Gli studenti di Giurisprudenza ci credono sul serio in quello che studiano?

Sembrerebbe essere un connubio che funziona quello tra gli studenti universitari e la legalità: a quanto emerge da una ricerca “Legalità e sicurezza della città: l’opinione dei giovani” curata dall’Ufficio Ricerche del Comune di Modena e condotta dall’Ufficio Politiche delle Sicurezze nell’ambito di un percorso decennale, le nuove genereazioni sono più propense a rispettare la legge.

La ricerca ha interessato quasi tutti gli istituti superiori di Modena e due enti di formazione professionale (Ial e Cdr) per un totale di 1481 ragazzi intervistati. Quindi anche se non estendibile all’Italia intera il riusultato è comunque incoraggiante.

Certo, sarebbe interessante svolgere uno studio simile a Napoli e provincia,  territori indicati da sempre come quelli col più alto tasso di criminalità, anche nei casi in cui la realtà è ben diversa dalle statistiche presentate.

Non mancano infatti a Napoli le iniziative sulla legalità che coinvolgono i giovani. Basta pensare ad esempio a quelle dei mesi scorsi che si sono svolte a Napoli e provincia, come “Abitare la Città: Come formare coscienze responsabili e attente alla vita sociale e al bene comune” che ha visto la partecipazione tra gli altri del procuratore nazionale antimafia , Franco Roberti, e professori della Federico II. Ancora, c’è stata la “marcia per la legalità“: molti ragazzi hanno animato queste manifestazioni con lo spirito contrario ad ogni forma di violenza e illegalità.

E gli studenti di Giurisprudenza? I ragazzi che crescono nella culla dei futuri legislatori e giurisperiti credono ancora nella forza della legge? O il loro è uno studio disincantato, meccanico, per dei principi che “tanto si sa, nella vita di tutti i giorni mica si applica”?
Luca alla domanda risponde altrettanto con “certo che credo in quel che faccio! Altrimenti perchè starei qui?” ed a lui si associano tanti altri, si spera la maggior parte degli studenti.

Eppure qualcosa non quadra. Si dicono tante belle parole, ma molte persone che credono ciecamente nella legge, non si preoccupano di pagare quotidianamente il parcheggiatore che posiziona il motorino sul marciapiede di fronte alla facoltà. Una stupidaggine in apparenza, ma, se nemmeno i futuri avvocati, magistrati e professori universitari rispettano le leggi, non si tratta di una situazione un po’ ironica?

Non è da meno la situazione dei furti in facoltà, una realtà estremamente triste: non è difficile trovare uno studente a cui sia stato rubato qualcosa: dal cardigan al giubbotto, passando anche per libri e cellulari.

Nel parlare con i miei colleghi, si scorge ancora un desiderio di veder rispettate le regole e di volerle rispettare: non bisogna fare di tutta l’erba una fascio, anzi, bisogna individuare ed isolare chi proprio non vuole rispettare le regole di tutti: proprio la facoltà di Giurisprudenza dovrebbe essere l’esempio di una generazione che crede nell’applicazione della legge ed intende rispettarla.

Francesca Giordano

Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

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