La Buona Scuola: manifestazioni e scontri

Venerdì 13 Novembre studenti e professori sono scesi di nuovo in piazza per protestare contro la “Buona Scuola”, la riforma dell’istruzione del governo Renzi. Le manifestazioni si sono svolte in tutta Italia. A Napoli cori, striscioni, petardi e scontri, con feriti, al corteo contro la riforma della scuola , dove quattro giovani e quattro poliziotti sono rimasti coinvolti durante l’azione di alleggerimento che le forze dell’ordine hanno eseguito quando i manifestanti, partiti da piazza del Gesù, si stavano avvicinando a piazza Trieste e Trento per dirigersi verso la sede di Confindustria.

Le immagini degli scontri catturate dal nostro Lucio Toscano e pubblicate sul Il Mattino .

 

Leggiamo sul Mattino: Alla testa del corteo – si apprende dalla Polizia – c’erano giovani che indossavano caschi e scudi di polistirolo. Un folto gruppo di giovani, dopo le tensioni, ha abbandonato il corteo.
Alcune bombe carta sono state esplose nei pressi di Palazzo Reale e Teatro san Carlo. Panico tra i passanti per l’esplosione di petardi e fumogeni, mentre il corteo procedeva verso piazza Municipio. Fumogeni cori e striscioni hanno accompagnato la marcia degli studenti partiti in mattinata da piazza Garibaldi.

Tra i partecipanti alla manifestazione c’erano Federico Ciancio, studente al quarto anno di Giurisprudenze e Simona Marcuse, stundentessa al terzo anno de L’Orientale e membro di “Ex OPG occupato-Je so’ pazzo”(il collettivo che il 2 Marzo ha occupato l’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario NdR.) . Li abbiamo incontrati a una settimana dalla manifestazione e abbiamo raccolto le loro testimonianze.

Ragazzi, contro cosa hanno protestato Venerdì gli studenti di tutta Italia?

Federico:Professori e studenti sono scesi in piazza per protestare contro la Buona Scuola, riforma del Governo Renzi. Il malcontento dei manifestanti riguarda la quasi totalità degli aspetti della riforma:in primo luogo, si contesta -in particolare da parte dei professori- l’accentramento di poteri nelle mani dei “super-presidi” (l’ art. 9 del ddl attribuisce ai dirigenti scolastici il potere di conferire ai docenti della scuola l’incarico triennale, che è rinnovabile. L’articolo afferma che l’incarico al professore è affidato così da “valorizzare il curriculum, le esperienze e le competenze professionali”. Il preside può effettuare anche colloqui per poter scegliere i professori. NdR. ); il ddl prevede che le retribuzioni vengano maggiorate attraverso bonus di merito, che vengono assegnate dal preside insieme a un comitato di valutazione. Il timore è che questi bonus possano creare meccanismi clientelari e ricattatori,a discapito degli insegnanti, degli studenti e dunque della meritocraziaAncora si contestano le agevolazioni fiscali alle scuole paritarie e gli sgravi fiscali per le famiglie che iscrivono i figli alle scuole paritarie.

Simona: Noi abbiamo protestato contro l’alternanza scuola-lavoro. (Il decreto prevede che ogni studente degli ultimi tre anni iscritto a un istituto tecnico o a un istituto professionale faccia 400 ore totali in un’azienda -pubblica o privata- o in un ente. “Passiamo da una lunga fase sperimentale ad un obbligo formale“, ha detto il ministro Giannini. Sono 20-24 giorni di apprendimento lavorativo l’anno a partire dai sedici anni d’età, un periodo sensibile all’interno di una stagione scolastica che dura in media duecento giorni. Se lo studente è iscritto invece a un liceo, il tirocinio aziendale dura la metà: 200 ore per triennio. Mentre prima gli stage erano previsti esclusivamente per gli studenti degli istituti tecnici e professionali, con la riforma dovranno farne tutti coloro che frequentano il triennio delle superiori, compresi i licei.) Negli ultimi anni la situazione delle scuole italiane è andata peggiorando ogni giorno di più: dal punto di vista delle infrastrutture, mancano laboratori negli istituti tecnici , alcuni edifici scolastici sono in pessime condizioni. Per finanziare gli stage, il Ministero devolverà dei fondi ( ca 100 milioni entro il 2016 è l’ammontare dei finanziamenti previsti ne “La Buona Scuola” NdR.), perchè questi fondi non sono destinati alle infrastrutture scolastiche? Qual è la ragione politica dietro questa scelta? Quello che si cerca di fare con questa riforma è mettere l’istruzione a servizio delle imprese, consentire alle stesse di entrare nelle scuole.  Le imprese si troveranno ad avere studenti che svolgono mansioni da lavoratori, senza pagarli e in più verranno sovvenzionati dallo Stato. Pensiamo agli studenti del Nautico che fanno stage “formativi”al porto, quali mansioni svolgono? Spostano pacchi. Cosa c’è di formativo in questo? O ancora, gli studenti del Galileo Galilei quest’anno dovranno fare lo stage durante il periodo natalizio.

Come è iniziato il corteo e come si è svolto?

Federico:Il corteo è iniziato alle 9:30 ca, quando i manifestanti – in gran parte studenti provenienti dalle scuole superiori di Napoli- si sono riuniti a Piazza del Gesù, spostandosi poi a via Medina passando per via Monteoliveto, e poi è proseguito per Piazza Municipio fino ad arrivare al Teatro San Carlo ed infine a Piazza Trieste e Trento.

Quando sono cominciati i disordini? 

Federico:I disordini sono cominciati a Piazza Trieste e Trento, quando la quasi totalità del corteo si era ormai fermata di fronte al San Carlo.Un gruppo di manifestanti, credo si sia trattato di non più di cinquanta persone, ha deciso di avanzare.Per quanto mi è stato riferito, il corteo doveva fermarsi al San Carlo, tant’è che le forze dell’ordine si sono disposte tra Piazza del Plebiscito e l’ingresso di via Chiaia e via Toledo, lasciando, peraltro, agli studenti ampio margine di movimento e consentendoci di entrare in Piazza Trieste e Trento.

Perchè si è andati oltre il percorso autorizzato?

Simona: Quando si scende in piazza a manifestare, non dovrebbe essere importante se arrivare a Piazza Trieste e Trento o davanti a Confindustria. Se non ci hanno autorizzati ( non abbiamo informazioni certe circa il percorso comunicato dagli organizzatori.  Sul Mattino leggiamo: Il corteo – riferiscono fonti della Digos – non era autorizzato. Il percorso  veniva comunicato volta per volta durante lo svolgimento del corteo.NdR.) ad arrivare davanti al Palazzo di Confindustria è per ragioni politiche. Più volte negli anni ci abbiamo provato: l’anno scorso eravamo arrivati a Piazza Dei Martiri diretti a Confindustria e di nuovo ci hanno bloccati.

Non ci hanno permesso di arrivare davanti a Confindustria per impedire che venisse individuato il reale interlocutore della nostra protesta. Perchè se io protesto a Piazza Municipio, protesto contro la Riforma, se protesto davanti a Confindustria , protesto contro un sistema che privilegia le aziende a discapito degli studenti.

Cosa è successo? I ragazzi che vediamo nel video sono studenti?

Federico:Non so se fossero studenti, io non li ho riconosciuti. Ad un tratto sono avanzati portando avanti uno striscione sorretto da scudi, di plastica e polistirolo, con la scritta “Jatavenne”. Abbiamo capito che qualcosa non andava quando hanno cominciato a mettersi i caschi, mettendo avanti gli scudi. Le seconde linee della loro formazione -perchè si è trattato di una formazione- tenevano il pugno premuto sulla schiena dei compagni in modo da poter resistere ad eventuali cariche.Non so cosa abbia fatto scattare la carica frontale della polizia, probabilmente, come si vede anche dal video, un petardo o un fumogeno.Mi sento di dire che la loro iniziativa era completamente avulsa da quello che era il senso della manifestazione ed infatti non hanno avuto il sostegno delle migliaia di manifestati che componevano il corteo.Penso che il loro gesto abbia rovinato quello che era il senso di una manifestazione pacifica e abbia distolto l’attenzione dal motivo per il quale si stava manifestando.

Simona: I ragazzi hanno avanzato lentamente e prima ancora di arrivare al contatto, come si vede dal video, la Polizia ha fatto carica contro degli studenti delle scuole superiori, dei ragazzini.

Dal video sembra che si tratti di giovanissimi, confermate?

Federico:Sui social in molti hanno insistito su questo punto, a me non sono sembrati giovanissimi. Anzi, mi sono sembrati ragazzi ben organizzati, coscienti di cosa stavano facendo e consapevoli della reazione che avrebbero provocato.

Simona: Certo, i ragazzi e le ragazze che hanno preso le manganellate erano studenti delle scuole superiori. Il ragazzo la cui foto circola su Facebook è uno studente. E i due ragazzi portati in questura? Uno  sicuramente no.

Si è trattato di un’azione premeditata?

Federico:A me e a tutti coloro che mi erano vicini è sembrata un’azione premeditata. Se si va ad una manifestazione con caschi e scudi è perchè si cerca lo scontro. La scritta era poi emblematica: “Jatevenne”.

jatevenne

Non mi sento di biasimare la polizia, che non è intervenuta fin quando non si è reso necessario e ha lasciato i manifestanti liberi di manifestare fin quando non si è cercato, in maniera aggressiva, lo scontro. Forse si sarebbero potuti utilizzare altri mezzi. La violenza è da condannare, da qualunque parte provenga.Puoi ben immaginare la paura dei manifestanti e dei passanti, in molti hanno deciso di abbandonare la piazza, chi per far ritorno a casa, chi per andare in questura a chiedere il rilascio dei ragazzi fermati.

Simona: Ti faccio una domanda: io ero dietro i ragazzi che hanno subito la carica e sono rimasta illesa perchè la carica è stata frontale; se la carica fosse stata laterale, cosa mi sarebbe successo? Sarei stata colpita e, così com’ero senza casco, avrei ricevuto le manganellate direttamente sulla testa o sulla faccia. 

Quindi non avete cercato lo scontro, ma eravate preparati alla possibilità che ci fosse?

Simona: Quando non è la prima volta che si scende in piazza, si sa bene che c’è la possibilità di subire una carica e per questo si scende con i caschi, per evitare di farsi male. Purtroppo dalle esperienza degli ultimi cortei, per tutte le volte che la polizia ci ha fermato e bloccato, sappiamo come funziona. I nostri scudi erano di plastica, servivano solo a difenderci.

Un’amara conclusione dunque per quella che doveva essere una giornata di dialogo.

Federico: Assolutamente sì, il corteo si è sciolto in quello che sarebbe stato il momento migliore per appropriarsi della piazza e cominciare a dialogare, a fare dibattiti. Prima dell’attacco frontale, una ragazza aveva cominciato ad esprimere la propria opinione. Sarebbe stato il momento per condividere le proprie idee.

Come dicevo prima, si è distolta l’attenzione dal senso della manifestazione e dai motivi della protesta per focalizzarla sulla violenza fine a se stessa.

Simona: Sono i media che hanno distolto l’attenzione dal profilo politico, anche ora stiamo parlando degli scontri e non del perchè della manifestazione. Chi legge i giornali e non conosce le dinamiche delle manifestazioni di piazza e il modus agendi della polizia quando si è in piazza, non può capire. Non possiamo permettere che ci facciano avere paura di scendere in piazza a protestare contro ciò che riteniamo sbagliato, protestare e manifestare sono nostri diritti. Come ciò viene strumentalizzato dai media è un altro discorso.

Francesca Bellisario

 

 

 

 

 

Author: Francesca Bellisario

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