La cartolarizzazione: cos’è e come funziona.

Il fenomeno della cartolarizzazione è particolarmente noto in riferimento alla cessione globale dei crediti.

La cartolarizzazione dei crediti dopo un iter parlamentare durato circa un anno, ha trovato ingresso nel nostro ordinamento con la L. 130/1999, modificata dal decreto destinazione Italia (D.L. 154/2013). La diffusione in Italia di tale nuovo strumento di finanziamento di origine statunitense, diffusosi in un primo momento nel Regno Unito e soltanto successivamente negli ordinamenti di civil law, è il frutto della necessità di facilitare lo smobilizzo di masse notevoli di crediti, mediante l’incorporazione in titoli di credito di massa, destinati ad essere per lo più sottoscritti da investitori professionali.  

Attraverso la cartolarizzazione si rende, dunque, possibile creare nuova liquidità, realizzare la pulitura dei bilanci e garantire la crescita del mercato finanziario. L’istituto, tuttavia, non ha avuto un particolare sviluppo nel nostro Paese in ragione della difficoltosa ricostruzione delle maglie essenziali dello stesso , il quale risulta un coacervo di svariati profili di regolamentazione dei mercati finanziari.

Dal d.l.Tremonti (23 settembre 2001, n. 351) il sistema della cartolarizzazione viene impiegato anche per la dismissione dei beni immobiliari, introducendo una procedura di privatizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. In particolare, gli immobili sono trasferiti ad una o più società a responsabilità limitata (c.d. società veicolo), appositamente costituite, che ne finanziano l’acquisto attraverso l’emissione di titoli o mediante finanziamenti acquisiti da terzi. I proventi derivanti dalla gestione e dalla vendita degli immobili sono utilizzati per il rimborso del debito, degli interessi e oneri accessori, delle commissioni ai soggetti terzi e degli altri costi. La ratio dell’operazione Tremonti sarebbe quella di assicurare un’immediata entrata all’erario, assicurando alle società-veicolo un sufficiente lasso di tempo per porre in essere tutti gli adempimenti necessari ai fini di una proficua vendita del bene. L’istituto, però, suscita alcune perplessità, una su tutte: in difetto di una norma di abrogazione espressa tocca evidentemente all’interprete stabilire se siano state implicitamente abrogate tutte le disposizioni precedentemente emanate in materia di dismissioni (le due leggi finanziarie 448/1998 e 488/1999).

Come evidenziato dal Prof. Pietro Virga,la cartolarizzazione dei beni immobili è un’operazione antica di cui si può rinvenire un lontano paradigma nel 1789, in piena Rivoluzione francese, allorquando l’assemblea nazionale, per “monetizzare” immediatamente i beni ecclesiastici che erano stati confiscati, su suggerimento di Taillerand, deliberò di emettere degli “assegnati”, una specie di obbligazioni dello Stato che fruttavano l’interesse del 5%, garantiti con ipoteca sui beni della Chiesa e ammortizzabili in relazione al realizzo dei beni medesimi.

Senza entrare nel merito di discorsi tecnici, al giorno d’oggi è importante rilevare che i titoli cartolarizzati hanno una scadenza e un tasso di interesse ben determinati. Particolari sono poi le modalità di trasferimento del rischio, ma sopratutto attualmente la cartolarizzazione è un’attività soggetta ad una crescita sempre più esponenziale in virtù del suo carattere estremamente duttile.

-Antonia Maria Acierno

Author: Caterina Bracciano

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