La Cassazione nega la correlazione tra vaccini ed autismo

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 19699 del 2018, si è nuovamente pronunciata in merito al nesso causale tra somministrazione dei vaccini ed insorgenza dell’autismo[1]: il suo sindacato di legittimità si è soffermato sulla sentenza di rigetto della Corte d’Appello di Napoli(confermativa della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Napoli), la quale ha visto soccombente un padre che aveva avanzato al giudice di prime cure richiesta di condanna del Ministero della Salute al pagamento di un indennizzo per danni irreversibili causati dalle vaccinazioni, a norma della legge n.210 del 1992(rubricata “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati“).

Il ricorrente[2]lamentava il nesso di causalità tra la sottoposizione del figlio, nel 2001, alle vaccinazioni obbligatorie Cinquerix(contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, haemophilus influenzae b)ed Engerix B(contro l’epatite B)e l’insorgenza in quest’ultimo della sindrome autistica, diagnosticata peraltro 2 anni dopo la profilassi.

La pronuncia in doppia conforme della Corte d’Appello(di esclusione della correlazione tra vaccini ed autismo)è stata impugnata dal cittadino campano contestando “l’errata comprensione della problematica“, “la mancata valutazione degli studi scientifici” e “la mancata indicazione delle possibili cause alternative della patologia“: è stato denunciato, in definitiva, il vizio di motivazione, qualificata non conforme al diritto ma “politica e filosofica“, avendo accolto i risultati della perizia presuntivamente parziale del consulente tecnico[3].

Questa perizia, nel negare il legame eziologico tra i due eventi, aveva ripercorso lo stato della letteratura scientifica e compiuto l’excursus del caso concreto: con riguardo al primo punto, evidenziava che l’incidenza di reazioni avverse ai vaccini somministrati a danno del sistema nervoso è qualificata non comune ovvero rara; con riguardo al secondo punto, denotava che, anche a distanza di anni, l’esito della risonanza magnetica all’encefalo era negativo e che non erano documentati ricoveri o visite per verificare l’emersione di reazioni allergiche ai vaccini iniettati[4].

La Suprema Corte ha(per la terza volta consecutiva)rigettato il ricorso del soccombente giudicando infondato il vizio della sentenza asserito[5], in quanto la valutazione del giudice(e la stessa concessione dell’indennizzo previsto dalla legge)deve essere compiuta secondo un criterio di ragionevole probabilità scientifica: mentre la relazione del consulente tecnico aveva dimostrato con un certo grado di evidenza l’impossibilità nel caso concreto di affermare la correlazione tra vaccini ed autismo, il cittadino non aveva prodotto prove che suffragassero una tesi non meramente teorica, determinandone la non plausibilità biologica; inoltre, considerando lo stato attuale della ricerca richiamato dalla dibattuta perizia e le cause alternative della patologia che la Corte d’Appello non avrebbe enunciato, la Corte ha sottolineato che sindrome autistica e patologie affini sono malattie complesse la cui origine è ancora ignota ed i cui fattori ulteriori e diversi rispetto al patrimonio genetico sono oggetto di studi in itinere.

Ma com’è sorta la convinzione, dilagante in una parte della società odierna, che sia configurabile un nesso di causalità tra la somministrazione vaccinale e l’emersione dell’autismo?

Nel 1998 fu pubblicato sull’autorevole rivista medica britannica Lancet uno studio, firmato dall’ex ricercatore Andrew Wakefield e da altri coautori, riportante i casi clinici di alcuni bambini(a dir la verità un campione assai esiguo), ricoverati presso il reparto di gastroenterologia del Royal Free Hospital di Hampstead, i quali nell’arco di 14 giorni dalla somministrazione del vaccino trivalente MMR(avverso morbillo, orecchioni e rosolia)avrebbero contratto una sindrome descritta come una combinazione di patologie infiammatorie intestinali ed “autismo regressivo“, caratterizzato dalla progressiva perdita delle capacità linguistico-motorie: la presunta scoperta ebbe notevole rilevanza mediatica, ed il principale fautore giunse a dichiarare nel corso della trasmissione televisiva statunitense 60 Minutes che si stava diffondendo “un’epidemia di autismo[6].

Nel 2004, il giornalista britannico Brian Deer portò alla luce che Wakefield non aveva dichiarato(essendovi tenuto per legge, ricorrendo il conflitto d’interessi)alla redazione del Lancet di aver registrato alcuni prodotti farmaceutici, tra i quali un presunto vaccino sicuro per il morbillo ed un trattamento farmacologico dell’autismo: ciò sarebbe avvenuto nel 1997, dunque durante il monitoraggio dei pazienti; inoltre, retroagendo ancora di 1 anno, questi sarebbe stato investito dell’incarico di consulente dall’avvocato Richard Barr, nel quadro della pianificazione di una class action da intentare in nome e conto di 1600 famiglie per danni irreversibili provocati dalle profilassi.

Nel 2010 il General Medical Council(GMC)[7]avviò un’inchiesta, portata a compimento dopo 197 giorni, sulla presunta manipolazione fraudolenta dei dati clinici operata dal ricercatore: l’esito fu che la ricerca fu giudicata ufficialmente artificiosa, lo studio venne ritrattato dal Lancet ed a Wakefield fu revocata la licenza per esercitare la professione medica, con conseguente cancellazione dall’albo professionale.

[1]1 anno fa la Suprema Corte si era pronunciata su una vicenda analoga, negando la correlazione tra sindrome autistica ed antipolio Sabin.

[2]Il ricorso contro il provvedimento amministrativo di diniego dev’essere presentato al Tribunale territorialmente competente in funzione di giudice del lavoro, ai sensi degli articoli 413 e 414 del codice di procedura civile.

[3] http://www.repubblica.it/cronaca/2018/07/25/news/cassazione_vaccini_no_nesso_autismo_indennizzo-202642132/

[4] http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2018-07-25/nessun-nesso-vaccini-e-autismo-173801.shtml?uuid=AESz7NSF&refresh_ce=1

[5]Articolo 360 del codice di procedura civile

[6] https://www.sip.it/2017/09/01/autismo-dove-nasce-la-teoria-del-complotto/

[7]Istituzione che nel Regno Unito presiede alla pratica clinica ed ha il potere d’inibire la professione medica a chi viola il codice deontologico.

 

-Rossella Giuliano

Author: Rossella Giuliano

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