INCIDENTE SULLE DUE RUOTE: RISARCIMENTO PER IL TERZO TRASPORTATO.

Qualsiasi persona che abbia preso la patente a Napoli, il giorno in cui ha fatto la prima lezione di guida, si sarà sentita dire dall’istruttore: “se impari a guidare qua, sarai capace di farlo da qualsiasi parte!”. Districarsi per le vie della città partenopea, infatti, non è molto semplice. Motorini che si infilano a destra e a sinistra, pedoni che passano con il rosso, strade piene di buche, conducenti che non rispettano la segnaletica. Detto così, sembrerebbe molto pericoloso guidare nella nostra città. Ma nonostante questa “distratta” cultura della guida, la statistica ci dice che non siamo il centro urbano più incidentato d’Italia. Gli studi Istat con riferimento all’anno 2014 pongono Napoli a metà classifica. Certo, ciò non esclude le evidenti difficoltà che un patentato napoletano ha nel circolare nella propria città, soprattutto se questi è alla guida di un motorino.

Infatti, qualche volta ci sarà capitato di assistere ad un incidente in scooter o, nella peggiore delle ipotesi, di essere stati in prima persona coinvolti. In questi casi, risulta spesso difficile stabilire le responsabilità delle parti implicate, soprattutto quando a essere danneggiato è un passeggero.

È bene, allora, fare chiarezza riguardo questo argomento, descrivendo i rapporti di responsabilità relativi a conducente (assicurato), società assicurativa (assicuratore) e terzo trasportato (passeggero).

Secondo quanto dispone l’articolo 122, 2°comma del Codice delle assicurazioni private ( D.lgs n. 209/2005, da ultimo modificato dal D.lgs n.74/2015) l’assicurazione R.C Auto comprende la responsabilità civile per danni arrecati alle persone trasportate , qualunque sia il titolo in base al quale è effettuato il trasporto. Questo significa che, (facendo le corna!) se foste coinvolti come passeggeri in un incidente sul motorino, riceverete quasi sempre il risarcimento del danno, indipendentemente dalla responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro. Ho sottolineato “quasi sempre” perché, come spesso accade nel diritto, vi è qualche eccezione. Infatti, secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione (sentenza n. 12687/2015), qualora l’assicuratore dimostri la consapevolezza/conoscenza da parte del terzo trasportato della circolazione illegale del mezzo, come nel caso di ladri, rapinatori, terroristi e guida senza patente, non sarà obbligato a risarcire il danno al passeggero.

Ma, al di fuori da queste ultime ipotesi, chi è tenuto a pagare i danni al terzo trasportato? Più precisamente, quale assicuratore ha l’obbligo di risarcimento? Quello del conducente responsabile o quello del conducente del veicolo ove il passeggero era trasportato ancorché non responsabile? Chi paga, invece, nel caso in cui il veicolo sia privo di polizza assicurativa?

Andiamo per ordine. Prima di tutto, leggendo l’art. 141, 1° comma  del Cod. ass. possiamo affermare che l’obbligo di risarcimento del danno subito dal passeggero è posto a carico dell’assicurazione del conducente-vettore (cioè colui che trasportava il passeggero) proprietario dell’automobile, indipendentemente dalla responsabilità di questi. Cioè, anche se il conducente del veicolo dove il passeggero sedeva provasse di non essere responsabile dell’incidente, la sua assicurazione sarà comunque tenuta a pagare i danni. Ma, questa disciplina che può sembrarci onerosa per l’assicuratore, presenta un temperamento. Lo stesso articolo, infatti, continua dicendo che l’assicuratore del conducente-vettore sarà tenuto a risarcire i danni subiti entro il massimale minimo di legge, mentre l’eccedenza sarà corrisposta dall’assicurazione del responsabile civile (se il veicolo di quest’ultimo è coperto per un massimale superiore a quello minimo) o dallo stesso danneggiante (colui che è responsabile dell’incidente). Inoltre, dopo il pagamento, l’assicurazione del conducente-vettore può rivalersi verso quella del responsabile. Un semplice esempio può chiarirci le idee. Ipotizziamo, senza essere scaramantici, di essere danneggiati come terzi trasportati sul motorino del nostro amico di Università. L’assicuratore del nostro amico sarà tenuto a pagarci una somma  di denaro a titolo di risarcimento entro un massimale minimo di 5 milioni di euro, in caso di lesione alla nostra persona;  un massimale minimo di 1 milione di euro per danni alle cose. E ciò anche nel caso in cui un’altra auto ci abbia investiti passando con il rosso! Sarà poi, la stessa assicurazione del nostro amico a farsi successivamente rimborsare dall’assicuratore del responsabile del sinistro. Supponiamo, però, che il danno si accerti essere superiore a 5 milioni di euro, cioè pari a 6 milioni di euro. In questo caso, l’eccedenza ( 1 milione di euro), sarà pagata dall’assicuratore del responsabile, sempre che questi abbia un massimale di copertura superiore a quello mino, per esempio di 7 milioni di euro. Diversamente, l’eccedenza sarà pagata da colui che ha provocato il danno.

Tale disciplina appena esposta, tuttavia, subisce due sole eccezioni. La prima riguarda il caso in cui l’incidente sia avvenuto per evento fortuito, escludendo la responsabilità del vettore. Tipici sono i casi di insidia stradale, come un buca sull’asfalto (in cui risponde l’ente proprietario o gestore della strada); il fatto colposo posto in essere da un soggetto non presente nel veicolo (un cane, un pedone, un ciclista), o posto in essere da un soggetto presente nel veicolo, che può essere lo stesso passeggero danneggiato (mancato uso del casco). La seconda eccezione, che ci sembra più ovvia, riguarda il caso in cui il veicolo sia privo di assicurazione. Per tale ipotesi è previsto un Fondo di garanzia per le vittime della strada, alimentato dai contributi delle imprese di assicurazione, che pagherà l’indennizzo a favore del terzo trasportato danneggiato ( art 283 Cod. ass.).

Resta ancora da chiederci se il terzo trasportato potrà godere di questo favorevole regime di risarcimento anche nel caso in cui egli sia co-responsabile per il danno subito; cioè, come ho accennato poc’anzi, nell’ipotesi in cui ometta di indossare il casco. La giurisprudenza sembra non essere sempre d’accordo. Vi sono due indirizzi a riguardo. Un primo orientamento nega, in caso di mancato uso del casco, il risarcimento al passeggero, poiché la polizza non può coprire una condotta contraria alla legge. Un secondo indirizzo, al contrario, riconosce il risarcimento, adducendo che il divieto legale vale solo nei confronti del conducente, poiché secondo l’art. 144. 2° comma del Cod. ass., l’assicuratore non può opporre al terzo danneggiato eccezioni derivanti dal contratto. In ogni caso, la salute e la vita restano i beni primari della persona, che nessun risarcimento può coprire, quindi a prescindere dalle interpretazioni, è sempre bene mettere il casco!

Per concludere, manca solo un ultimo punto da precisare: quale è  la procedura di risarcimento danni prevista per il terzo trasportato? Il passeggero dovrà seguire la procedura di risarcimento non diretto ( art. 145), potendo promuovere azione giudiziaria nei confronti dell’assicuratore ( assicurazione del vettore e/o del danneggiante responsabile) solo dopo che siano decorsi 60 giorni dalla richiesta di risarcimento, prorogati a 90 in caso di lesioni personali. Inoltre, nello stesso termine l’assicuratore deve comunicare al danneggiato la somma offerta per l’indennizzo, da versare entro 15 giorni dalla risposta del passeggero-danneggiato, anche se questi non dovesse accettare l’offerta. Quindi, solo trascorsi questi termini, nel caso in cui il terzo trasportato- danneggiato ne abbia interesse, si potrà citare in giudizio l’assicuratore.

In linea generale sono queste le cose che si dovrebbero sapere in caso in cui da passeggeri foste coinvolti in un incidente in motorino. In ogni caso, si sa che prevenire è sempre meglio che curare. Quindi, cerchiamo di mettere sempre il casco, di rispettare la segnaletica e i limiti e, soprattutto, evitare i marciapiedi e le “inzippate” improvvise!  Per i più scaramantici, inoltre, la nostra tradizione è piena di portafortuna e anti malocchi di ogni genere. Ma, a parte le superstizioni, non siamo supereroi e, anche se dovessimo sentirci sicuri alla guida, può sempre accadere qualsiasi cosa. Perciò attenzione, attenzione, attenzione!

Dopo questa sommaria guida per le strade tortuose della normativa assicurativa R.C Auto, non mi resta che auguravi una bel giro per la città di Napoli. Una metropoli caotica ma piena di meraviglie umane, storiche e culturali. Bellezze uniche che possono solo essere godute da chi va piano, va sano e va lontano.

 

Di Francesco Manco

 

Author: Francesco Manco

Share This Post On

Rispondi