LA FACOLTA’ DEL PRESIDENTE (con video integrale della visita di Napolitano)

Al di là delle polemiche che questa visita ha creato tra gli studenti della facoltà ed i rappresentanti (che affronteremo in separata sede) credo che una riflessione sulle parole del Capo dello Stato sia necessaria.
A breve pubblicheremo anche le riflessioni personali della consigliera Isabella Esposito.
Raimondo Iusto


La facoltà del Presidente
di Alessandro Mario Amoroso

Il Presidente della Repubblica Napolitano sceglie Napoli, e sceglie la facoltà di Giurisprudenza della Federico II, per proseguire il percorso istituzionale che ha accompagnato questo lungo anno di festeggiamenti per il 150esimo anniversario dell’Unità del Paese. Sceglie la sua città e sceglie la sua facoltà, dove si è laureato sessantaquattro anni fa, per tornare a parlare all’Italia tutta, nel suo ruolo di garante e rappresentante dell’unità nazionale.
L’allestimento è quello delle grandi occasioni, nell’aula Pessina della sede storica dell’Università Federico II. Ma non c’è da sorprendersi che i toni si facciano a tratti confidenziali, quasi paterni nei confronti dei ragazzi che lo ascoltano e che hanno scelto il suo stesso percorso di studio. Il Presidente risponde alle domande e coglie l’occasione per lanciare messaggi coraggiosi e scandire moniti incisivi. Risultato: una pregiata lezione di Politica, nel significato più elevato e nobile della parola.
Si concludono così, con gli onori di uno dei suoi più illustri studenti, gli incontri introduttivi allo studio del Diritto, organizzati dalla Facoltà di Giurisprudenza a preambolo dell’apertura dell’anno accademico, e dedicati nella loro ultima edizione a “La costituzione repubblicana: l’ordinamento e il progetto dell’unità d’Italia”. Un evento di forte risonanza, che tuttavia ha visto accantonare la prassi dei rigidi cerimoniali delle celebrazioni, ed è stato invece peculiarmente incentrato sul botta e risposta con gli studenti e i docenti di Giurisprudenza.
A farsi portavoce del corpo studentesco sono stati i consiglieri di facoltà Isabella Esposito, Tommaso Pellegrino e Carmine Russo, che non si sono lasciati sfuggire l’occasione di interrogare il Presidente Napolitano portando l’attenzione su tematiche delicate quanto urgenti, e offrendo gli spunti per ampie osservazioni.
Dapprima Isabella Esposito ha messo in rilievo l’esigenza di una rivalutazione del ruolo della donna nella società contemporanea, in particolare del nostro Paese: tema di scottante attualità, su cui il Presidente ha espresso profonda amarezza proprio in riferimento al mondo politico, ancora oggi quasi totalmente chiuso alla partecipazione femminile.
A Tommaso Pellegrino, cui è toccato il difficile compito di esprimere la sfiducia nelle istituzioni, ormai dilagante nelle nuove generazioni, Napolitano non ha esitato a rispondere toccando questioni concrete che animano i dibattiti politici di questi giorni, prima fra tutte quella dell’attuale legge elettorale, in cui ha con convinzione indicato la causa del distacco tra elettori ed eletti e la matrice di una classe politica irresponsabile.
A chiusura delle sue riflessioni, il Presidente ha risposto a Carmine Russo, in merito a quali prospettive future debba attendersi uno studente universitario e a cosa debba aspettarsi dall’università: preparazione professionale e formazione personale, che danno agli studenti italiani la straordinaria forza d’animo di cui sono testimoni in patria e all’estero.
Con la stessa chiarezza e risolutezza sono poi giunte le risposte agli interrogativi sollevati dal Prof. Massimo Villone e dal Prof. Carmine Donisi. Una chiarezza e una risolutezza che, a dire il vero, hanno mosso nei giorni successivi gli acquitrini del dibattito politico, in particolare per la decisione con cui il Presidente, come mai aveva fatto finora, ha spazzato via i falsi miti di quelle forze politiche che, evidentemente a digiuno di diritto e Costituzione, gridano alla secessione e all’autodeterminazione del popolo sovrano.
Ma forse è proprio nell’ultima risposta che il nostro Capo dello Stato ha voluto lasciare un messaggio, non solo ai presenti, ma a tutta la società civile: “Certe volte io sento aleggiare il dubbio che sparisca la materia del contendere e che la politica si appiattisca in una sorta di unanimismo. Credo che l’Italia questo pericolo non lo corra”. Possiamo ben confidare che il Presidente, con la coscienza dello Stato che ha contraddistinto il suo mandato e con il suo costante impegno a salvaguardia della Costituzione democratica, abbia contribuito in modo determinante ad allontanare quel pericolo, tornando ad infondere, con il suo vivo esempio, la fiducia nelle istituzioni di cui la nostra società, e in primo luogo la nostra generazione, ha urgente bisogno.

 

Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

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