Giovanni Falcone : cosa resta dopo 25 anni dalla strage di Capaci

Siete mai stati a Palermo?
Se avete visitato la città quasi sicuramente avrete camminato sulle stesse strade attraversate da uomini come Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, Ninni Cassarà, Boris Giuliano, Giovanni Falcone. Sono solo alcuni dei servitori dello Stato, che hanno posto la loro vita al servizio della collettività. Uomini che hanno fatto del loro dovere la loro ragion d’essere, che hanno dovuto rinunciare alle loro passioni per questo. Proprio il giudice Falcone aveva una passione, a noi in fondo non così lontana, il mare. Frequentò l’Accademia navale di Livorno, dove per la sua propensione al comando venne assegnato allo Stato Maggiore. Tuttavia le troppe regole inconfutabili mortificavano la sua personalità. Fu così che si arruolò in un esercito differente, quello della magistratura.
Oggi ci chiediamo Falcone vive?
Il convegno del 15 novembre pone un quesito spinoso.
Qual è il rapporto tra Mafia e politica, tra connivenza e convivenza?
Ma soprattutto, chi era Giovanni Falcone? e soprattutto al giorno d’oggi il suo ricordo è vivo?
Giovanni Falcone vive nelle scuole in cui il suo busto viene decapitato.
Vive nelle istituzioni in cui la sua morte viene vanificata.
Vive nella memoria di noi tutti in cui la sua persona viene idolatrata.
Ma il giudice Falcone non era solo un busto. Era un cittadino modello, fedele ai suoi ideali di giustizia e di legalità.  Era lo stesso uomo che denunciava un impegno solo apparente dello Stato nella lotta alla mafia, e una delega delle responsabilità proprie del governo a una struttura, quale il pool antimafia o lo stesso Alto Commissariato per la lotta contro la mafia, sprovvista dei mezzi e dei poteri necessari.
Cosa resta dopo 25 anni dalla strage di Capaci?
Restano delle ceneri. Ceneri che hanno fertilizzato la terra, e da queste è nato un albero,” l’albero Falcone”. Quest’albero siamo noi giovani, le sue radici sono le esperienze di uomini come Giovanni e Paolo, il suo tronco solido è l’integrità morale, e i suoi frutti sono le nostre azioni quotidiane nel rispetto della legalità e della giustizia.
L’esperienza di Falcone è, oltre che un faro costante, un monito affinché le future generazioni proseguano il suo lavoro, con la stessa dedizione e lo stesso amore per questa terra bella e maledetta, “dimostrando a noi stessi e al mondo che Falcone è vivo”.

 

 

-Francesca Caruso

Author: Caterina Bracciano

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