Il mondo e l’Europa del Die Nacht, in der die Mauer fiel

Il 9 novembre 1989 la Repubblica Democratica Tedesca(RDT) aprì le frontiere alla Repubblica Federale Tedesca(RFT) decretando simbolicamente la caduta del “The Berlin Wall”: per la RDT “antifaschistischer Schutzwall”, per la RFT “Berliner Mauer”.

Un momento che ha cambiato la storia recente dell’Europa, un giorno che ha sancito la fine della “Guerra Fredda”, un giorno che in seguito alla legge n° 61 06/04/2005 in Italia viene ricordato come “Giorno della Libertà”.

Si fa coincidere la caduta del Muro di Berlino con il ristabilimento della democrazia,a discapito dei totalitarismi. Si possono avere tante opinioni in merito,si puo’ essere filoamericani, filorussi, filodemocratici e via dicendo,ma la questione è un’altra:dopo il Muro di Berlino è stata,realmente,ristabilita la democrazia ?

La Germania dopo il 9 novembre si è riunificata,o meglio,la Germania Ovest(RFT) inglobò i 5 Länder della Germania Est(RDT),fu annessa Berlino Est e si arrivò al “Trattato due più quattro” che sancì l’indipendenza della RFT dalle quattro potenze che avevano occupato la Germania nel dopoguerra : Francia,UK,USA,URSS.

Sotto il profilo sociale,la caduta del muro di Berlino non è servita a molto,le differenze ci sono e si sentono. Se la caduta del Muro di Berlino ha portato novità politiche,sicuramente non ha contribuito ad abbattere le barriere che si annidano nella nostra società. Oggi è una giornata di riflessione e bisognerebbe riflettere sulle barriere attuali,che al giorno d’oggi sono ancora tante: le “Peace Lines” di Belfast che dividono le comunità cattoliche da quelle protestanti; il “Muro della Vergogna” che separa California, Arizona, Texas e Nuovo Messico dal Messico; la linea verde che separa la Repubblica di Cipro dalla Repubblica Turca di Cipro; la barriera del 38° parallelo che divide Corea del Nord e Corea del Sud,il Muro Marocchino che divide in due il sahara occidentale;la barriera del Kashmir tra India,Pakistan e Cina;il filo spinato che separa Bangladesh ed India; la barriera di separazione israeliana ecc.

E’ la storia umana ad essere ricca di muri e di barriere erette ieri per difendere i centri urbani,oggi per separare la ricchezza dalla povertà: la “normalità” dalla “diversità”. E negli ultimi mesi si è visto che le barriere in Europa sono tante,a fronte di migliaia di persone che scappano da guerre,spesso frutto dell’imperialismo occidentale.

Sono tante le scene raccapriccianti,come il muro che ha iniziato a costruire la Grecia nel 2011 per difendersi dalle immigrazioni turche,o la chiusura delle frontiere in Francia ed in Austria. Scene e fatti raccapriccianti,ci si dimentica che quando si parla di migranti si parla di esseri umani,di gente disperata che scappa alla ricerca di pace e di sicurezza per loro e le loro famiglie.

Fenomeni come l’immigrazione si sono avuti anche in Europa,quindi dovremmo imparare dalla nostra storia per poter fronteggiare la questione,anche se L’Europa continua a dimostrarsi fragilissima da questo punto di vista.

Ma come capita spesso,quando la politica non riesce a dare segnali,è la gente comune-il popolo-a darli. La settimana scorsa sono stato in Grecia,ad Atene. La crisi in Grecia si è fatta sentire ed ha portato povertà e fame,ma non ha scalfito né la dignità né i valori di un popolo. Forse mi sono eccessivamente emozionato nel vedere e conoscere posti e luoghi che ho affrontato nel mio corso di studi liceale,ma mi ha colpito lo spirito greco.

E che la lezione all’Europa arrivasse proprio dal popolo della Grecia,quello dilaniato dalla crisi, è una cosa che non deve stupire troppo. Passeggiando per i vicoli di Atene,mi sono imbattuto,ad Omonia,in una scritta,posta sotto l’ingresso della “Bank of Greece” che riassume in pieno quelle che sono state le sensazioni carpite parlando con la gente: “IMMIGRANTS YOU ARE WELCOME”. Chiunque abbia fatto quella scritta ha dimostrato che anche in un periodo difficile,dove ci sono negozi chiusi,dove dilaniano fame e miseria si puo’ essere solidali verso di chi scappa da guerre e persecuzioni.

grecia

Nonostante il muro eretto dal governo Papadimos e la povertà,ho visto una solidarietà che non ho mai visto né in Italia né in Europa. Quella solidarietà che dovrebbe essere la base di ogni società che si professi democratica,soprattutto quella Europea del dopo Die Nacht, in der die Mauer fiel, di quell’Europa che diceva di aver abattuto le barriere.

GIANMARCO APULEO

Author: Gianmarco Apuleo

Diplomato al "Liceo Classico Jacopo Sannazaro" , ora studente presso il "Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Federico II". Le mie passioni sono il cinema,lo sport e la letteratura sudamericana. Amo viaggiare e credo che alla base del nostro percorso universitario ci debba essere lo scambio di conoscenze ed informazioni,in modo da accrescere la nostra cultura all'interno di un percorso collettivo e non individuale.

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