ESISTE UNA DIDATTICA ALTERNATIVA? – INTERVISTA AL PROF. SERGIO MOCCIA

Cineforum di diritto penale, partecipazione a convegni, esercitazioni, sono alcune delle attività che ci sono state proposte durante il corso di diritto penale dello scorso semestre. Attività diverse dalle consuete lezioni frontali, che potremmo definire di “didattica alternativa”.

Oltre a stimolare l’interesse dello studente per la materia crede siano utili anche ai fini dell’apprendimento della stessa? Che siano un vantaggio per noi studenti?

“ E’ un vantaggio prima di tutto mio, nel senso che mi occupo di qualcosa di cui mi fa piacere occuparmi, e ciò è necessario per trasmettere qualcosa di positivo. E questo ovviamente interessa anche voi. Io credo che l’ Università sia l’ultimo livello, l’ultimo gradino della FORMAZIONE.

Voi ragazzi siete, dal punto di vista informativo, capaci di comprendere qualsiasi cosa, ma a livello di maturazione avete bisogno che vi siano forniti ancora altri strumenti.

E’ necessario mettere gli studenti nella condizione di recepire più o meno criticamente l’oggetto dello scritto, avete bisogno degli strumenti che vi permettano di farvi un’ idea. E questa è didattica, non alternativa, poiché lo scopo dell’ Università è la formazione, non l’informazione.”

 

Da dove deriva l’idea di una didattica impostata in questo modo?

“Da un’idea di noi ragazzi della fine degli anni ’60, dal movimento definito strutturalismo.

 Una volta scelto un oggetto privilegiato di studio bisogna inserirlo in un contesto  più ampio, prendere la sua dimensione effettiva, cogliere quelle che sono gli aspetti di coerenza e le contraddizioni. Ciò significa essere una persona “pensante”, scegliere una determinata strada ma rendersi conto di come quella strada si inserisca in una contesto più grande, fatto di diverse corsie.

 E il diritto è solo uno dei modi di vedere la realtà, ma non è l’unico modo, ci sono la morale, la religione, l’etica. Allora dobbiamo avere gli strumenti paralleli a quelli dell’esperienza giuridica.

Paul Valery disse: “Non esiste un cuore talmente duro al cui interno non si possa generare un sogno”.

E’ l’esempio di come la poesia possa esprimere un concetto giuridico. Da questi versi di evince l’istanza di riforma del sistema del diritto penale che proprio in quegli anni si diffondeva, insieme alla nascita del concetto di integrazione sociale.

Per capire la radice delle cose serve lo strutturalismo. Esso ci fornisce gli strumenti necessari per capire il perchè di una norma.”

 

Il nostro sistema universitario risulta essere molto più teorico di quello degli altri Stati stranieri, seppur molto vicini a noi.

Come mai? E’ possibile un cambio di direzione?

“Il problema di fondo è che per introdurre attività extra ed esercitazioni occorrono fondi, più personale. Il nostro Paese dovrebbe investire di più nell’ istruzione.”

La ringraziamo professore per aver risposto alle nostre domande ed averci offerto ricchi spunti di riflessione. Speriamo che essi siano solo un punto di partenza per un’evoluzione della didattica nella nostra Università.

 

Fiorella Mosca

Author: StudentiGiurisprudenza.it

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