La cattolica Irlanda dice si ai matrimoni gay.

IL 22 Maggio l’Irlanda è stata chiamata a votare il referendum per riconoscere i matrimoni gay, l’affluenza è stata del 60, 5 % e oltre il 62% ha  votato Sì. Esito che non lascia sorpresi in quanto già i sondaggi mostravano la chiara vittoria dei sì. Sono 21 i paesi che in tutto il mondo hanno legalizzato le unioni civili (Danimarca, Olanda, Belgio, Spagna, Francia, Canada, Sudafrica, Norvegia, Svezia, Slovenia, Portogallo, Inghilterra, Galles, Islanda, Argentina, Uruguay, Nuova Zelanda, Finlandia, Messico ,Brasile e USA in 38 stati), ma l’Irlanda è il primo paese al mondo a scegliere con un referendum. Sembra impossibile se solo si pensa che circa vent’anni fa è avvenuta la depenalizzazione dell’omosessualità come reato.

Già nel 2010 in Irlanda ci fu l’approvazione delle unioni civili, con il referendum del 2015 invece è stato chiesto ai 3,2 milioni di  irlandesi con diritto di voto di rispondere a una semplice domanda: volete che sia emendato l’articolo 41 della Costituzione del 1973 con l’inserimento di una nuova clausola? Clausola che recita: “il matrimonio può essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso”.    In seguito ai risultati del referendum John Lyons, parlamentare irlandese apertamente gay, ha affermato: “se il sì ha vinto è dovuto in larga parte alla mobilitazione dei giovani elettori. Il che dimostra come una piccola isola, ai confini dell’Europa e sulla rotta dell’America, può essere un faro di luce nel mondo”. Anche l’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, è intervenuto e ha affermato che: “ la Chiesa in Irlanda deve fare i conti con la realtà(…). Ci dobbiamo fermare, guardare ai fatti e metterci in ascolto dei giovani”.                                                                                          11267717_10205658907384733_1045751071_n

 E in Italia?                                                                                                                                                                                         Sono ancora 9 i paesi dell’Unione Europea che non hanno nemmeno una legislazione sulle unioni civili e il nostro paese fa parte di essi. In seguito al referendum irlandese sono state rilasciate diverse dichiarazione dai politici italiani, Alfano ha sostenuto “si alle unioni no all’equiparazione con il matrimonio”. La Boldrini attraverso Twitter ha scritto: “Dall’Irlanda una spinta in più. È tempo che anche l’Italia abbia una legge sulle unioni civili. Essere europei significa riconoscere i diritti”.A seguito del referendum irlandese ci chiediamo : l’Italia è pronta per questo cambiamento? Da uno degli ultimi sondaggi su questo tema (Demos, ottobre 2014) emerge che il 55 % degli italiani sarebbe favorevole ai matrimoni omosessuali.

-Fortuna Orabona

Author: Fortuna Orabona

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