GIURISPRUDENZA: SFATIAMO QUESTI FALSI MITI!

Ogni giovane giurista, almeno una volta nella propria carriera universitaria, ha ascoltato questa frase: “Gli studenti di giurisprudenza studiano tanto latino e imparano tutto a memoria.”

C’è una verità in questa affermazione?

Il latino e la memoria, sono senza dubbio due elementi importanti nello studio del diritto, ma ciò che ci preme spiegare è l’impiego che dei suddetti viene fatto. Il latino è inevitabile in un percorso di studi che nasce dal diritto romano e nel diritto romano ritrova la sua essenza. Ci sono espressioni che incontriamo costantemente all’interno dei manuali e che dopo un po’ di tempo diventano parte integrante del nostro linguaggio quotidiano. Non sempre però, tali espressioni possono essere tradotte: il rischio di sminuirne il senso e annullarne l’eleganza è enorme! Dunque, l’uso del vocabolario non è sempre necessario, anzi, sarà raro avvertirne il bisogno.  Del resto, gli studenti di della nostra facoltà sin dal primo anno si abitueranno, attraverso lo studio di esami romanistici, a questo linguaggio. Invero, molte persone, credono che una scarsa conoscenza del latino, possa compromettere lo studio del diritto aprendo le porte ad una serie di conseguenze negative che ricadono su chi non ha ancora effettuato la scelta dell’università e che spaventato da ciò, evita di iscriversi a giurisprudenza. Quindi, cari aspiranti giuristi, non lasciatevi influenzare dalle voci esterne, incontrerete il latino nella nostra facoltà così come lo incontrereste in qualunque altra circostanza!  Non a caso la lingua italiana deriva da quella latina e senza la seconda non esisterebbe la prima.

E’ importante inoltre chiarire che, accompagnare lo studio del diritto con la costituzione italiana e i diversi codici, non implica che tutte le leggi vadano imparate a memoria. Lo studio è fatto di ragionamenti, rielaborazioni, critiche, e studiare a memoria non è sicuramente produttivo. In ogni esame che si rispetti ci sono articoli fondamentali e il continuo richiamo agli stessi farà in modo che lo studente li impari senza alcuno sforzo. La consultazione della costituzione o dei codici aiuta a capire fino in fondo l’argomento che si sta trattando, e non dimentichiamo che il loro uso è consentito anche all’esame di stato di avvocato e persino nei concorsi per la magistratura e il notariato, naturalmente con le opportune modalità. Molti credono che anche gli stessi manuali vadano imparati a memoria, ma non è quello che accade in realtà: imparare a memoria manuali dal numero di pagine piuttosto ingente sarebbe più complicato del dovuto e sarebbe richiesto uno sforzo maggiore, dunque, lo studente che ama ciò che fa e viceversa, non ama complicare le cose, renderà lo studio piacevole e non correrà il rischio di essere intrappolato in uno studio mnemonico e privo di rielaborazioni personali.

Ricordate una cosa: in qualunque università siate, tutto dipenderà solo ed esclusivamente da voi. I giudizi sono soggettivi, i metodi di studio anche.

La parola d’ordine è: DIMOSTRAZIONE. Provate, mettetevi in gioco e dimostrate che non è come gli altri pensano.

A cura di Chiara Massarelli

Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

Share This Post On

Rispondi