INTERVISTA A FRANCESCA DI DONATO

Francesca Di Donato è una studentessa universitaria della facoltà di Giurisprudenza Federico II di Napoli vittima di un bruttissimo episodio di criminalità.

Francesca, raccontaci un po’ di te, attualmente cosa fai?                                      

<< Ora, mi ritrovo in un periodo di recupero esami, non ho preferenze a studiare a casa o all’università, ma mi piace farlo con le amiche e prima dell’episodio lavoravo nel week-end in un Pub per cercare di essere autonoma e abbastanza indipendente anche se vivevo e vivo tutt’ora con i miei genitori.>>

Qual è l’episodio spiacevole che ti ha vista protagonista?

<< Era un sabato sera , il 14 settembre per l’esattezza; ho smesso di lavorare alle 2:00 e mi sono intrattenuta a fare l’inventario con i colleghi nel locale in cui lavoravo “The Barley” ad Aversa. Alle tre sono uscita e mi sono avviata a piedi in via del Seggio per raggiungere l’auto che avevo parcheggiato a Piazza Guglielmo Marconi (detta Piazza Mercato ) . Percorrevo il tragitto insieme ad una collega quando, all’improvviso, mi sono sentita tirar via la borsa; le dita mi si sono impigliate nel manico, ma il rapinatore continuava a tirare la borsa dal finestrino della sua macchina e accelerava sempre più fino a quando sono rotolata a Piazza Marconi finendo sotto ad una macchina ferma nel parcheggio, mentre i ragazzi lì presenti e la mia collega urlavano e chiedevano aiuto .>>

Cosa provavi in quel momento ?                                                                                     

  << In un primo momento non ho avvertito dolore: mi sembrava quasi di stare su di una giostra; ho cominciato ad avvertire dolore andando a sbattere contro la macchina e poi contro l’asfalto, ripetutamente quando ad un certo punto ho avvertito un unico colpo forte all’addome. Ho iniziato a fare fatica a respirare e non riuscivo ad alzarmi, infatti poi nell’ambulanza mi sentivo totalmente smarrita. Ricordo di aver pregato tanto.>>

Quali sono stati i danni, fisici e psichici, e quanto è durata la tua ripresa?                                                                                                                                  

<<Ho riportato lesioni alla milza e al rene, sono stata , subito, operata la notte stessa all’ospedale di Aversa e poi sono stata trasferita dal 26 settembre al 1 ottobre all’ ospedale Cardarelli di Napoli e sono tornata ad Aversa di nuovo fino al 14 ottobre. A prendersi cura di me è stata la Dottoressa Renata Lepore a cui vanno i miei più grandi ringraziamenti perché mi ha salvata. Ora come ora, solo, il rene è, ancora,in fase di rimarginazione . Io non sono mai stata in coma ma ho avuto febbre molto alta (ci tengo a precisarlo dato che tanti giornali hanno riportato falsità). Ho sofferto di alcuni disturbi post-traumatici, ad esempio se guardavo dalla finestra una donna affacciata ad un balcone avevo paura che la donna si uccidesse ;mi è capitato di avere incubi spaventosi che mi facevano stare male. Per un po’ mi sono sentita persino in colpa, non ne comprendo ancora la ragione. Ora , per fortuna, sto molto meglio.>>

Da vittima, cosa pensi di questi episodi di violenza di cui sentiamo, nostro malgrado, sempre più parlare?             

<<So che è all’ordine del giorno sentir parlare di furti, di rapine ma, a mio avviso, è come se ci fossimo rassegnati  e questo non va bene; dovremmo porci in maniera diversa rispetto a questi episodi di violenza, dovremmo indignarci, arrabbiarci pure, non certamente ritenere che ormai appartengano all’ordine naturale delle cose.>>

Pensi che giustizia sia stata fatta ?                                                                                                      

<< Il rapinatore, protagonista di altri episodi di criminalità, è stato condannato alla pena di 7 anni e 6 mesi, grazie anche al lavoro del PM Diana Russo e del mio avvocato Mario Liberti.  Sono state riconosciute le aggravanti di “lesione personale”e “rapina aggravata”. Credo che di grande rilievo sia stato l’impatto mediatico dell’accaduto che, a mio parere, ha contribuito a determinare l’apertura immediata delle indagini preliminari. In questa causa sono state coinvolte altre due persone , l’accompagnatore del rapinatore e la mia collega che ha dichiarato il falso e solo tramite intercettazione si è scoperto che non aveva identificato il rapinatore solo per paura. Nonostante ritenga di aver ottenuto giustizia, so che non tornerò mai più la ragazza spensierata di prima e questo mi fa male. >>

Quanto ti ha cambiata questa esperienza?                                                                 

 << Questa storia mi ha totalmente segnata , inutile dirlo, però ovviamente dalle cose negative si trae sempre anche il lato positivo. Oggi posso dire di guardare alla vita in modo diverso: sono più dolce ,più positiva, riesco a dedicarmi in maniera completa anche alla vita domestica , alle persone a me più care. E adesso il mio obiettivo primario è laurearmi. E penso che per andare avanti non bisogna mai avere il tempo di fermarsi a pensare.>>

-Nency Borrata

Author: Nency Borrata

Diplomata al Liceo Scientifico Sperimentale S. Pizzi di Capua, ora sono studentessa alla facoltà di Giurisprudenza dell' Università Federico II di Napoli. Nutro una grande passione per la scrittura, la musica e il mondo dello spettacolo. Amo il canto , il vino e i motori. Con il tempo ho sviluppato un forte interesse per la politica e il calcio. Seconda classificata ad un concorso di poesia provinciale, ora scrivo come redattrice per il magazine di un' associazione universitaria. Spero di riuscire in futuro a scrivere anche per altre testate. Non ho ancora un sogno ben definito ma" il mio più grande piacere è quello di scaturire piacevoli interessi negli altri"!

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