GLI EFFETTI COLLATERALI DELLA PUBBLICITA’

La pubblicità è la diffusione di messaggi tramite qualsiasi mezzo che le aziende utilizzano per ottenere consensi. Questo è un concetto generale che necessita di qualche chiarimento di una voce esperta.

Che cosa è per un conoscitore della materia la pubblicità? A rispondere alle nostre curiosità in merito è Luigi Pascucci, sociologo esperto in culture digitali e della comunicazione, giovane laureato del nostro Ateneo che fa della comunicazione a tutti i livelli non solo il suo lavoro ma anche il suo modo di vivere. Egli spiega la pubblicità rimandando al pensiero di un noto comico Natalino Balasso il quale, paragona questo mezzo di diffusione di massa alla Pittima che possiamo considerare come un arcaico istituto giuridico utilizzato nelle repubbliche marinare di Genova e Venezia.

La Pittima era una persona pagata dai creditori per seguire costantemente i debitori richiedendo continuamente l’estinzione dei debiti. Il sociologo afferma, sulla scia di Balasso, che la pubblicità è la Pittima moderna, ovvero quel mezzo che a causa della sua forza persuasiva attira attorno ai suoi prodotti i consumatori. Consumatore che in questo gioco di persuasione rimane inerte, abbagliato dalle “luci” della pubblicità.

Sulla pubblicità, dice l’esperto, sono innumerevoli le teorie come innumerevoli sono le strategie pubblicitarie. Tanto più un prodotto è pubblicizzato tanto più è venduto. Il consumatore spesso rimane affascinato da un colore, da un disegno o da un messaggio che rimane impresso nella sua mente fin quando poi non procederà all’acquisto. Dal susseguirsi dell’acquisto di un determinato prodotto deriva poi la celebrità del prodotto stesso.

Un esempio del rapporto fra pubblicità e celebrità del prodotto è rappresentato dalla storia pubblicitaria della Nutella, crema spalmabile alle nocciole che tutti almeno una volta hanno avuto nella propria dispensa. La Nutella nasce alla fine della seconda guerra mondiale e l’azienda Ferrero per lanciare questo nuovo prodotto puntò sul fattore felicità, proponendo così tale prelibatezza come un invito all’ottimismo in un’Italia che doveva superare i traumi della guerra. Da qui nel tempo si è innescata una reazione a catena che ogni anno ha dato vita a pubblicità sempre più capillari, che hanno suscitato prima nei bambini poi negli adulti il desiderio di un vasetto di Nutella.

La pubblicità dunque approfitta degli stati emotivi dei consumatori; tale tecnica è definita FEAR AROUSING APPEALS e consiste proprio nell’evocare stati di paura che si consolidano nell’acquisto di un prodotto. In conclusione gli effetti collaterali della pubblicità secondo l’esperto sono il frutto della spersonalizzazione della società, la scelta tra essere succubi o meno della pubblicità dipende dalla volontà di ogni individuo, il quale nei suoi acquisti deve saper decidere se acquistare secondo reali esigenze o secondo l’ultimo “MUST” pubblicitario.

Granaudo Prudenzia.

Author: Prudenzia Granaudo

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