Erasmus: perchè e come partire

Nel 1987 per opera della Comunità Europea, nasce il progetto Erasmus che ogni anno permette a moltissimi di studenti universitari europei di poter trascorrere un periodo di studio  che va dai 3 ai 12 mesi presso in una università straniera.

L’Erasmus è forse una delle esperienze più significative che ci offre oggi l’Università, sicuramente quella che segna di più la vita di uno studente. Vivere in una città diversa con usanze diverse dalle nostre, in cui si parla un’altra lingua, senza genitori e spesso anche senza amici, proiettati in un’avventura tutta nuova. Bisognerà adattarsi, cavarsela da soli anche in situazioni impreviste. Per molti significa anche imparare a cucinare, lavare i vestiti, a gestirsi da soli.

L’Università Federico II, stando ai dati del 2011 diffusi dalla Commissione Europea, si posiziona al trentaquattresimo posto in Europa per mobilità in uscita.

Tra le mete più ambite spicca la Spagna, a seguire la Francia ed infine la Germania, anche perchè molte Università di queste ultime richiedono certificati che attestano buone conoscenze linguistiche al contrario della maggior parte di quelle spagnole. La  facoltà che vanta più studenti in università estere è quella di Lettere e Filosofia, a seguire Ingegneria, Economia e Giurisprudenza.

Prima di partire, gli studenti possono approfondire le loro conoscenze linguistiche: il Centro Linguistico dell’Ateneo offre infatti corsi gratuiti di lingua spagnola, francese e tedesca, i quali si svolgono presso strutture del Centro Storico.

Essere tra i fortunati studenti, non è però semplice. Non tutti riescono a superare i colloqui. La valutazione si basa su vari criteri: in primis il merito,infatti, è fondamentale avere una buona media (e per le Università più ambite occorre una media davvero alta) e un buon numero di esami alle spalle; altro criterio di selezione è ovviamente la conoscenza della lingua ed è importante saper dimostrarne una certa padronanza; infine durante il colloquio verranno domandate anche le motivazioni che spingono lo studente a gettarsi in questo progetto (e sicuramente conviene inventare qualche nobile ed ammirevole motivazione, senza ovviamente menzionare la movida spagnola o i vini francesi).

Alla fine del colloquio, i professori che si occupano del progetto Erasmus, renderanno noti i risultati agli studenti, dandone notizia negli appositi siti.

A inizio anno aleggiava un’ assoluta incertezza in merito alla possibilità del Parlamento Europeo di stanziare fondi per finanziare le borse di studio, ma fortunatamente si è giunti ad un accordo che ha permesso  all’Unione Europea di continuare a sostenere questo sistema di scambi tra studenti.

In ogni caso, qualunque sia la meta, la compagnia, l’Università, una cosa è certa: è un’esperienza davvero unica.

 

Paola Meola

Author: StudentiGiurisprudenza.it

STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT L'Associazione degli Studenti di Giurisprudenza della Federico II Napoli

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