indagini o il giudizio”, inoltre non deve essere stato condannato per delitti connessi e non deve aver tratto profitto dal contesto criminale su cui testimonia) da quella dei collaboratori di giustizia (che fanno invece parte di organizzazioni criminali e che quindi sono in grado di fornire informazioni utili per lo svolgimento delle indagini, ottenendo in cambio benefici di varia natura).

Fondamentale anche l’istituzione della figura del referente,ossia «il tramite con le istituzioni preposte alla sua tutela, così da chiudere quel vuoto tante volte lamentato dai testimoni che rimanevano abbandonati a se stessi», aggiunge Gaetti, vicepresidente della Commissione Antimafia.

La normativa dispone inoltre l’ampliamento e la personalizzazione delle misure di vigilanza, tutela fisica e sostegno economico e di reinserimento sociale e lavorativo. Soprattutto viene privilegiato il mantenimento del testimone di giustizia nella località di origine, così da non renderlo più un esule, ma un cittadino finalmente protetto da uno Stato che ne riconosce il valore e ne tutela le esigenze.

Come ha affermato il presidente nazionale di Libera, Don Luigi Ciotti: “i testimoni di giustizia sono portatori di verità e costruttori di giustizia, persone che mettono in gioco se stesse, la propria dignità, la propria vita e quella dei loro famigliari per un interesse collettivo, per il bene comune del nostro Paese.”

 

-Francesca Caruso

 

Author: Caterina Bracciano

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