Giancarlo Siani, il giornalista “giornalista”.

siani

“Puoi cadere migliaia di volte nella vita, ma se sei realmente libero nei pensieri, nel cuore e se possiedi l’animo del saggio potrai cadere anche infinite volte nel percorso della tua vita, ma non lo farai mai in ginocchio, sempre in piedi.”

Giancarlo Siani era un giovane napoletano che sognava di diventare giornalista professionista. Completati gli studi classici, si iscrisse all’Università e iniziò a collaborare come corrispondente a Torre Annunziata per il Mattino. A Torre Annunziata si occupò di cronaca nera e scoprì le alleanze e i rapporti che intercorrevano tra la politica e la camorra riguardo gli appalti pubblici per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto dell’Irpina del 1980. Scrisse alcuni articoli sui “moschilli”, i ragazzini che venivano utilizzati come corrieri per la droga  e intraprese una collaborazione con l’Osservatorio sulla Camorra, periodico diretto da Lamberti.

Firmò la sua condanna a morte il 10 Agosto del 1985,  giorno i cui venne pubblicato il suo articolo sull’arresto del boss Valentino Gionta. Nell’articolo, Siani scrisse che l’arresto del boss fu reso possibile da una soffiata ai carabinieri fatta dai fratelli Nuvoletta, unico clan napoletano ad intrattenere rapporti con Totò Riina. La notizia della collaborazione dei Nuvoletta con le forze di polizia era molto grave per i loro affari economici e sopratutto per i loro rapporti con la mafia siciliana, per questo motivo Nuvoletta decise di uccidere Giancarlo Siani.

Il 23 Settembre del 1985 il giovane giornalista fu ucciso nella sua auto nel quartiere napoletano del Vomero, a pochi metri dalla sua abitazione.

Nel 1997, 12 anni dopo la sua morte, la seconda sezione della Corte d’Assise di Napoli condannò all’ergastolo i mandanti e gli esecutori materiali dell’omicidio.

Oggi persistono dubbi e zone d’ombra sulla vicenda, dubbi alimentati dal libro-inchiesta del giornalista napoletano Roberto Paolo, pubblicato nel 2014, nel quale sono indicati i nomi di altri mandanti ed esecutori. A causa di queste rivelazioni il coordinatore della direzione anti-mafia di Napoli ha deciso di riaprire le indagini sull’omicidio.

 

-Fortuna Orabona

Author: Fortuna Orabona

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