GUIDA ALLE PROFESSIONI PARTE 1: COME SI DIVENTA MAGISTRATO ORDINARIO?

Molti studenti,  sin dal loro primo anno di corsi, coltivano il sogno (più o meno inflazionato) di superare uno dei più difficili concorsi pubblici esistenti in Italia: quello per l’accesso alla magistratura ordinaria. Ancor più numerosi studenti del nostro Dipartimento, tuttavia, il più delle volte sono all’oscuro di quali sono i requisiti, normativamente previsti, per partecipare alla selezione pubblica. Un candidato diligente, infatti, dovrebbe prioritariamente informarsi sul sito del Ministero della Giustizia al fine di controllare di avere le carte in regola per inviare la relativa domanda, rigorosamente per via telematica, in maniera tale da non avere spiacevoli sorprese e non rischiare di vedersi escluso.

Considerando solo quei requisiti che uno studente medio, di 24 anni, appena laureato e senza pregresse esperienze lavorative nella P.A. potrebbe voler conseguire, abbiamo: a) il possesso del diploma di specializzazione per le professioni legali, conseguito nelle scuole che a norma del d.lgs.  398/1997 sono idonee al rilascio del diploma stesso; b) l’aver conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense (il che significa aver superato gli scritti e gli orali per diventare avvocato, non necessariamente l’essersi iscritti al relativo albo); c) l’aver conseguito un dottorato di ricerca in una qualsiasi disciplina giuridica; d) novità che ha visto la luce da meno di due anni: l’aver conseguito con profitto uno stage di diciotto mesi presso un ufficio giudiziario (od il tirocinio professionale, della medesima durata, presso l’Avvocatura dello Stato), ai sensi dell’art.73 del d.l. 69/2013.

Tali requisiti non esauriscono tutte le altre strade che, con eguali dosi di fatica, costanza, impegno ed un pizzico di fortuna, possono aiutare a conseguire l’agognato titolo di magistrato. Ricordiamo, infatti, che a tutte le possibili vie di accesso al concorso poc’anzi elencate, deve accompagnarsi tantissimo studio per arrivare preparati, il più possibile, alle tre prove scritte (elaborato di diritto civile, penale ed amministrativo) ed alla prova orale, che può vertere su molteplici materie, per fortuna tutte più o meno approfondite durante questi nostri anni di studio, considerando anche gli esami complementari ed opzionali.

Inutile che ci prendiamo in giro: la strada è lunga, irta di ostacoli e non è detto che tutto vada bene “al primo colpo”, ma coltivate la speranza. Possiamo permetterci di non avere fiducia in chi correggerà i nostri elaborati, o nei nostri colleghi di cui ne dubitiamo la correttezza, etc.; ma non dobbiamo mai perdere la fiducia e la speranza in noi stessi.

-PIERLUIGI MONTELLA

 

Author: Pierluigi Montella

Laureando in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista. Già autore di diversi articoli divulgativi e scientifici.

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